Finals 2016, Gara4: analisi tecnico/tattica

Dopo la sorprendente gara 3 che ha visto i Cavaliers dominare su tutto il campo, si rimane a Cleveland per la risposta dei Warriors che, nella prima vera partita tirata di queste NBA Finals 2016, hanno dimostrato la loro superiorità (CLICCA QUI per leggere il recap), Cleveand troppo caotica. Squillino le trombe, si entra in campo.

ANALISI TECNICO/TATTICA G4

L’intensità con la quale la squadra di LeBron James è scesa in campo mercoledì notte era talmente fuori parametro da indurmi a credere che non si sarebbe ripetuta anche in questa gara 4.
Invece Cleveland non demorde e torna ad affrontare i Warriors con egual ferocia, il problema è che dall’altra parte non hanno intenzione di lasciarsi sorprendere.
La partita parte molto equilibrata e combattuta, apprezzabile il fatto che nessuna delle due squadre ceda alla sola fisicità, cercando invece di mantenere la concentrazione per esprimere un gioco degno di tale nome.
I Cavaliers partono con quintetto piccolo, lasciando Kevin Love in panchina, mentre i Warriors non rinunciano a Bogut per la palla a due (anche giocherà solo 10 minuti in totale).
Analizzerò due azioni simili, concluse grazie ad un “extra pass”, che nelle loro differenze riassumono bene le caratteristiche tecniche delle squadre in questione.

AZIONE 1

Prima azione, attacco Cleveland e difesa Warriors.

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Qui Cleveland attacca sul lato destro in un gioco a due tra LeBron James (LBJ) e Kyrie Irving (KI), rispettivamente marcati da Iguodala (4) e Curry (1).

A02

Ma il blocco non avviene e Irving sguscia velocemente verso il canestro (la freccia dovrebbe puntare nell’altra direzione, perdonate la svista), con Curry che rimane a raddoppiare James.
Il fattore psicologico dei 32 punti di gara 3, la maggior parte dei quali in avvicinamento, è probabilmente alla base di questo raddoppio. Kerr evidentemente non ha voluto lasciare Iguodala da solo.
LeBron in questo caso non scarica verso Irving per due motivi, il primo è che non ha una vera linea di passaggio libera, il secondo è che Draymond Green è sotto canestro pronto ad intervenire.

A03

James non demorde, e gestisce bene il raddoppio.
Notare come stia già guardando sopra le sue spalle l’uscita di Irving in angolo.
JR Smith intanto si muove verso il vertice dell’arco per aprire una linea di scarico e creare la spaziatura corretta.

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Scarico di LeBron James verso JR Smith, che potrebbe tirare, dato che Klay Thompson (2) gli concede un paio di metri. Ma con la coda dell’occhio vede Irving in uscita.

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Extra pass per Irving, e tripla dall’angolo facile per i Cavs.
Come per la maggior parte degli attacchi di Cleveland l’azione comincia con una penetrazione palla in mano, e un gioco a due che induca il raddoppio o il cambio di marcatura.
I Cavaliers offensivamente giocano in maniera molto semplice e grezza, un sistema moderatamente efficace se si esegue con la corretta intensità e si ha la superiorità fisica adatta.
Il problema è che il playbook dei Cavs non sembra contenere molte alternative, e quando non funziona o si è stremati tutto si ferma.

AZIONE 2

La versione Warriors di un’azione conclusasi con extra pass.

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L’azione innanzi tutto comincia con un blocco lontano dalla palla, con Barnes che aiuta il taglio sulla linea di fondo di Curry (SC).
Draymond Green in punta attende diligentemente e non palleggia.

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Curry non riesce a perdere la marcatura di Irving (1), ma lo costringe comunque ad una corsa ad ostacoli.
Klay Thompson (TT) intanto sgombra il pitturato guadagnando una posizione perimetrale su quello che sarà il lato debole dell’azione.

B03

Curry concluso il taglio verso il lato sinistro del campo, riceve la palla da Green e ha ancora il fiato per buttarsi dentro e sfruttare il fondo, attirandosi un raddoppio.
Tristan Thompson (5) infatti si stacca da Iguodala e va ad aiutare Irving. Non solo, Richard Jefferson, che vede Iguodala scoperto, converte verso il pitturato e lascia libero Harrison Barnes nell’angolo destro.

B04

Raddoppiato, Curry passa la palla ad Iguodala che ora ha due belle linee di passaggio, una verso Klay Thompson marcato a due metri da JR Smith (2) e una verso Harrison Barnes completamente smarcato in angolo.
JR Smith si accorge di Barnes e allora tenta di anticipare.

B05

La lettura di Iguodala è perfetta, tripla di Thompson con 4 metri di spazio libero.
L’azione è ben rappresentativa di come Kerr preferisca cominciare gran parte (non tutte) delle sue azioni creando dei movimenti lontano dalla palla. Questo approccio crea due minacce: la palla (che deve sempre essere il centro dell’attenzione difensiva) e i corpi che si muovono in cerca di una posizione libera.
Inutile dire che, se ben eseguito produce spaziature migliori e crea meno palle perse perché mette meno pressione sul palleggiatore.

La partita

Non ho una terza azione da analizzare, non perché non ce ne fossero ma perché tutto è stato molto situazionale.
E’ stata una partita intensa e molto equilibrata, alla lunga l’incapacità di poter difendere in maniera efficace sui blocchi, specie ad alto ritmo, ha penalizzato Cleveland e permesso a Curry di segnare 38 punti. La presenza di Kevin Love in campo oltre a rendere la difesa meno reattiva ha anche obbligato l’attacco ad essere più stagnante, mentre l’assenza di LeBron James rivela un vuoto imbarazzante.
A questo si sommano i tanti tiri liberi sbagliati, qualche palla persa evitabile e i troppi viaggi a vuoto in attacco, un lusso che non ci si può permettere quando la squadra avversaria tira così tanto da 3 (17 triple segnate a fronte delle 6 di Cleveland) e quindi segna di più con meno tiri. La matematica non si inganna.
I segni della stanchezza si sono arrivati per i Cavs nell’ultimo quarto, senza potersi affidare davvero a nessuna delle seconde linee le energie e le opzioni da giocare si sono assottigliate drammaticamente.
Prima prestazione all’altezza per gli Splash Brothers, che stavolta hanno trovato modo per esprimersi.
La profondità della panchina di Golden State, nonostante i numeri non lo suggeriscano, è stata ancora un fattore, con Varejao in grado di entrare in partita e fornire l’energia e i rimbalzi che hanno permesso ai Warriors di spuntarla in un momento decisivo del terzo quarto.
Ora si va per una gara 5 di queste Finals per un po’ di sangue e ossa spezzate, ma non credo che LeBron James possa bastare ad evitare il collasso.

Adrien

Adrien

Il basket dei playground milanesi gli regala esclusivamente infortuni, relegandolo ad una vita di solo NBA League Pass e cibo del discount. Cuore giallo-viola con Bargnani sempre in cima ai suoi pensieri…ma non quelli nobili

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