Finals 2016, gara 5: le pagelle

Puntuali le nostre pagelle, irreale prestazione di James e Irving che spazzano via i californiani con 82 punti equamente divisi e riportano la serie in Ohio (CLICCA QUI per il recap), ancora malissimo Love mentre dalla panchina Jefferson è sempre puntuale. In casa Warriors Klay Thompson ha rubato la scena a un comunque dignitoso Curry, ma l’assenza emotiva ed energica di Green è pesata troppo, tanto che anche Kerr non ha trovato rimedio a questa grande lacuna.

PAGELLE

GOLDEN STATE WARRIORS

Stephen Curry 6,5: Strana partita quella dell’MVP. Mix tra attacco eccellente e difesa molto rivedibile. Quasi come se accusasse il colpo ad ogni prodezza del duo marziano venuto dall’Ohio. Torna nella sua Cleveland per chiudere la serie, come un anno fa.

Klay Thompson 9: dai ma che partita ha giocato?? sempre on fire nonostante Irving gli piazzi canestri in faccia come se niente fosse, vista la difesa eccellente. È l’unico a tenere a galla la baracca e da solo non ce la fa a rispondere ai due marziani in maglia Cavs.

Harrison Barnes 4,5: il peggiore nettamente tra le fila dei Warriors. Non gli riesce niente e questa lacuna è pesata.

Andre Iguodala 6: inizio dominante su ambo i lati del campo, con le solite giocate fondamentali sulle palle sporche e per presenza a rimbalzo. Il problema è che dall’altra parte James è incontenibile e gli aiuti dei compagni sulle giocate non bastano ad arginare il suo strapotere. Troppo solo.

Andrew Bogut 5: Riesce a rifilare due stoppate ai Cavs che si avventurano dalle sue parti ma fa crak nel 3 quarto e rischia di vedere in borghese il resto della serie.

Shaun Livingston 5,5: valutando l’apporto nel suo totale, non ha inciso come altre volte in queste Finals, steccando qualche tiro di troppo.

Marreese Speights 4: non è Green e si vede per tutti i minuti in cui sta sul parquet.

Festus Ezeli 4: spaesato. Nonostante l’infortunio di Bogut, Kerr fatica a dargli fiducia per la sua presenza mentale altalenante.

James McAdoo 5: trova spazio fin dal primo periodo ma i falli sul groppone e la difesa rivedibile lo lasciano fuori dal match.

Anderson Varejao 5,5: carta quasi della disperazione, fa buone cose e ci mette tanta grinta ma l’impatto è scarsino.

Leandro Barbosa 5: non vedeva campo da gara3, torna sul parquet ed infila una bomba dall’angolo dopo appena 10”. Il problema è che il tutto si limita a questa giocata.

Rush SV: in campo con Cleveland in abbondante controllo.

Steve Kerr 5: senza Green i suoi spingono subito forte sull’acceleratore ma con i Cavs sul pezzo ruota vorticosamente gli uomini per trovare qualcuno in grado di dargli qualcosa dalla panchina. Va col quintetto basso dopo il KO di Bogut ma la prestazione di James + Irving è troppo per tutti. E se prima sembrava tutto finito, ora ci attendono scintille in gara6. Senza leader emotivo non ha trovato la chiave per prendersi l’anello in casa.

CLEVELAND CAVALIERS

LeBron James & Kyrie Irving 10 & Lode: insieme nella storia. Fischiatissimo il “King” dopo le baruffe di gara 4, si sente punto nell’orgoglio ed infila tiri qualunque posizione con personalità, come mai in questa serie finale. Irving invece gioca una gara irreale, sbattendosi in difesa e trovando solo il fondo della retina con le mani di Thompson in faccia o in penetrazione uno contro tutti. 82 punti in due. Con le spalle al muro. Irreali. Campioni. Comunque vada a finire.

Kevin Love 4: torna in quintetto ma rimane ai margini assistendo (e magari imparando qualcosa) allo spettacolo messo insieme dai due citati sopra. È l’incubo dei tifosi Cavaliers anche in serate storiche.

Tristan Thompson 6: Senza Green, senza Bogut nel 2 tempo domina a rimbalzo proteggendo l’area quando serve.

Jr Smith 6,5: preciso in attacco quando serve. Basta un piccolo mattoncino quando gli altri sono posseduti.

Richard Jefferson 6,5: una garanzia dalla panchina con esperienza e lucidità sempre.

Matt Dellavedova 4: disastroso impatto dell’australiano in un momento in cui il match era ancora in equilibrio.

Iman Shumpert 5: la rimessa imbarazzante a fine secondo quarto è la fotografia della sua serie.

Williams, Mozgov, Dahntay Jones, James Jones SV: solita sgambata.

Tyronn Lue 7: all’inizio i suoi mettono spesso poca pressione ai tiratori mortiferi californiani ma col passare dei minuti crescono d’intensità in entrambi i lati del campo, dominando soprattutto in area. E poi se quei due fanno quella gara lì…

N.S

N.S

Sangue Romagnolo ma cresciuto 19 anni a Como, si innamora della palla a spicchi nell’ormai preistorico 2001 (militando in squadra con FMB), al Pianella di Cantù per il derby contro i cugini varesotti.
Tifoso Lakers, Packers e del Cesena calcio, venera Jason Williams, le IPA fortemente luppolate e la jersey viola dei Raptors di Damon Stoudamire.

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