Evolution Power Ranking (Marzo 2016)

Come prevedibile, in testa al mostro ultimo Power Ranking della stagione restano i Golden State Warriors tallonati dai soliti Spurs mentre OKC si issa al terzo posto. Bel salto in avanti per Charlotte e Atlanta mentre crollano sotto il peso degli infortuni Memphis, Dallas e New Orleans oltre al fisiologico calo di Boston e Portland.

POWER RANKING

1) Golden State Warriors (66-7) =
Sono ormai ad un passo dal record dei Bulls grazie ad un mese dove hanno perso inaspettatamente allo Staples Center contro i Lakers e, male, a San Antonio contro la loro probabilissima contender per le Finals ad Ovest. Ora siamo all’ultimo sprint per cercare quel double che, dati i numeri, sembra impossibile da non realizzare…anche se quei ragazzotti del Texas…

2) San Antonio Spurs (61-12) =
Eccoli, appunto, i ragazzi del Texas. Imbattuti in casa (lezione a Golden State), con qualche passo falso ancora nei viaggi ma è fuori da ogni dubbio che per i playoff saranno in palla per vendicare l’uscita al primo turno dello scorso anno prima di affrontare (lo speriamo tutti) i Warriors alle Finals dell’Ovest. Aldridge finalmente sta venendo fuori nel sistema di Popovich..su Leonard non parlo nemmeno…ne vedremo delle belle.

3) Oklahoma City Thunder (51-22) +1
Ormai certi del 3 posto, se tutto va come deve andare se la vedranno in semifinale con Duncan & co. dove avranno forse l’ultima chance di diventare davvero grandi. Avendo spesso steccato nelle gare che contavano (3 perse contro i Warriors, una con Cleveland ecc) la ragione dice che sarà davvero dura. Bisogna sperare in Russ, oltre che nel solito KD, perchè quando l’ex UCLA va in tripla doppia OKC non perde mai!

4) Cleveland Cavaliers (52-21) +1 
LeBron ha iniziato la stagione come 20esimo nella “All Time Scoring List” e adesso è ad un passo dalla top ten dove punta Olajuwon. Un paio di stop di troppo, soprattutto lontano dall’Ohio, che hanno fatto rientrare in corsa Toronto per il primo posto ma nulla più. Se non dovessero lottare per l’anello contro la vincente dell’Ovest sarebbe un fallimento totale per LBJ.

5) Toronto Raptors (49-23) -2
Per qualche giorno hanno pensato davvero di poter impensierire Cleveland, ma in Canada sono saggi e dopo 2 stop di fila han preferito accontentarsi e preservare i giocatori chiave. Peccato per il malconcio Carroll che non gioca da inizio anno, e ancora non si sa se possa riuscire a dare un contributo sostanzioso una volta terminata la regular season. Resta da aggrapparsi sempre a DeRozan-Lowry, e chi se no?

6) Atlanta Hawks (44-30) +4
Mese estremamente positivo per la squadra di Budenholzer. Ora manca la volata finale per stabilire chi sarà la terza forza ad Est tra loro, l’eccellente Boston, gli Heat e la sorpresa Charlotte.

7) Los Angeles Clippers (45-27) =
8 successi e 7 KO a marzo per i Clips, che salutano il rientro di Griffin fermo ai box da natale. Fino a poco tempo fa era sicuro uno scontro con Memphis, ma con il calo vertiginoso di quest’ultimi potrebbero affrontare più probabilmente la gagliarda Portland, vera rivelazione dell’Ovest. E un Griffin in più fa comodo, visto che presumibilmente potrebbero vedersi i Warriors dalle loro parti più avanti…

8) Charlotte Hornets (42-31) +5
Ottima scalata primaverile e zitti zitti sono li a giocarsi un traguardo importante grazie soprattutto ad un Kemba Walker pazzesco da 23 punti e 6 assist di media nell’ultimo mese.

 9) Miami Heat (42-30) =
Spoelstra si conferma davvero, se ce ne fosse bisogno, un ottimo coach. Senza Bosh sta ottenendo il massimo da un gruppo volenteroso con sprazzi di qualità eccelsa. Peccato che Whiteside sia partito oltre 40 volte in quintetto, se no non avremmo avuto dubbi sul sesto uomo dell’anno.

10) Boston Celtics (43-30) -4 
Quando sembravano in calo con qualche sconfitta imprevista, ti piazzano la vittoria di prestigio (anche se avvenuta il 1 aprile) in quel di San Francisco, fermando la striscia di imbattibilità dei Warriors davanti ad un’attonita Oracle Arena. Per 12 gare di seguito Isaiah Thomas è stato lo scoring leader della truppa di Brad Stevens (coach dell’anno, io direi di sì a mani basse), ad un passo dal record di franchigia detenuto da un certo Larry Joe Bird. Non male vero? Pericolo per tutti in postseason.

11) Indiana Pacers (39-34) =
Purtroppo anche col rientro di George non sono più la contender di qualche anno fa. E dovranno sudare fino alla fine per non cedere al tentativo disperato di rientro dei Bulls. Da 27 stagioni chiudono con un record positivo la stagione tra le mura amiche, segno che per tutti Indianapolis non è mai una passeggiata.

12) Detroit Pistons (39-35) +2
Sei successi su 7 nelle ultime due settimane giocate tutte in casa. e lotta durissima con Bulls e Indiana per non rimanere fuori da quei playoff che mancano dal 2009, quando ancora nel roster c’era AI3. Occasione da non farsi scappare.

