We ‘re Talking ‘bout: Season 77/78 (1^ parte)

Avviso ai naviganti: da questa settimana gli articoli che si occupano delle stagioni saranno divisi in due parti, una che si occuperà della off season e di qualche avvenimento particolarmente importante, l’altro che approfondirà la parte giocata, regular season e playoff. Questo per evitare di andare troppo lunghi, visto che gli argomenti da trattare iniziano a diventare numerosi.

Finalmente una off season tutto sommato abbastanza tranquilla per Larry O’Brien e i vertici della NBA. Certo un paio di problematiche erano presenti sulla scrivania del Commissioner, ma cose che si pensava di poter risolvere abbastanza velocemente. Intanto il proprietario dei New York Nets, Roy Boe, avevo chiesto di poter spostare la franchigia a Piscataway, nel vicinissimo New Jersey. Per i Nets si sarebbe trattato di un ritorno alle origini. E questo, nelle idee di Boe, avrebbe dato maggiore visibilità alla sua squadra, che nel primo anno di NBA perse alcune delle stelle aveva vissuto una debacle sportiva ma anche economica. Ma, come al solito verrebbe da scrivere, si erano messi di traverso i New York Knicks. Lo spostamento dei Nets a Piscataway, a detta della proprietà Knicks, avrebbe potuto togliere mercato a loro, essendo il New Jersey vicinissimo a New York City. Ne nacque l’ennesimo contenzioso, che venne risolto anche grazie all’intervento del Governatore del New Jersey, che aiutò la proprietà Nets a pagare l’ennesima tassa ai Knicks per poter spostare la franchigia. Così con 4 Mln $ tutti furono contenti. Nascevano i New Jersey Nets.

Il secondo problema era più complicato. La CBS, che deteneva i diritti televisivi, iniziava a lamentarsi del calo di audience e di inserzionisti disposti a legare il loro nome con le partite NBA, questo a causa dell’aumento del gioco fisico che aveva portato ad autentiche risse sui parquet e nelle dirette televisive che poco piacevano alle famiglie USA, che volevano godersi uno spettacolo cestistico. Il problema effettivamente era reale e tangibile, ed O’Brien pensò che colpire i giocatori sul portafoglio potesse essere la mossa giusta. Erano già state incrementate le multe per chi provocava le risse e per chi ci partecipava, venne deciso anche di multare ulteriormente anche chi abbandonava la panchina per diventare parte integrante della eventuale colluttazione. Mossa corretta da un punto di vista, ma il problema rimanevano le cifre da far pagare, comunque irrisorie.

E nella lega l’idea di molti giocatori di mostrare i muscoli oltre il consentito iniziava a diventare un brutto virus da curare. Oltretutto voci su un altro grosso problema iniziavano a serpeggiare negli ambienti NBA, un problema definibile bianco e nasale……, ma la scelta dei vertici e del Commissioner fu quella di non darci peso, a meno che non fosse successo qualcosa di eclatante. Che fossero le franchigie a controllare i propri giocatori, possibilmente insabbiando, con poca pubblicità. E mai mossa si rivelò più infausta e sbagliata. Diciamo che, come vedremo più avanti, i due problemi non vennero risolti.

Intanto come in ogni off season si era svolto il draft. Il 10 Giugno 1977 a New York City i Milwaukee Bucks, vinto il lancio della moneta con i Kansas City Kings, scelsero con la #1 il C bianco Kent Benson. #2 Otis BirdsongKansas City Kings, #3 Marques Johnson-Milwaukee Bucks, #4 Greg BallardWashington Bullets, #5 Walter DavisPhoenix Suns. Piccolo dramma personale: scrivendo questi nomi mi rendo conto di averli visti giocare tutti!!!

Kent-Benson

Continuiamo, #7 Bernard KingNew Jersey Nets, #8 Jack SikmaSeattle SuperSonics, #11 Ernie Grunfeld-Milwaukee Bucks, #12 Cedric MaxwellBoston Celtics, #22 Norm NixonLos Angeles Lakers, #35 Mark LandsbergerChicago Bulls, #40 Robert ReidHouston Rockets, #46 James Edwards-Los Angeles Lakers. Poi #137 i soliti New Orleans Jazz fecero il botto, scegliendo Lusia Harris. Già nel 1969 i Warriors avevano chiamato alla scelte una donna, Denise Long, ma per meri motivi burocratici la scelta era stata invalidata. Cosa che non accadde per Harris, che venne pure invitata al rookie camp dei Jazz, ma dovette rinunciare essendo incinta.

