Finals 2016, Gara7: analisi tecnico/tattica

Curry graziato per il suo lancio del paradenti, LeBron e Irving per l’impresa, l’Oracle Arena ostile come non mai.
Aloe Blacc ci delizia con un impressionante interpretazione di Star Spangled Banner e siamo a gara 7 di queste Finals 2016.

ANALISI TECNICO/TATTICA G7

I Warriors schierano Ezeli e Green come lunghi mentre i Cavs si presentano con Love, Thompson e James.
Il primo quarto è ben equilibrato, un testa a testa (come del resto sarà tutta la partita), che rivela da subito le strategie adottate dalle squadre in campo: Golden State tenta di muovere maggiormente la palla e segna bene da 3, con cinque triple registrate alla fine del primo quarto, mentre Cleveland si mantiene a contatto spingendo la palla in area caricando falli e convertendo bene in lunetta (5/6).
Sono grossomodo le stesse strategie adottate da gara 3 in poi, l’attacco dei Cavs rimane molto statico e votato alla ricerca di un mismatch iniziale sul portatore di palla, sia esso LeBron o Kyrie Irving, per giocare poi un isolamento, mentre dall’altra parte il contributo si estende a quasi tutti i giocatori in campo.
Kevin Love si mette a servizio della squadra e produce bene a rimbalzo offensivo, a fine partita il suo contributo in punti non sarà eccezionale, ma il lavoro sporco sotto le plance si rivelerà determinante.

AZIONE 1

Nel secondo quarto Golden State mette la testa avanti grazie ad una serie di triple di Dreymond Green.
Le qualità balistiche del giocatore non sono in discussione, sulla riuscita di quei tiri però c’è un concorso di colpe con la difesa Cavs, che anche in questa prima metà di gara 7 fatica a gestire correttamente le rotazioni difensive sui giochi perimetrali dei Warriors.

A01

Siamo esattamente a metà del secondo quarto, e l’attacco Warriors non si sta esprimendo ai livelli migliori.
La palla è in mano a Green (DG) che sta aspettando che Klay Thompson (KT) si liberi dalla marcatura stretta di Shumpert (3). Il resto della squadra è piuttosto ferma.

A02

Grazie ad un gioco a due con Curry finalmente inducono la rotazione, ora è JR Smith (2) a doversi curare di Klay Thompson ed i risultati sono pessimi.
Klay ha ora il vantaggio e può penetrare, LeBron (4) legge la situazione e va a chiudere, lasciando la marcatura di Green.

A03

In questo caso c’è una mancata comunicazione tra LeBron e JR Smith, poiché quest’ultimo continua a seguire la penetrazione di Thompson invece che uscire a coprire Green, rimasto solo sul perimetro. Non esattamente una difesa da gara 7 delle Finals, ma si tratta di JR Smith e c’è da aspettarselo.

A04

Lo scarico è inevitabile, ma è il close out di JR Smith ad essere scandaloso.
In se lo schema non è irresistibile, sopratutto perché LeBron è perfettamente in grado di contenere Klay Thompson, ma il danno ancora una volta l’assenza di comunicazione in difesa.
Dreymond Green segnerà almeno 4 delle sue 6 triple sfruttando situazioni simili a questa.

Sull’altro lato del campo LeBron e Kyrie Irving conterranno lo straripamento Warriors continuando ad attaccare il ferro.
Il quarto si concluderà 49-42 vantaggio Warriors, ma la partita è lontana dall’essere conclusa.

AZIONE 2

A 7:40 del terzo quarto Stephen Curry ha il suo minuto eroico, con un paio di giocate difensive, una penetrazione in contropiede e una bella tripla che fa esplodere la Oracle Arena.
Ma qualche minuto più tardi Irving risponde a modo suo e a 4:30 dalla fine del terzo quarto il punteggio è 65 – 59 per i Cavs, sigillo di questo momento è questa bella difesa della squadra ospite.

B01

Golden State attacca con un gioco a due tra Curry (SC) e Varejao (AV), classico blocco sulla 3/4 del perimetro.
Buona la posizione difensiva di Love (4), pronto a contenere la penetrazione, mentre LeBron (3) ai margini del pitturato sul lato debole è pronto ad aiutare.

