NFL Playoffs 2016: Recap delle Wild-Card!

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AFC 

Houston Texans-Kansas City Chiefs 0-30

ConleyPronti via e Knile Davis riporta in endzone il kick off inizial dei Texans. 7-0 Chiefs e NRG Stadium ammutolito. Il resto del primo tempo vende un totale “no-show” dell’attacco di Houton che vanifica la buona prova della difesa texana. Brian Hoyer (15 su 34 per 136 yards e 4 intercetti) è totalmente disastroso e la fase offensiva dei Texans stagna pietosamente. Dal canto suo Kansas City mostra la solita arcigna difesa ma, non riuscendo a capitalizzare l’incredibile mole di errori di Houston, chiude il primo tempo avanti solo 13-0. Chi si aspetta una scossa da parte dei padroni di casa rimane deluso: gli errori continuano a susseguirsi e Alex Smith (17 su 22 per 190 yards 1 td e 1 intercetto) può guidare l’attacco degli ospiti ad un netto quanto meritato successo.Da notare come la disperazione del coaching staff dei Texans abbia portato anche a disegnare un azione su corsa per JJ Watt (non nuovo a segnature, ma su ricezione) senza, però, alcun esito positivo. Per Houston si apre una lunga offseason dove la ricerca di un quarterback affidabile sarà la questione n.1 per il management texano. I Chiefs invece volano i New England per affrontare i Patriots

Link: Pronti via ed è subito Chiefs!

Cincinnati Bengals – Pittsburgh Steelers 16-18

12513498_10153826462407037_839169664445898788_oQuando, a fine terzo quarto, il wide receiver degli Steelers Martavis Bryant inventa nella endzone avversaria una delle “catch” più spettacolari degli ultimi anni, Pittsburgh segna i punti del 13-0 che sembra mettere in ghiaccio la partita. I Bengals, chiamati ad una prova di carattere sembrano smarriti e il potenziale offensivo della squadra di coach Marvin Lewis è completamente neutralizzato dalla sorprendente difesa degli ospiti. Ad inizio quarto quarto le cose cambiano radicalmente: con le spalle al muro, Cincinnati reagisce, McCarron (23 su 41 per 212 yards 1 td e 1 intercetto) si sveglia dal letargo dei primi tre quarti di partita e guida i drive che consentono ai Bengals di rientrare in partita e, con il touchdown di AJ Green, di passare in vantaggio a meno di due minuti dalla fine del match (16-15). A facilitare le cose per i padroni di casa arriva anche l’infortunio a Roethlisberger (18 su 31 per 229 yards 1 td). Chiamato a guidare il drive che consenta agli Steelers di ribaltare il risultato, il sostituto Landry Jones si fa subito impallinare dalla difesa dei padroni di casa che, interecettando l’ex star di Oklahoma, sembrano definitivamente chiudere la partita. Ma qui comincia il suicidio dei Bengals: il running back Jeremy Hill (il cui compito era probabilmente il semplice “non perdere il controllo dell’ovale”) subisce un duro placcaggio con conseguente fumble, perdita del possesso e riconsegna dell’ovale nelle mani degli Steelers. Roethlisberger rientra in campo e prova quindi il tutto per tutto: la difesa di Cincinnati sembra però tenere bloccando l’attacco avversario a metà campo. Poi arrivano le follie di Burfict e Jones. Il primo commette un’ingenua “unnecessary roughness” sul wide receiver degli Steelers che regala quindici yards agli ospiti; il secondo, nel parapiglia generato dalla precedente penalità, si accapiglia con un membro del coach staff di Pittsburgh venendo sanzionato per “unsportsmanlike conduct” e regalando ulteriori quindici yards al team di coach Mike Tomlin. L’inaspettata valanga di regali ricevuti in un Natale in ritardo viene sfruttata da Pittsburgh che, con il field goal di Boswell, vince la partita fra lo sbigottimento degli aficionados locali. Ora per Marvin Lewis sarà molto difficile tenere il posto da head coach: il record nei playoff dell’attuale allenatore dei Bengals, in carica da oltre dieci anni, è 0-7 e la franchigia dell’Ohio che non vince un match di post-season dal 1991.

