Debate Of The Week: San Antonio Spurs

Nel nuovo episodio di “Debate Of The Week” parliamo dei San Antonio Spurs, rei dall’aver vinto l’incredibile sfida contro i Cleveland Cavaliers di LeBron James. Gli Speroni, con un record di 35-6 e 23-0 in casa, sono alle costole dei Golden State Warriors. E adesso?

REGULAR SEASON

Cleveland Cavaliers v San Antonio SpursPRO – Siamo quasi al giro di boa della stagione e gli Spurs, come ormai da vent’anni a questa parte, dominano le parti alte della classifica. Si tratta di una delle migliori Regular Season della storia della franchigia, ad un passo dal primo posto dei Warriors. 35-6 e 23-0, con un +13,2 di margine nelle vittorie. Numeri alla mano ci troviamo senza ombra di dubbio di fronte ad una delle migliori squadre della Lega, se non la migliore, con ancora tutto il girone di ritorno da giocare.
CONTRO – Il rischio nasce proprio dalla Regular Season, nella passata stagione letale per i nero-argento. Nella seconda parte del campionato potrebbe palesarsi la stanchezza, visti i ritmi vertiginosi matenuti, con la possibilità di non chiudere al primo posto la RS e ritrovarsi di fronte i Rockets al primo turno di Playoffs. E’ chiaro che i Big Three non siano più quelli di dieci anni fa e che la loro gestione finirà per determinare, in positivo o in negativo, l’esito di quello che potrebbe essere il loro ultimo giro insieme, resta agli altri vincere e convincere. E occhio agli infortuni…

PANCHINA

PRO – Ci riallacciamo al discorso da poco concluso riprendendo proprio delle seconde linee. Gli Spurs hanno, probabilmente, la miglior panchina della Lega. Poter contare su Mills, Ginobili, Anderson, Diaw, West, ma anche su Marjanovic e Simmons, garantisce di poter dare riposo a Kawhi Leonard e LaMarcus Aldridge nei momenti più complicati. Tante volte sono proprio i punti “from the bench” a regalare ai nero-argento la sicurezza già sulla sirena del primo tempo.
CONTRO – Come reagirà una panchina così variegata in un’eventuale Finals NBA? C’è l’esperienza da una parte e la paura dall’altra: ci sono Ginobili, West, Mills e Diaw, ma anche Simmons, Andersone Marjanovic. Variabili che, troppo spesso, hanno finito per incidere sulle prestazioni degli Spurs, che basano sul gioco corale e la concentrazione tutte le loro maggiori strategie.

KAWHI LEONARD

Kawhi+Leonard+Brooklyn+Nets+v+San+Antonio+x0V4XYIw_0dxPRO – E’ semplicemente magico. Corre da una parte all’altra senza mai dare l’impressione di essere stanco, domina in lungo e in largo in entrambe le metà campo, segna, difende, ruba palloni, prende rimbalzi e regala assist con una facilità disarmante. E’ aiutato da un fisico pazzesco e da una testa fuori dal normale per un ragazzo che deve compiere ancora 24 anni, difficilmente prende una scelta sbagliata e, come tutti gli altri, gioca per la squadra pur avendo i numeri migliori. E’ chiaramente il candidato all’MVP e il giocatore chiave per il prosieguo della “Dynasty” Spurs. Ah, è il miglior tiratore da 3 della Lega, buffo per un giocatore che appena arrivato a San Antonio sapeva solo difendere.
CONTRO – Ma, come tutti gli esseri umani, soffre la pressione. E voi direte: “Ma come? Ha vinto il titolo di MVP delle Finals nel 2014”. Certo, lo ha fatto e meritato fino all’ultimo secondo, ma l’anno scorso nel momento della verità contro i Clippers ha dimostrato le sue debolezze. Tra Gara 6 e Gara 7 non è stato in grado di prendersi la squadra sulle spalle e ha finito per forzare di tutto nel momento della verità. Se riesce a liberarsi dei pochi pensieri negativi e delle pressioni superflue può diventare ancora più pericoloso, ma in caso contrario diventare pericoloso per i suoi stessi compagni.

I NUOVI INNESTI

LaMarcus+Aldridge+San+Antonio+Spurs+v+Chicago+BOgo8XEmec-xPRO – Siamo tutti a conoscenza dello straordinario lavoro di Popovich con i nuovi arrivati. Chi arriva a San Antonio non vuole andarsene più, malgrado la città non sia proprio la miglior in quanto a divertimento. Giocatori come Green e Splitter, nel più recente presente, sono stati in grado di diventare decisivi, così come quest’anno la strada sembra spianata anche per i “fattori” Simmons e Marjanovic. Per non parlare dello straordinario impatto di David West e i lavori in corso su LaMarcus Aldridge, che pur facendo il bello ed il cattivo tempo sta salendo inesorabilmente di condizione partita dopo partita. Pop dice che i veri Spurs li vedremo a marzo, c’è da preoccuparsi.
CONTRO – Se il presente appare ancora radioso ad Alamo, cosa succederà con l’eventuale (perchè di eventuale deve parlarsi) ritiro di Duncan e Ginobili? Aldridge avrà più spazio, Leonard diventerà definitivamente il Top Player della squadra, ma in che modo reagirà la franchigia a cambiamenti tanto forti dopo quasi vent’anni?

CONCLUSIONI

PRO – Ambiente meraviglioso, annata incredibile, miglior panchina della Lega, Kawhi Leonard formato MVP, innesti super.

CONTRO – Tra gli Spurs e il sesto anello c’è qualche ostacolo. La stanchezza, su tutte, potrebbe rivelarsi la nemica più grande, ma anche l’impatto di una panchina troppo variegata rischia di rendere complicata l’ennesima cavalcata dei Big Three.