B02

Kevin Love cambia su Curry, la chiusura è perfetta, e mentre Varejao “rolla” verso il centro dell’area, Irving (1) va a chiudere lo spazio della linea di passaggio (X).
Questa difesa è ottima, forse si potrebbe chiedere a Irving di mantenersi più vicino a Varejao, per evitare che un lob pass lo superi, ma la perfezione non è di questo mondo.

B03

Palla intercettata da Irving, che si tramuterà in contropiede e +2 punti per i Cavs.
Notare come LeBron sia vicinissimo a Curry e Tristan Thompson (5) sia comunque sceso per coprire la posizione di Varejao.
Con 11 secondi ancora sul cronometro, l’attacco dei Warriors è stato quantomeno affrettato, e sarà così in molti altri casi, con coach Steve Kerr che progressivamente abbandonerà gli schemi più ponderati per favorire attacchi “situazionali”.
I problemi di falli perdureranno per i Warriors, ma a salvarli ci sarà Livingston che riporterà in parità il punteggio a fine del terzo quarto con un paio di giocate da highlights.

AZIONE 3

L’ultima frazione di gioco è una vera battaglia, con ogni allungo che sembra essere quello decisivo, salvo poi tornare in pareggio.
I giocatori in campo sono esausti, sopratutto dalla parte di Cleveland (con una rotazione effettiva di soli 7 uomini), e ci sono lunghi periodi di vuoto offensivo.
In situazione di parità a poco più di un minuto dalla fine, Golden State ha una buona opportunità di portarsi avanti, ma la sfrutta malamente.

C01

Curry (SC) ha già superato la metà campo con la palla in mano, e come si vede chiaramente dall’immagine i giocatori di Cleveland sono molto lenti a rientrare in difesa e preferiscono mantenere una posizione molto alta per tenere a bada i tiratori dei Warriors.
Harrison Barnes (HB) esce per portare un blocco molto alto al portatore di palla, il fatto che sia marcato da Love (4) è un vantaggio tattico non da poco a quella distanza dal canestro: sull’eventuale cambio di marcatura il lungo di Cleveland conterrebbe la penetrazione con molta difficoltà.

C02

Curry non prende correttamente il blocco (colpa sua e non di Barnes), e Irving (1) riesce a passare sopra. Ciò nonostante la cosa ovvia da fare sarebbe attaccare l’area, completamente vuota, per attirarsi un raddoppio e liberare uno dei compagni sul perimetro.
Curry invece testardamente andrà a cercarsi una tripla dal palleggio, con Irving praticamente in faccia.

C03

Curry prende il suo tiro, vuole il suo momento Jordanesco, ma ci sono ancora 16 (sedici!) secondi sul cronomentro ed Harrison Barnes grossomodo libero alle spalle di Kevin Love che potrebbe ricevere palla e spingerla verso il ferro per cercare di creare un tiro migliore.
Il tiro non andrà a segno, anche se è esattamente uno di quei tiri che Curry ha dimostrato di saper mettere in questi anni.
Ma ad un minuto dalla fine di gara 7 delle Finals, più che un tiro che “potresti” mettere, ti servirebbe un “buon tiro”, uno di quei tiri che hanno senso sulla lavagnetta di qualsiasi squadra e non solo su quella della squadra in cui a tirare ci sono Stephen Curry o Klay Thompson.
Ironia della sorte, una manciata di secondi dopo sarà Kyrie Irving ad infilare una tripla altrettanto orrenda, vincendo la partita. Curry tenterà nuovamente la risposta, fallendo.

I Cleveland Cavaliers fanno la storia, prima squadra a vincere un titolo NBA risalendo la china da un 3-1, lo hanno fatto esibendo un gioco di squadra quasi nullo, ma mettendo in campo un’energia e una determinazione assolutamente fuori dal normale.
Alcuni hanno detto che i Cavs, da gara 3 in poi, hanno giocato soltanto in due, James e Irving, io dico che hanno fatto anche peggio: hanno giocato uno alla volta, a turno James o Kyrie Irving, ma lo hanno fatto attraversando momenti di incontestabile dominio individuale sia tecnico che fisico.
Entrambi grandi difensori, entrambi eccellenti attaccanti, entrambi leader e scorer.
A mio parere entrambi degni della categoria “campioni”, quella fatta di giocatori in grado di guardarti negli occhi e chiederti, chiedersi, di cosa c’è bisogno: punti? rimbalzi? una palla rubata? un tiro da 3? ed essere in grado di scendere in campo e fornirlo.
Non ce ne sono stati tanti così, a me ne vengono in mente solo una manciata.
Per il resto Cleveland gioca del basket a tratti agghiacciante.

