Power Evolution Ranking (Dicembre 2015)

1) Golden State Warriors (31-2) =

La prima sconfitta della stagione per mani dei talentuosi (ma fin qui deludenti) Bucks non ha intaccato il percorso dei campioni in carica che proseguono sulla strada del bis, con un occhio speciale a battere o almeno eguagliare il record del ’95-’96 di 72-10 dei Bulls della seconda era Jordan. Questo però più avanti potrebbe costare caro in termini di energie fisiche e nervose e dovranno essere bravi Walton e Kerr a gestire il tutto. Anche con assenze importanti (Curry, Barnes, Barbosa, Ezeli) i Warriors si son dimostrati compatti, grazie anche ad un mostruoso Draymond Green dalla tripla doppia facile.

2) San Antonio Spurs (29-6) =

Rullo compressore tra le mura amiche come i rivali californiani, sono sicuramente più solidi rispetto allo scorso anno con Aldridge e West, con l’ex Portland che si inserisce sempre meglio nelle rotazioni di coach P. E poi hanno Kawhi, forse per distacco il giocatore che riesce ad unire e a sfruttare al meglio le sue grandi doti in entrambe le fasi del gioco. Peccato per la prima gara di Duncan chiusa senza punti dopo 19 anni di onoratissima carriera. Ah, vorrei fare una scommessa: riusciranno a rendere Marjanovic, nel limite del possibile, un fattore nel corso dei mesi?

3) Oklahoma City Thunder (24-10) +1

Come già detto più volte, come già tutti sanno, ovviamente vivono e dipendono dalle prestazioni di Russ e KD35. Potrebbero aver trovato in Kanter il 3 violino (spodestato Ibaka) e sicuramente ai playoff sapranno far male ma per puntare alle Finals ad Est c’è bisogno di veder qualcosa di più, soprattutto nelle sfide dirette contro le big dove ancora tendono a steccare.

4) Cleveland Cavaliers (22-9) -1

Dopo aver iniziato il mese con tre KO, nel Christmas Day non riescono a prendersi la rivincita su Golden State e pagano le conseguenze perdendo poi malamente a Portland di 30 punti. Riescono comunque nel giro di trasferte ad Ovest a rialzare la testa in fretta guidati dal solito LBJ. Ad est è tutto nelle loro mani, ci sono ancora 3 mesi prima che i giochi si facciano seri e li dovranno utilizzare al meglio. Ad est, a meno di clamorosi avvenimenti, non hanno avversari credibili fino alle Finals ma occhio, che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.

5) Toronto Raptors (21-14) +2

Battono San Antonio e poi perdono contro la squadra più psicolabile della Lega, ovvero i Kings. Segno che, nonostante dicembre sia stato un mese positivo, devono ancora trovare la quadra giusta. Importante il ritorno di Valanciunas, anche se Byombo non ha sfigurato, che fanno valere il loro peso specifico in area assieme al cagnaccio Carroll, dato che DeRozan e Lowry il loro mattoncino lo portano sempre a casa.

6) Atlanta Hawks (21-14) +5

Complessivamente la squadra di Budenholzer è probabilmente la seconda forza ad est, con la coppia Millsap e Horford tra le migliori in area della Lega. Periodo negativo al massimo per Korver che dopo il record dello scorso anno fa più fatica di DeANdre Jordan ad infilare una tripla, pazzesco.

7) Miami Heat (20-13) -1

Terzi ad est grazie ad un Bosh rivitalizzato e ad un D-Wade che riesce ancora a deliziarci come ai tempi in cui le ginocchia non lo martoriavano di problemi. Whiteside in giornata è un fattore, e dire che solo 12 mesi fa era praticamente sconosciuto,

8) Boston Celtics (18-15) +4

Secondi dietro San Antonio nella Defensive Efficiency, hanno il loro faro guida in Isaiah Thomas. Sono sicuramente in crescita e i margini ci sono, peccato per quelle tante sconfitte contro squadre cosiddette “abbordabili”, segno che il processo di crescita per una giusta maturazione è ancora lungo da fare. Comunque, riscuotono simpatie e la lotta playoff non potrà che fargli bene.

9) Chicago Bulls (20-12) -1

Evitabili le sconfitte contro le due newyorkesi, ma nonostante questo i Bulls rimangono forse la più credibile contenders ad est allo strapotere di Cleveland. Gasol sulla scia dell’europeo regala ancora abbaglianti lampi di classe, e Jimmy Butler è ormai l’uomo franchigia, avendo scalzato da tempo un Rose ormai lontano purtroppo dai livelli di una volta.

10) Dallas Mavericks (19-15) +3

La perla dell’ultimo mese dell’anno è sicuramente la vittoria contro Golden State, oltre a WunderDirk sesto miglior marcatore OGNI EPOCA dell’Nba. Ottima l’intuizione di JJ Barea in quintetto, per ora i risultati sono ottimi. Ad est si sa che da sempre, storicamente, la lotta è durissima, ma questi Mavs sembrano aver trovato una buonissima quadratura.

11) Los Angeles Clippers (22-13) +3

Bisognerebbe indagare perchè, con Griffin fuori 4 gare, non hanno mai steccato una gara. In netta crescita rispetto al disastroso novembre, hanno in JJ Reddick un’ottima bocca da fuoco dal perimetro mentre dopo gli acciacchi iniziali anche Chris Paul sta carburando prendendo in mano come sa fare le redini della squadra di Rivers.

12) Indiana Pacers (19-14) -7

Flessione ad Indianapolis, coincisa non casualmente con un periodo negativo di Paul George. E ancora Ellis non si sta rivelando un fattore come lo sapeva essere a Dallas. Rimettersi in sesto che ad est possono togliersi soddisfazioni.

