Debate Of The Week: Xmas Day

In occasione delle vacanze natalizie, abbiamo deciso di dedicare alla sfida più attesa (quella tra Golden State Warriors e Cleveland Cavaliers) il nostro spazio settimanale. Io (Giò) e un altro membro della redazione, Nicolò Paterini, ne abbiamo parlato abbondantemente.
XMAS DAY 2015
James-ThompsomNICO P: Del Xmas Day è rimasto il fascino della partita in prima serata, per il resto poco altro. Nel complesso è stata una brutta partita in tutti i sensi, con tanta energia in campo, ma brutta. Negli anni scorsi è sempre stato diverso, malgrado fosse pur sempre una partita di Regular Season. Mi è piaciuto l’atteggiamento di Lebron, che aveva evidentemente qualche motivazione in più, ma questo non è bastato per renderla avvincente, viva, anche se poi il finale è stato in bilico fino alla fine.

GIO
: Natale rimane sempre, e solamente, un pretesto in più per sponsorizzare il prodotto NBA, il merchandising e tutto quello che ne consegue. Basti pensare che NFL, MLB e NHL riposano giorno 25. Nel complesso è stata la partita che ci si aspettavamo, visto anche il contesto. Mani fredde, ritmi bassi e poco spettacolo. Sono  arrivati tanti piccoli segnali che nel prosieguo della stagione usciranno maggiormente allo scoperto: la macchinosità dell’attacco dei Warriors senza Curry, la totale dipendenza dei Cavs da Lebron. Natale è anche un’occasione in più per far avvicinare i neofiti alla palla a spicchi “Made in U.S.A”, quindi ben venga. Alla Triple AAA di Miami abbiamo avuto un Overtime, ad Oklahoma abbiamo visto i veri Bulls e, nel derby texano, i Rockets hanno superato degli opachi Spurs. Non ci siamo annoiati, se non altro.
FINALS 2015: SEI MESI DOPO. COS’E’ CAMBIATO?
NICO P: Detto francamente, poco e niente .Ho rivisto tutti i temi tattici di quelle 6 partite, con un Kevin Love e un Kyrie Irving in più.  Lebron che carica a testa bassa cercando uno spiraglio nell’area Warriors che puntualmente si chiude alla grandissima. Ed è proprio questo il punto di questa serie, la difesa di Golden State. L’attacco può latitare, i tiri possono non entrare, Curry può sonnecchiare, ma finché c’è questa difesa, così organizzata, in cui tutti sanno cosa fare, per i Cavs c’è poca speranza. Se in più ci mettiamo la poca mobilità della palla, con attacchi fermi, il match non inizia neanche; poi Cleveland ha tanti giocatori di talento e in più ha Lebron James, quindi in qualche modo resta aggrappata alla gara, ma questo sistema difficilmente lo batti in questo modo. Infine se a Golden State, hanno così tanti uomini in grado di mettere punti a referto è davvero grigia per gli altri (vedere Livingston a 16 punti è sempre un piacere per gli occhi).
GIO: Se è indubbio che rispetto alle scorse Finals si è visto ben poco di nuovo, è anche vero che Kyrie Irving e Kevin Love non stanno affrontando proprio dei momenti felicissimi. Il primo è rientrato da una settimana e ha l’ordine di non restare in campo più di 20 minuti a partita, il secondo sta combattendo contro se stesso per ritrovare fiducia mentale e fisica. Da una parte abbiamo una squadra che sta macinando vittorie su vittorie e sta sbriciolando ogni sorta di record, dall’altra parte una squadra ancora in rodaggio. I Warriors, alla lunga, potrebbero finire per diventare prevedibili. Se poi giochi sempre nella stessa maniera e i tiri non iniziano ad entrare più con la stessa regolarità, perdi. La questione Conference, inoltre, non è assolutamente da sottovalutare: i Cavs rischiano di trovare Paul George in finale, i Warriors rischiano di sbattere contro gli Spurs.
