Finals 2016, gara 7: le pagelle

Le ultime pagelle della stagione consegnano LeBron James alla storia con una tripla doppia in una leggendaria Gara-7 dove assieme a Kyrie Irving ha scritto la storia del basket a Cleveland, riportando a casa un trofeo che mancava dal 1964. Love e Thompson sono due guerrieri eroici così come Smith e Jefferson che fanno sempre la cosa giusta. In casa Warriors l’amarezza è tanta e la bocciatura è netta per gli “Splash Brothers” che steccano clamorosamente nella gara più attesa tra le mura amiche. Oltre ad un maestoso Draymond Green si salvano solo altri due. Troppo poco per il back-to-back.

PAGELLE

GOLDEN STATE WARRIORS

Stephen Curry 4: Finals che non l’hanno mai visto protagonista come ha saputo fare in stagione quando ha regalato momenti di onnipotenza cestistica. Ci prova sempre e solo con i soliti tiri funambolici da 8 metri ma molti sono piccioni o mattoni che muoiono inesorabili sul ferro. Problemi fisici e spia dell’energia accesa, tutto qurllo che volete…ma dopo la stagione da 73-9, dopo la rimonta con OKC, non è questo il Curry che tutti ci aspettavamo al ballo dei migliori. E alla fine, forse, anzi quasi certamente, l’anello va nelle dita di chi più se l’è meritato. Di chi più ha creduto.

Klay Thompson 4,5: inizia tirando in modo terribile, facendosi però trovare sul pezzo in difesa. Purtroppo per la Dub Nation non si sveglia nemmeno nella ripresa visto che la mano resta congelata da oltre l’arco finendo con lo steccare anche lui la gara più importante della stagione.

Draymond Green 9: l’orso ballerino torna quello delle prime 4 gare con 22 punti e 5 bombe segnate su 5 tentate nel solo primo tempo assieme ad una difesa da mastino come solo lui sa fare. Prestazione da MVp con 32+15 ma con le pive nel sacco, per la gioia di molti che purtroppo non sanno riconoscere che pur essendo sporco e spesso ai limiti della legalità, ha pochissimi eguali in questa lega. E tornerà più incazzato di prima, c’è da starne certi.

Festus Ezeli 3: parte in quintetto al posto di un Iguodala acciaccato ed è subito 0/3. 11 minuti di disastri compreso un fallo su James costato 3 sanguinosi punti. Impresentabile.

Harrison Barnes 4: mette il primo cesto e sembra poter essere una serata di svolta, poi 5 errori consecutivi nel primo quarto lo fanno tornare nell’oblio. Si giocava il rinnovo…e se si giudicano le ultime prestazioni la risposta sarebbe “NO”.

Shaun Livingstone 6: un assist no look per Green spaziale, una schiacciata che fa dimenticare il fatto di avere un ginocchio di cristallo assieme a tante preziose giocate. Lui il suo l’ha fatto….

Leandro barbosa 5: un anno fa era stato un fattore mentre in questa serie dopo le prime due uscite positive non ha più dato quel contributo che spesso spezzava in due le partite.

Andre Iguodala 5: ok, la schiena era davvero in pessime condizioni e non a caso finisce con le mani sulle ginocchia. C’è da dire che da quando è calato, LeBron ha ripreso a trainare i suoi mentre la difesa di Golden State ha pagato troppi giri a vuoto del suo leader. La stoppata di James gli farà passare qualche notte insonne.

Marreese Speights 6: guadagna minuti per la buona difesa e presenza a rimbalzo ma come già nella serie, offensivamente è inesistente.

Anderson Varejao MITO: gioca una gara nervosa, pessima, riuscendo comunque ad esser meglio di Ezeli. Una vita a Cleveland con mille batoste, se ne va e dopo 6 mesi arriva l’anello. Che avrà comunque al dito.

Steve Kerr 5: con Bogut out l’area è molto più penetrabile e non riesce a trovare rimedi per arginare la forza Cavs. Così come spesso in difesa paga aggiustamenti non corretti mentre l’attacco fluido più volte si è inceppato.