13) Charlotte Hornets (17-16) -3

La franchigia di MJ si gode un grande Batum (già sei doppie doppie dopo averne fatte solo 5 nell’ultima stagione a Portland) e il solito Kemba Walker. Con la squalifica di Jefferson sta venendo fuori Zeller lanciato in quintetto, con Lin e Lamb sempre pronti a fare male.

14) Detroit Pistons (18-16) +5

Reggie Jackson da Pordenone viaggia per il MIP dell’anno trainando Detroit assieme a Drummond, rimbalzista implacabile ma anche una sciagura dalla linea del tiro libero, avendo poco più del 30%. Il quintetto di Van Gundy è solido ma bisogna vedere che ne sarà del rientrante Jannings.

15) Orlando Magic (19-15) +1

Vucevic, Harris, Fournier, Oladipo nel nuovo ruolo partendo dalla panchina. In Florida il talento c’è nella bagarre più bella degli ultimi anni ad est loro sono in piena lotta.

16) Memphis Grizzlies (18-17) -1

Sono la stessa squadra da anni ormai, Z-Bo ha già saltato 15 gare e si reggono in piedi con Gasol e Conley. Da migliorare un andamento finora ondivago, magari ritrovando l’attitudine difensiva che li ha sempre contraddistinti.

17) Houston Rockets (16-19) +8

Continua la delusione dei Rockets che non trovano continuità manco a piangere in greco. Nemmeno il cambio Lawson-Beverly sembra aver prodotto sufficienti cambiamenti quando tutti fanno quello che vogliono in campo. Il solo talento di Harden non basta a far quadrare i conti, anzi. Su Howard meglio tacere…giocatore fragile che non sposterà mai.

18) Washington Wizards (15-17) +3

Personalmente questa stagione non impazzisco per i Wiz. John Wall sta cercando di risollevare le cose con delle ultime eccellenti prestazioni, ma per lottare tra le prime 8 ci sarà da faticare e vincere con continuità.

19) New York Knicks (16-19) -1

Ne perdono 4, ne vincono 4, ne riperdono 4 di fila. Semplicemente i Knicks. Anche se almeno Porzingis ha portato una bella ventata di aria fresca. Ed con Melo è sempre più amore-odio.

20) New Orleans Pelicans (11-22) +7

Se Davies sta bene con i Pels va in doppia doppia facile e fino alla fine proverà a risalire la china assieme all’apporto di Anderson per riuscire, chissà, a centrare quei playoff scippati ad OKC lo scorso aprile. La rimonta è possibile ma costerà tanta, tantissima fatica. E quella partenza sciagurata potrebbe aver compromesso la stagione.

21) Milwaukee Bucks (14-21) +3

Tema già affrontato: talento tanto, quadratura del cerchio ancora davvero troppo lontana. Errori di Kidd? poco amalgama di squadra? Abbiamo ancora qualche mese per provare a decifrare una cocente delusione in un’est competitivo che per ora non li vede protagonisti. E ora li aspettano 11 gare su 15 lontano dal Wisconsin. Si decide tutto qui.

22) Utah Jazz (15-17) -13

Partiti forte, si sono pian piano un po’ spenti, complice l’assenza di Favors e Gobert nelle ultime gare. Hood in crescita e dopo annate balorde potrebbero sfruttare un ovest un po’ in calo per partecipare alla corsa playoff.

23) Portland Trail Blazers (15-21) -1

Si godono la buona prestazione annientando i Cavs con Lillard out. Annata per forza di cose di transizione, con margini di miglioramento per il futuro se supportati da qualche altro buon inserimento.

24) Sacramento Kings (13-20) -1

Siamo di fronte ad una franchigia che potrebbe battere Golden State e il giorno dopo perdere con i Lakers di 30. Con Rondo e Cousins si vedono sprazzi di talento puro che poche altre squadra di seconda fascia possono permettersi ma con Karl le cose non viaggiano proprio alla grande e rimarranno la solita incompiuta ma potenzialmente devastante. Il tutto con il Beli a dare il suo apporto, spesso inutilmente.

25) Denver Nuggets (12-23) +3

Will Barton viaggia per essere il sesto uomo dell’anno. Il Gallo è tornato ma ad esser sinceri, non mi sembra l’uomo franchigia che molti italiani dipingono come tale. E, udite udite, è tronato a far male pure Nelson. Crazy.

26) Phoenix Suns (12-25) -9

Dopo il KO di Bledsoe e il caso Morris sono una franchigia quasi alla deriva, che arriva a subire 142 punti da Sacramento. Tempi magri in Arizona.

27) Minnesota Timberwolves (12-22) -7

I playoff non li vedono dai tempi di Garnett, e non sembra che le cose possano cambiare.

28) Brooklyn Nets (10-23) -2

Ora che Prochorov possiede tutto quello che c’è da possedere a Brooklyn, bisogna vedere come proseguirà l’avventura con i deludenti Nets. La stagione attuale, nonostante l’esperienza di Hollins, sembra già segnata.

29) Los Angeles Lakers (8-27) =

Il tour di Kobe (sì perchè il senso della stagione gialloviola è questo) prosegue tra applausi e qualche buona prestazione, con una chimica di squadra forse in crescita.

30) Philadelphia 76ers (3-33) =

Si possono togliere qualche soddisfazione in più con Ish Smith e un Noel in palla. Poco altro, ovviamente.

N.S

N.S

Sangue Romagnolo ma cresciuto 19 anni a Como, si innamora della palla a spicchi nell’ormai preistorico 2001 (militando in squadra con FMB), al Pianella di Cantù per il derby contro i cugini varesotti. Tifoso Lakers, Packers e del Cesena calcio, venera Jason Williams, le IPA fortemente luppolate e la jersey viola dei Raptors di Damon Stoudamire. Nickname: N.S