DRAYMOND GREEN
GreenNICO P: Green non si può fermare, e lo abbiamo visto soprattutto alle Finals dell’anno scorso, dove ha sofferto all’inizio per l’emozione, per il livello che si è alzato, ma poi abbiamo visto come si è ripreso. E’ il classico giocatore che cerca di metterci sempre la stessa energia, viene battezzato regolarmente da tre punti e lui segna anche da tre punti. Bisogna costringerlo a pensare nel gioco a due con Curry, e un paio di volte i Cavs l’hanno costretto alla scelta sbagliata, ma lui non si butta giù e nell’azione successiva, si butta dentro in penetrazione con ancora più energia. A mio avviso è il motore di questi Warriors, se scende di giri lui, scendono tutti, Curry compreso.
GIO Ed è proprio attraverso le prestazioni di Green che passano i grandi risultati dei Golden State Warriors. Gli uomini di Kerr possono permettersi tante varianti a livello offensivo e difensivo proprio per la grande versatilità del prodotto uscito da Michigan, però qual è il prezzo da pagare? Non si può fermare, certo, ma si può limitare. Portare a limitare un giocatore esplosivo come il #23 può diventare la chiave del successo contro una squadra che corre tanto, segna tanto e difficilmente prende una scelta sbagliata. Se parliamo di un vero e proprio motore, no, perchè la grande forza dei Warriors sta nella perfetta alchimina che si è creata grazie agli anni insieme. E’ un giocatore fondamentale che, come tutto il sistema, caricandosi di troppa pressione rischierebbe di bruciarsi. Le prime sconfitte del 2016 aiuteranno ad un ridimensionamento.
FROM THE BENCH
LivingstonNICO P: Il problema di Blatt e dei Cavs, è proprio trovare il giocatore più adatto a partire da sesto uomo. Secondo me Jr Smith potrebbe essere il giocatore chiave in questo, ma anche lo stesso Mo Williams, che è un giocatore che a me piace molto, proprio per la sua pericolosità realizzativa può e deve fare di più. Blatt contro Golden State ha un chiaro ed evidente problema, ed è quello del centro, lasciando perdere ieri la partitaccia di Mozgov, giocò sorprendendo tutti della grandi Finals, deve capire qunato prima, qual’è lo schieramento tattico che può dar più fastidio a Golden state. A mio parere, far partire Mozgov dalla panchina potrebbe essere un’ottima scelta, dai un chiaro segnale, dicendo: io me la gioco inizialmente con le vostre armi, poi cambio le carte in tavola. In sostanza, per riassumere, Smith, Williams e Mozgov, possono e devono essere decisivi dalla panchina.
GIO: La panchina dei Cavs può vantare un tasso di talento e fisicità non indifferente. Ma c’è veramente qualcuno in grado di ribaltare le sorti di una squadra che, con i titolari in campo, soffre? La risposta, naturalmente, sta nel mezzo. J.R. Smith non è un giocatore troppo affidabile e allo stesso tempo non si può pretendere che Mo Williams e Timofej Mogzov escano dalla panchina sparando 20/30 punti. La fortuna dei Cavs potrebbe passare attraverso l’aiuto costante di tutti gli altri e, magari, di un Dellavedova versione Finals 2015.
CONCLUSIONE
NICO P: Per mio conto, riprendendo il discorso iniziale, la partita non è stata nulla di che, diciamolo Sky avrà sempre i suoi spettatori alla partita, ma solo se ci mette qualcosa prima. Ieri è stato il caso di “The Reunion” e ha fatto tutta la differenza del mondo. Lo show rimane, ma la partita ha lasciato il tempo che trova. Ci portiamo questi spunti tecnici a Giugno con il pensiero che forse il titolo ce lo si giocherà a maggio ad Ovest.
GIO: Un’occasione. La partita di Natale è una splendida occasione per mettere in vetrina il meglio del meglio. Malgrado non sia stato uno spettacolo inenarrabile e malgrado non ci sia stato un livello degno dell’occasione, abbiamo assistito ad uno show natalizo che tanto ci ha raccontato sulla condizione attuale di due delle maggiori Contender della stagione in corso. Sky ha reso più affascinante il tutto regalandoci la reunion tra Federico Buffa e Flavio Tranquillo, che già da sola avrebbe reso la serata meritevole.