Adrien

Adrien

Il basket dei playground milanesi gli regala esclusivamente infortuni, relegandolo ad una vita di solo NBA League Pass e cibo del discount. Cuore giallo-viola con Bargnani sempre in cima ai suoi pensieri…ma non quelli nobili Nickname: Adrien

  • In Your Weis

    Io credo che i Cavs abbiano giocato in modo più che decente per quasi tutti i playoff. E’ vero che o primi 3 turni sono stati contro avversarie non irresistibili, ma sicuramente rispetto a 12 mesi fa si è vista una circolazione di palla che mai si era vista con Blatt o fino a che non si è creata amalgama

    In queste Finals, vuoi per la difesa Warriors, vuoi per la totale sparizione del 3° polo offensivo, Irving e James si sono trovati a portare avanti l’attacco Cavs praticamente da soli, con unici alleati TT sugli scarichi e JR le poche volte che tornava in vita

    Non voglio dire che non avrebbero potuto fare di meglio, penso solo che la serie contro i Warriors è stata del tutto “eccezionale”, ed hanno dovuto ricorrere a tattiche meno democratiche del solito. Spero che dal mercato estivo esca fuori qualcosa di interessante

  • Alert70

    Quello che mi è saltato all’occhio è stata l’incapacità di Curry di stare lontano da falli stupidi che lo hanno relegato in panca più del necessario. Questo mi ha stupito perché parliamo di uno con esperienza alle spalle.

    Il paradosso è che i Warriors erano superiori ai Cavs ma sono stati in grado di farsi del male da soli, vuoi per le stupidaggini di Green, vuoi per i falli senza senso di Curry, vuoi per un rendimento sottotono del supporting cast a partire da Barnes.

    Sopra a tutto ci metto Kerr che nel quarto finale ha messo in campo Ezili costretto suo malgrado ad affrontare James nel pnr. Pessima gestione mentre Lue, facendo riposare per un paio di minuti Irving e Love ha azzeccato la scelta, rischiando grosso, ma avendo ragione.

    Go-to-Guy
    James è di un altro pianeta, poco da dire, fa tutto e la sua forza si dirama sugli altri. Lo vedi come i compagni lo seguono accettando i ruoli a loro assegnati. Irving è il miglior play nella capacità di andare al ferro con tiri contestati ed è uno che 20 punti li ha sempre.

    Curry è fenomenale, fa cose fuori dallo script ma in una serie di PO le sue deficienze difensive sono notevoli e peggio se non in ritmo non produce come potrebbe. Thompson lo adoro, se si pensa al lavoro difensivo
    che fa è incredibile come possa mettere punti a referto ma non è la prima opzione che dovrebbe essere Curry. La realtà è che il numero 1 è Green, che a differenza di James ha commesso un errore capitale, ovvero farsi buttare fuori quando la serie era in mano loro.
    Lui lo sa e lo ha ammesso in conferenza stampa.

    Love
    Quella difesa nel minuto finale su Curry vale più dei 10 rimbalzi presi in carriera. Complimenti.

  • gasp

    Da quanto tempo! Comunque sul discorso Curry mi viene da pensare Green sia il leader emotivo invece Curry il leader tecnico…

  • Non scrivo mai, ma rileggerti mi fa un sacco di piacere!!! 🙂

    spero in un bentornato!

  • Michael Philips

    Qualche anno fa c’era un dibattito curry vs irving, poi dopo l’anello ed il secondo mvp non c’è stato più dibattito e vorrei vedere. Ma queste finals hanno riaperto il discorso, eccome:

    Curry in regular season: 30ppg, 50%fg, 45% da 3.
    Irving in regula season: 19.6ppg, 45% fg, 32% da 3.

    Curry nei playoffs: 25ppg, 44%fg, 40% da 3
    Irving nei playoffs: 25ppg, 47%fg, 44% da 3

    Curry nelle finals: 22.6ppg, 40%fg, 40% da 3
    Irving nelle finals: 27ppg, 47%fg, 40% da 3.

    In sostanza l’mvp non solo ha dimostrato di essere varie leghe dietro james, ma di aver avuto un impatto ben inferiore al vice di james.

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  • Alert70

    Grazie per i complimenti.

  • Alert70

    Hai ragione, era da un pò che non scrivevo.