Tutto a questo punto era pronto e Martedì 18 Ottobre 1977 iniziò la stagione regolare. Nel peggiore dei modi. Perchè in diretta televisiva nella partita Lakers at Bucks Kent Benson, desideroso di farsi una fama di duro nella lega, decise di far sentire i gomiti sulla faccia di Kareem Abdul Jabbar che reagì a modo suo. Terrificante pugno in faccia al rookie a cui fratturò la mandibola, rompendosi a sua volta la mano destra, con ovvia rissa. Niente in confronto a quanto doveva succedere poco meno di due mesi dopo.

Il 9 Dicembre durante Lakers vs Rockets Kermit Washington, PF Lakers dal fisico impressionante che già in passato aveva avuto qualche problema disciplinare, intervenne nel “diverbio” tra Kevin Kunnert, altro C bianco simile a Benson, e Jabbar, appena rientrato dall’infortunio, ma decise di colpire il malcapitato Rudy Tomjanovich che stava accorrendo per sedare il tutto. The infamous punch. Anche questo accaduto in diretta televisiva. Ma qui si andò vicini al vero dramma. Tomjanovich rischiò di morire, e la sua carriera in pratica finì quel giorno. La vicenda è narrata anche da noi in una puntata della prima serie de: “ Curiosità dal passato”.

Bisognava intervenire. Jabbar era stato multato di $ 5.000 e sospeso due partite senza stipendio. Su Washington si abbatte l’ira del Commissioner. 10.000 $ di multa, due mesi di sospensione senza stipendio. Anche la carriera di Washington in pratica finì lì. E questo influì pesantemente sulle scelte future della CBS. Anche perché malgrado questo il gioco duro non accennava a diminuire. Certo per un breve periodo in molti, scottati probabilmente dall’immagine del capitano dei Rockets sanguinante e con la faccia devastata, decisero di mettere da parte i bollenti spiriti. Ma quando le partite iniziarono a diventare decisive, anche il gioco cattivo e sporco si ripresentò. Si stava andando troppo oltre, un’aggressività spropositata e, a detta di O’Brien, assolutamente ingiustificata. Si doveva far vedere ai fans ed in televisione uno spettacolo sportivo, non incontri di pugilato a mani nude. Il problema era che per alcuni coach quella era la filosofia da seguire per vincere,e nella lega ci fu una pericolosa situazione di stallo, che ottenne il risultato di non far prendere ulteriori decisioni punitive dal Commissioner. La CBS, allora, prese la decisione di iniziare a trasmettere alcune partite non più in diretta televisiva ma in differita, praticamente in seconda serata. E con questo l’audience si abbassò ulteriormente, così come i passaggi pubblicitari.

E poi a livello televisivo era sopraggiunto un ulteriore problema. Quello delle schiacciate e dei tabelloni distrutti.

Questo perché alcuni giocatori, uno tra tutti il giovanissimo e poderoso centro dei Philadelphia Sixers Darryl Dawkins, si divertivano a schiacciare durante il riscaldamento, ma anche in partita, restando appesi al ferro, che però all’epoca era tutt’uno con il tabellone di vetro. Con dei risultati catastrofici. Tutto bello a livello spettacolare, meno in quello televisivo, perché le sostituzioni dei tabelloni demoliti portavano via tempo, ed il tempo perso, per la CBS era denaro perso. O’Brien decise anche qui di multare chi decideva di appendersi al ferro durante il riscaldamento, ma anche qui i risultati furono scadenti. La tensione tra canale televisivo e vertici della lega cresceva, non facendo bene alla NBA ovviamente.

Ma la stagione regolare doveva continuare.

Arrivederci alla prossima puntata

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70

Nickname: Doc.Abbati

  • brazzz

    bhe..pensando alle mammolette di oggi….certo,guardando le scelte,i migliori si rivelarono giocatori scelti dopo le primissime…nixon,maxwelll,marques johnson,sikma,soprattutto re Bernardo…