13) Portland Trail Blazers (38-36) -5
Lillard è appena diventato il primo giocatore nella Lega a mettere a segno 800 triple nei suoi primi 4 anni da pro. Ora che i Grizzlies sono in netto calo, le ultime partite in casa possono esser il trampolino fondamentale per strappare il quinto posto ed evitare una tra OKC e San Antonio al primo turno. Non che i Clippers siano un cliente facile eh, ma probabilmente un filo più abbordabile sì.

14) Utah Jazz (36-37) +1
Io tifo per un loro arrivo ai playoff. Stanno dando davvero tutto – stravedo da sempre per Hayward – e meritano di potersi giocare le loro carte contro Warriors o Spurs. Sono la squadra che (in tre scontri) ha tenuto Curry al punteggio più basso in media della stagione, essendo comunque noni per efficenza difensiva. Chissà che…

15) Houston Rockets (36-38) +2
Te pensa se Beasley dalla Cina sarebbe potuto inserirsi così in questi pazzi Rockets. Specialisti nel farsi rimontare dopo esser stati davanti anche di oltre 15 punti, rischiano davvero di rimaner a guardare i loro colleghi dal divano. E ci sarebbe da pianificare qualcosa di nuovo.

16) Memphis Grizzlies (41-32) -4
I continui infortuni hanno obbligato coach Joerger ad utilizzare 27 giocatori in stagione, pareggiando il record dei Mavericks del 95-96. Di solito con questi numeri mai nessuno ha giocato un solo match dopo la fine della Regular Season ma loro sono ancora lì ad occupare il 5 posto ad Ovest. Stoici. Ma occhi alle ultime uscite che potrebbero riservare amare sorprese.

17) Washington Wizards (36-37) +1
Mese altalenante con serie di sconfitte e vittorie di fila che hanno portato la squadra della capitale ad avere ormai speranze playoff ridotte al lumicino. Peccato che uno come Wall non possa ambire a qualcosa di più sostanzioso.

18) Chicago Bulls (36-36) +1
Falcidiati anche loro dagli infortuni e dallo spremere sempre gli stessi, stanno lottando con le unghie per non restare esclusi dopo svariati anni positivi.

19) Dallas Mavericks (35-38) -3
Con Parsons out per la stagione e D-Will non messo benissimo rischiano di rimanere inchiappettati, contando che nelle ultime gare dovranno affrontare due derby texani, Memphis, Clips oltre allo scontro diretto con Utah.

20) Denver Nuggets (31-43) +5
Con i giochi chiusi da tempo e il Gallo che non rientrerà prima di anno prossimo, stanno portando avanti la loro stagione che sarebbe potuta anche essere positiva. Regalano il dispiacere dell’anno ai 76ers – oddio, uno dei tanti – con quel buzzer beater assurdo di Mudiay.

21) Sacramento Kings (29-44) +3
È successo di tutto e di più nella stagione dei Kings, ricchi di talento ma acerbi e un pizzico pazzi allo stesso tempo. La soddisfazione, se così si può definire, di marzo è quella di aver mandato contro Dallas 5 uomini della panchina in doppia cifra, prima volta dal 1982, ovvero da quando i Kings giocano lontano da Kansas City.

22) New York Knicks (30-44) +1
Ennesima stagione da buttare nella Grande Mela se non fosse stato per quel Porzignis arrivato tra i fischi. È lui l’uomo del futuro su cui provare, difficilmente, a fare finalmente qualcosa di realmente convincente.

23) Orlando Magic (30-43) -2
Payton è stato il terzo giocatore della stagione a realizzare una tripla doppia dalla panchina (gli altri son stati Whiteside e Smart). Mese orrendo da 4-11 e non basta la crescita dei giovani per non aver un po’ di amaro in bocca in Florida.

24) Milwaukee Bucks (30-44) -2
Come avevamo già scritto, con il greco adesso faro del gioco palla in mano potrebbe cambiare qualcosa, ma dalla prossima stagione. Questa verrà archiviata come rimpianto, o come squadra che ancora non ha saputo davvero rendersi conto di quanto potrebbe essere forte. Ci riusciranno mai? Noi lo speriamo vivamente..

25) Brooklyn Nets (21-51) +2
Mese fatto di 4 vittorie: contro Denver e Philadelphia ci sta. Meno pronosticabili quelle contro Cavs e Indiana seppur tra le mura amiche. Giù il sipario. Ma il russo non si stufa di buttare tutti quei milioni per nulla?

26) Minnesota Timberwolves (24-49) =
Altra squadra dal talento pazzesco che si gode la crescita del rookie of the Year (Towns). Stanno pensando a rinnovare il Target Center, anche se dovrebbero pensare a come sfruttare i talenti del roster.

27) New Orleans Pelicans (26-46) -7
Finita la stagione di Davis, finita anche la loro.

28) Phoenix Suns (20-53) =
Ci si aspettano movimento per conoscere il futuro di Bledsoe, Knight e Booker che forse non posson coesistere assieme sul parquet. Per il resto in Arizona questa stagione han sofferto anche troppo.

29) Los Angeles Lakers (15-58) +1
Kobe commovente ci regala i suoi ultimi momenti di basket quando dovrebbe probabilmente passare le giornate tra piscine, fisioterapisti e divano. Per sempre nel cuore.

30) Philadelphia 76ers (9-65) -1
Il peggior record della Lega è già loro. Stanno tentando in tutti i modi di batterlo. E anche il karma ti punisce oltremodo, chiedere a Mudiay.

N.S

N.S

Sangue Romagnolo ma cresciuto 19 anni a Como, si innamora della palla a spicchi nell’ormai preistorico 2001 (militando in squadra con FMB), al Pianella di Cantù per il derby contro i cugini varesotti.
Tifoso Lakers, Packers e del Cesena calcio, venera Jason Williams, le IPA fortemente luppolate e la jersey viola dei Raptors di Damon Stoudamire.

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