CLEVELAND CAVALIERS

LeBron James NELL’OLIMPO: con le spalle al muro ancora una volta, con i fantasmi del passato pronti a tornare più forti e pesanti che mai, nell’arena della squadra che ha il miglior record della storia del gioco in Regular Season mette a segno una mostruosa tripla doppia dopo gli 82 punti equamente divisi in gara 5 e 6. Ha sulle spalle il peso della squadra, di una città intera che soffre sportivamente dal 1964 eppure non si tira mai indietro, anche quando la palla pesa come un asteroide. E se Irving segna il cesto più importante, è la sua stoppata pazzesca su Iguodala a mettere i chiodi sulla bara dei Warriors. Finisce stremato ed in lacrime sapendo di aver scritto una delle pagine più belle della pallacanestro moderna. MVP.

Kyrie Irving 10 & Lode: inizio col freno a mano tirato, poi si scatena come ci ha abituato nel secondo tempo tirando fuori dal cilindro canestri di pura classe cristallina sia in arresto e tiro che in penetrazione contro i mille tentacoli dei Warriors. È suo il cesto più pesante, quello che manda Cleveland in estasi, quello che farà festeggiare una città per giorni. Un campionissimo. Con meritato anello al dito.

Kevin Love 7,5: 7 rimbalzi in 12’ gli danno la carica giusta per rispondere presente nella gara più importante dopo delle Finals decisamente insufficienti. Sfiora la doppia doppia, e sfodera incredibilmente la sua miglior difesa della storia negli ultimi secondi su Curry.

Tristan Thompson 7: è sempre nella mischia a sporcare palloni e a chiuder l’area dove gli attaccanti californiani non osano avvicinarsi. Lascia a Love i rimbalzi che di solito cattura.

Jr Smith 6,5: entra nella gara con le due triple ad inizio ripresa ed è sempre concentrato. Per una testa calda come la sua non era facile calarsi in una realtà come quella di Cleveland ma alla fine ha avuto ragione lui. Il sorrisone stampato a fine match era in previsione delle serate epiche che arriveranno da qui a due mesi.

Richard Jefferson 6: Il buon vecchio RJ riesce a prendersi l’anello che gli era sfuggito con i Nets a 35 anni suonati. Anzi quasi 36 dato che tra meno di 24h è il suo compleanno. Quale miglior modo per festeggiare? Seconda giovinezza.

Iman Shumpert 6: gioco da 4 punti inaspettato per l’unica tripla a segno nel primo tempo dei Cavs. Difesa a tratti indegna e nonostante i capelli indegni sarà anche lui nella storia.

Mo Williams 5: l’impatto non è dei migliori, anzi. E infatti non vede più campo.

Tyronn Lue 8: i suoi battezzano ancora Green che sto giro è in palla, l’1/14 da tre nel primo tempo e la panchina che soffre da matti fanno pensare ad una ripresa in salita per i Cavs. Cosa non da poco se si gioca all’Oracla Arena. Prepotentemente però sale in cattedra un maestoso Irving, Love e Thompson lottano ferocemente come poche altre volte si era visto e chiude l’area ai Warriors efficacemente come mai prima d’ora. Dopo le prime due gare da incubo è riuscito a svoltare trovando gli aggiustamenti adeguati. Un po’ del merito è anche suo. Per forza.

N.S

N.S

Sangue Romagnolo ma cresciuto 19 anni a Como, si innamora della palla a spicchi nell’ormai preistorico 2001 (militando in squadra con FMB), al Pianella di Cantù per il derby contro i cugini varesotti. Tifoso Lakers, Packers e del Cesena calcio, venera Jason Williams, le IPA fortemente luppolate e la jersey viola dei Raptors di Damon Stoudamire. Nickname: N.S

  • Giasone

    contentissimo per RJ, quei Nets erano una bellissima squadra.

  • Niccolò Strocchi

    concordo. Un minimo di giustizia a volte c’è