Bucket of the Month (Dicembre)

Boban Marjanovic

 From Serbia with love – Quando Boban Marjanovic decide di dichiararsi eleggibile per il Draft NBA, nel 2010, i San Antonio Spurs arruolano James Anderson e Ryan Richards. Nello stesso anno, il serbo, capisce di dover dare ancora tanto al Basket europeo ed inizia così il suo lungo viaggio dal CSKA Mosca, dove perde però il posto da titolare dopo qualche partita. Decide di virare il Lituania con il BC Zalgaris, dove vince il campionato nella stagione 2010/11, ma per la vera gloria deve aspettare la Stella Rossa.

Dopo un’annata non esaltante in Lettonia, ritorna in Serbia con tante belle speranze ed una consapevolezza nuova, la consapevolezza di avere tutti i mezzi per fare bene. Boban, dall’alto dei suoi 221 cm, diventa immediatamente un giocatore fondamentale sia per la Mega Vizura che per la Stella Rossa, dove oltre a vincere per due anni consecutivi il titolo di MVP della Lega, si aggiudica il campionato nella stagione 2014/2015.

bobi-boban-marjanovicSan Antonio Spurs – La telefonata della sua vita arrivata da Alamo, Texas, in una calda giornata di luglio. Con la partenza di Tiago Splitter e l’arrivo di LaMarcus Aldridge, gli Speroni necessitano un nuovo centro per poter dare qualche minuto di riposo in più all’eterno Tim Duncan, ormai alla soglia dei 40 anni. Ai burloni nero-argento viene in mente il nome di quel Marjanovic che nel 2010 si era dichiarato eleggibile al Draft, lo stesso Marjanovic che nel 2015 è un giocatore dominante fisicamente e dotato di un Q.I. cestistico fuori dalla norma. Così, il 17 luglio, la scelta viene presa e “Bobi” diventa un giocatore dei San Antonio Spurs.

Non ci mette troppo a diventare l’idolo dell’AT&T Center, così come non impiega troppo tempo a guadagnarsi la stima di Gregg Popovich e Tim Duncan, vero e proprio mentore del #40 in questa stagione. Boban si fa conoscere alla seconda di Regular Season, contro i Brooklyn Nets,  grazie a 6 punti e 5 rimbalzi in appena 5 minuti e continua il suo incredibile percorso di crescita, uscendo però praticamente dalle rotazioni a novembre. Viene spedito agli Austin Spurs e si “vendica” della punizione sfoggiando una prestazione incredibile condita 34 punti a 14 rimbalzi, guadagnandosi il rientro in prima squadra (a scapito di Rasual Butler) il giorno dopo. A dicembre esplode, nel vero senso della parola. Popovich gli dà l’occasione di giocare di nuovo qualche minuto in più contro i 76ers e Boban ripaga la fiducia finendo da Top Scorer (con 18 punti) al termine di una partita dominata totalmente sotto canestro. Arriva  la prima da titolare, arrivano minuti importanti già nel primo quarto e, soprattutto, arrivano le ultime tre partite di dicembre.

Dopo aver assaggiato la panchina a Natale, nella sconfitta dei suoi contro i Rockets, Bobi diventa ancora una volta il giocatore chiave di Popovich, che non si tira indietro nemmeno nei momenti  più concitati della partita. Contro i Nuggets si inventa un 8/8 ai liberi e chiude con 10 punti e 7 rimbalzi, ma  fa addirittura meglio il giorno dopo contro i T-Wolves, dove piazza 8 punti di fila nel terzo quarto e chiude a referto con un 17+4+2. Settimana scorsa è diventato il primo giocatore della franchigia a raccogliere 12 rimbalzi in 15 minuti e grazie alle sue incredibili prestazioni si è preso qualche minuto in più e, nelle rotazioni, ha finalmente un ruolo importante.

Boban Marjanovic, negli Spurs di LaMarcus Aldrige, Kawhi Leonard e Tony Parker, può diventare il giocatore “ago della bilancia” se dovesse venire meno l’apporto del #21. Perché in una squadra che ha potuto rendere Danny Green uno specialista da 11 milioni l’anno, il serbo ha tutte le carte in regola per potersi permettere di competere a questi livelli contro tutti (o quasi) i centri della Lega. Una mano delicatissima, una presenza sotto il canestro spaventosa ed un gioco mai banale, in attacco e in difesa, che gli consente di fare tutto e di essere decisivo in ogni occasione. Se in Texas iniziano a lavorare seriamente su Marjanovic, gli altri devono iniziare a preoccuparsi anche per gli anni a venire.