Link: Bryant, per una delle catch più incredibili della storia NFL

NFC

Minnesota Vikings – Seattle Seahawks 9-10

WilsonLe previsioni metereologiche vengono rispettate e al calcio d’inizio la temperatura si attesta su un polare -20°. Il clima influisce pesantemente sull’andamento della partita che, per tre quarti, vive su una vera battaglia difensiva dalla quale sembrano emergere i Vikings, che capitalizzano alcuni drive in relativi field goal di Blair Walsh (9-0 Vikings). Ad inizio dell’ultima frazione, Russell Wilson (13 su 26 per 142 yards 1 td e 1 intercetto) guida un ennesimo assalto alla endzone avversaria e trova Baldwin per il touchdown che accorcia le distanze sul 9-7 per i padroni di casa. Minnesota comincia a sentire la pressione degli avversari e il running back Adrian Peterson incappa in un fumble sanguinoso che ricosegna l’ovale ai Seahawks che, con il field goal di Hauschka, agguantano il primo vantaggio della partita a poco più di otto minuti dal termine. I Vikings hanno, in ogni caso, un’ultima concreta possibilità di vincere la partita: con il cronometro che corre verso la fine del match, Teddy Bridgewater (17 su 24 per 146 yards) guida un’ottimo drive e, con la complicità del tight end Rudolph, porta Minnesota in raggio da field goal a meno di trenta secondi dalla fine. La distanza è minima e i tifosi pregustano già la vittoria ma, incredibilmente, Blair Walsh, kicker dei “viola”, spedisce fuori il calcio dalle 27 yards (un’esecuzione che nel 99% fila dritta fra i pali) consegnando la vittoria agli increduli ospiti. La mente dei tifosi locali vola subito a precedenti “drammi sportivi” (su tutti il famoso field goal mancato da Gary Anderson nel NFC Championship del 1998 contro Atlanta) e, al freddo metereologico, si va ad aggiungere questa ennesima doccia scozzese.

Link: La magia di Russell che riapre la partita

Link: Walsh la chiude nel peggiore dei modi

Washington Redskins – Green Bay Packers 18-35

CYZS5DdWQAQkXQP.jpg-largeCarichi a pallettoni per un finale di Regular Season di soddisfazioni, i Redskins ospitano i traballanti Packers. L’avvio della partita sembra ricalcare il finale di stagione e il momento delle due squadre: i Redskins partono aggressivi mettendo sotto pressione la linea offensiva dei Packers e lo stesso Aaron Rodgers, costretto a subire un sack nella propria endzone con conseguente “safety”. Washington tiene alto il ritmo e allunga il vantaggio sull’11-0 con il field goal di Hopkins e il touchdown del tight end Jordan Reed ad inizio secondo quarto. Ai Redskins rimane forse l’impressione, però, di non aver assestato un colpo ben più pesante: vengono in mente la mancata “entrata” in endzone di DeSean Jackson su lancio di Cousins, i successivi infruttuosi tentativi di segnare su corsa (e il conseguente field goal di Hopkins) e, infine, l’errore sul calcio per il punto addizionale post meta di Jordan Reed. Superato il momento di empasse con danni piuttosto limitati, i Packers si ritrovano e Rodgers (21 su 36 per 210 yards e 2 td) guida gli ospiti a diciassette punti consecutivi che ribaltano completamente la situazione. Kirk Cousins (29 su 46 per 329 yards 1 td e 1 td su corsa) non si scompone e guida, ad inizio secondo tempo, il drive che, finalizzato da una corsa dello stesso quarterback riporta avanti i Redskins. Nell’attacco di Green Bay è però scattato il “clic” assente nelle ultime settimane e nel giro di sette minuti arrivano le due segnature che allargano il divario e consegnano la vittoria agli ospiti.

Link: Rodgers per Adams per il td Packers che ribalta il risultato

 Il Tabellone dei Playoffs
(Venerdì, ore 16, analisi dei Divisional)

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Fabio G

Fabio G

Anconetano doc, seguo da anni gli Sport Americani e la NFL in particolare, con un occhio di riguardo per i Detroit Lions. Da poco collaboro con NBA-Evolution come redattore per la sezione NFL. Nickname: Fabio G