NBA Playoff 2016: Finals, preview G3 e G4!

La serie si trasferisce armi e bagagli in Ohio per le gare 3 e 4 e sembra aver preso una strada ben precisa in favore dei campioni in carica dei Golden State Warriors a mai dare niente per scontato nelle Finals. Andiamo a afre il punto della situazione dopo le prime due partite e su quello che succederà alla Quicken Loans Arena.

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Golden State Warriors (#1)- Cleveland Cavaliers (#1)
2-0

Serie: Fino adesso tutto è andato bene in queste Finals per coach Kerr ed i suoi ragazzi. Andare a giocare alla Quicken Loans Arena sul 2-0 era il minimo sindacale, volarci sulle ali dell’entusiasmo di due vittorie abbastanza schiaccianti è una gradita ciliegina sulla torta che si sta confezionando, e adesso bisogna continuare a colpire senza pietà l’avversario in caduta. Soprattutto perché Curry, Thompson, Iguodala e compagnia hanno messo più di un tarlo nella mente di LeBron James ed i suoi Cavs. Cavs che devono pensare a fare una cosa sola: vincere una partita alla volta. Tutto sembra compromesso, in tanti li danno già come vittime sacrificali e forse è un bene, perché adesso bisogna tirare fuori gli attributi, se ci sono. Non è più consentito a nessuno prendersi pause di riflessione ed è in questi momenti che si vede la differenza tra il buon giocatore ed il campione.

In campo: il game plan di Golden State difficilmente cambierà scrittura, a meno che non venga messo in difficoltà. Si parte lunghi per occupare spazio in area e prendere rimbalzi, poi si va small per prendere in mano il ritmo della partita e cercare transizione e tiri facili dal perimetro ed in avvicinamento. Senza contare la difesa che tra aiuti, close out e capcità di reggere l’uno vs uno è un altro bel rebus per i Cavs. Poi volete che il #30 una delle sue partite da 7/8 triple non la trovi? Cleveland è alla disperata ricerca di un piano B in queste per ora tragiche Finals. Che come quello A passa, per forza di cose, attraverso LeBron James. Che però deve cambiare approccio alla partita, non quello rinunciatario visto in gara 2.
La difesa Warriors non va attaccata a cornate, se ne esce comunque con le ossa rotte, ma va attaccata velocemente, impedendole di schierarsi. E poi va riacquistato il controllo dei tabelloni, andare dietro al quintetto piccolo degli avversari è inutile e dannoso. Tristan Thompson deve tornare ad essere un fattore ed io rispolvererei anche Mozgov. Poi Irving deve per forza dimostrare di essere qualcosa in più di quello che si è visto fino ad ora. Ma anche qui la partita la si vince in difesa. Meno paura di Curry e Klay Thompson, più rapidità nell’accoppiarsi in transizione difensiva. Serve il 200%, poche storie, o c’è oppure arrivederci e grazie.

Match-Up: LeBron James vs Andre Iguodala. Questo è il duello che sta decidendo la serie. Iguodala ha la capacità di infilarsi sotto pelle anche al Re, mani veloci, piedi veloci, forte anche fisicamente. Ma il #23 gioca a casa sua. E deve riuscire a sfruttare questo vantaggio. Magari rendendosi pericoloso dai cinque metri, per chiamare fuori dall’area la difesa. Serve una partita delle sue in Ohio. Certo, Iguodala non farà di certo il cavalier servente, ed attenzione anche alla sua capacità, quando conta, di diventare decisivo anche in attacco.

Mister X: Draymond Green per i Golden State Warriors ed il supporting cast dei Cleveland Cavaliers. Green è la forza emotiva di una squadra che se trova morale nel suo #23 diventa una marea che può spazzare via ogni cosa. I Cavs hanno bisogno che tutti diano qualcosa in più, specie i JR Smith, gli Shumpert ed anche i Dellavedova. Tutti devono portare il mattoncino, altrimenti la casa non la si costruisce.

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati