Debate Of The Week: Spurs-Warriors

Eterni Spurs, unica squadra nelle ultime 15 stagioni in grado di rigenerarsi senza passare per il limbo della ricostruzione. Se una cosa ci ha insegnato la storia è che non bisogna scommettere contro gli speroni, nel dubbio la scelta più saggia è quella di astenersi…a meno che non vi chiamiate Golden State Warriors

IL NUOVO CHE AVANZA

SPURS

AldridgePRO – Diversamente perfetti per il sistema Spurs, rappresentano nel contempo il nuovo e la tradizione. A San Antonio hanno trovato in Leonard un giocatore dalla condotta ineccepibile, silenzioso e disciplinato, ma tecnicamente in grado di fare tutto bene e dominare su entrambi i lati del campo. Si tratta di una condizione assolutamente inedita per questa squadra che ha invece una tradizione di star convenzionali e di eccellenti role-players. Aldridge è invece l’oggetto più simile a Duncan che era disponibile nella lega, preso appositamente per dare continuità al sistema in una posizione chiave sul campo.

CONTRO – Difficile dire qualcosa di male su Leonard, anzi impossibile. Su Aldridge invece la riflessione è necessaria.
Da un lato il giocatore si sta integrando piuttosto lentamente sulla lavagnetta, colpa del suo passato “autogestito” nelle terre anarchiche di Portland, dall’altro in una NBA che sta cambiando così rapidamente, forse Aldridge potrebbe rappresentare più una palla al piede che una base solida. Oltretutto ha 30 anni, non mi sembra corretto parlare di futuro della squadra, ma piuttosto direi presente.

WARRIORS

PRO – Sono ingiocabili, hanno aperto il vaso di Pandora a cui non si trova una soluzione soprattutto se tirano col 60% da centro campo

CONTRO – La sera che non gli entra una tripla sono vulnerabili perché non hanno un “Piano B”, vedi l’incredibile sconfitta di domenica scorsa a Los Angeles contro i Lakers, però quante altre a vuoto avranno? Piccolo dettaglio, nessuna squadra che ha affrontato i Warriors quest’anno l’ha messa sulla rissa o sul fisico, il gioco di Golden State non te lo consente ma sarebbe un test a cui sottoporli nei Playoffs per vedere come reagiranno.

PENSIONE E RIVOLUZIONE

SPURS

PRO – Il management di San Antonio è probabilmente il migliore della lega, i buchi che si apriranno verranno tappati senza problemi, la squadra ha buoni giovani e i giocatori storici sono sicuro che troveranno un posto nello staff.

635888921614716743-USP-NBA--Golden-State-Warriors-at-Cleveland-Cavali.1CONTRO – Sarà anche il migliore, ma l’ufficio degli Spurs manca di una certa aggressività. I buchi si apriranno eccome, nello specifico tra le guardie quando Ginobili si ritirerà e le ginocchia di Parker accuseranno gli anni di servizio. L’illusione tutta italica (mia sopratutto) che Belinelli potesse prendere il testimone di Manu si è diradata molto rapidamente, ma la necessità è rimasta, perché il successo di questa squadra nell’ultima dozzina di anni è dovuto in gran parte al genio cestistico dell’argentino.
Il cambio di passo, la fantasia, la capacità di risolvere le situazioni disperate. Il perfetto contrappunto alla voce del Pop

WARRIORS

PRO – Chi vuole essere così pazzo da toccare questa macchina di morte così risoluta e cinica?

CONTRO – Come diceva Oscar Wilde “Posso resistere a tutto tranne che alla tentazione” e quella tentazione ha un nome e cognome, Kevin Durant…Curry-Thompson-Green sono già adesso una trinità, si completano a vicenda, non si calpestano i piedi ne dentro ne fuori dal campo, rispettato l’uno il ruolo dell’altro, ma se quello col #35 ti dice “Io ci sarei e volete” cosa fai?

 

FOR THE AGES

Pochi si stanno rendendo davvero conto di quello che stiamo vivendo o meglio, di quello che queste due franchigie stanno regalando agli appassionati: Spurs e Warriors hanno una vera e concreta possibilità di chiudere da imbattute la stagione 2015/16 tra le mura amiche, solo i Warriors infatti sono il pericolo per la striscia dei texani visto che settimana prossima li ospiteranno (19/3), inoltre Golden State è ad un niente dal poter chiudere con 73 vittorie., da oggi servono solo 11 vittorie nelle prossime 14 di cui 9 in casa!

Stephen Curry è qualcosa, citando Allen Iverson, qualcosa che non si è mai visto prima d’ora e anche Kawhi Leonard nel suo silenzio è qualcosa di unico, in assoluto il giocatore più forte e costante di rendimento su ambe due i lati del campo con l’aggiunta che al suo 3° anno è già il leader e top-scorer della squadra

Qui però sorge una sottile ma significativa differenza, Golden State sta giocando per i record, lo stesso Curry lo ha ammesso che bramano di lasciare il segno nella storia della Lega e quindi c’è il rischio di spendere qualche energia in più del necessario, San Antonio sta semplicemente giocando la sua stagione senza obiettivi particolari con gli unici record registrati da Tim Duncan.

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CONCLUSIONI

la tavola è apparecchiata per quella che molto probabilmente sarà la finale della Western Conference più emozionante degli ultimi anni, due filosofie di gioco diametralmente eseguite dai giusti interpreti per una serie che ha tutto per entrare negli annali…c’è solo un piccolo ostacolo per gli speroni, perché se confermano il 3° posto al 2° turno rischiano di dover affrontare il duo di Oklahoma City, domato nei Playoffs 2014 ma sempre ostico soprattutto sotto l’aspetto atletico.

Adrien

Adrien

Il basket dei playground milanesi gli regala esclusivamente infortuni, relegandolo ad una vita di solo NBA League Pass e cibo del discount. Cuore giallo-viola con Bargnani sempre in cima ai suoi pensieri…ma non quelli nobili Nickname: Adrien