NBA-UBI Banca, Danilo Gallinari testimonial!

In occasione della partership ufficiale tra NBA e UBI Banca, NBA-Evolution si è recata negli spazi di via Fratelli Gabba, Milano, per prendere parte alla conferenza stampa che aveva come ospite promozionale Danilo Gallinari.
Il progetto gira intorno ad un semplice utilizzo del brand NBA su alcuni prodotti UBI Banca, mirato ad attirare una fetta del pubblico italiano di affezionati della lega.
La consueta dose di banalità e frasi di circostanza, ad opera di persone parzialmente o totalmente all’oscuro dell’universo NBA, seppur attesa, riesce comunque a stupire il sottoscritto.
Raggelante l’intervento del CEO di UBI Banca, Victor Massiah, il quale azzarda un parallelismo ideale tra l’onesta competitività sportiva, NBA nello specifico, e gli ideali che muovono la società UBI Banca (toccata recentemente dalle rivelazioni dei Panama Papers).

Una volta entrati nel vivo della conferenza mettiamo immediatamente la testa avanti al gruppo della “stampa specializzata” interrogando Ben Morel, vice-presidente delle attività europee NBA (precedentemente in Loreal, cosmetici, e in Peugeot, automobili).
Alla caustica domanda del nostro direttore F.M.B sulla possibilità di introdurre, tra le eccezioni salariali, un sistema parallelo a quello del Franchise Tag della NFL,  Morel perde per un momento il senso dell’orientamento e mestamente si dichiara incapace di discutere approfonditamente del problema.
Scacco matto in una mossa.
E’ il turno di Gallinari, che  risponde educatamente su diversi argomenti caldi, sopratutto sulle olimpiadi.

<Sono mancate tante cose. Il dispiacere grande per la sconfitta in casa davanti a 15000 spettatori e un’atmosfera incredibile. Nel momento clou le lacune sono state molte e, siccome si vince e si perde tutti assieme, le responsabilità sono di tutti a partire da me. Certo l’arbitraggio ha avuto la sua parte, le proteste di Petrovic hanno influenzato molto gli arbitri e non dovrebbe essere così. Comunque non ci sono scuse, una partita del genere, in casa, devi vincerla in qualsiasi modo.
Bisognerebbe anche approcciare la questione con un certo realismo e rendersi conto che certe affermazioni, della stampa e degli addetti ai lavori, non corrispondo al vero: dire che questa è la nazionale più forte o talentuosa di sempre è dichiarare il falso, così come affermare che siamo tra le squadre nazionali più forti in europa quando sulla carta, e sul campo, ci sono formazioni molto più forti.>

Sulle distanze incolmabili tra il basket USA e quello del resto del mondo.

<A fronte di una finale olimpica vinta di 30 punti, nonostante tanta internazionalità nella NBA, non si può che constatare la presenza di una differenza consistente. Anche perché loro non hanno portato i migliori ma la seconda, forse terza, squadra (…) Le cause sono molteplici, ma è evidente che la nostra cultura sportiva è deficitaria da questo punto di vista, sopratutto per quanto riguarda la pallacanestro. E’ chiaro che i numeri sono diversi, sia come bacino di persone in cui pescare, sia come finanziamenti, ed è difficile competere per l’Italia ma anche per qualsiasi altro paese europeo.>

Su Bargnani e Gentile

<Il Mago (Bargnani) ha fatto la scelta giusta, quella di tornare in Europa da protagonista in una bella squadra. Alessandro (Gentile) deve fare bene a Milano altrimenti un messaggino da parte mia prima o poi arriva. Houston non ha aiutato molto Alessandro nel suo percorso, mi spiace che non sia riuscito a venire in NBA quest’anno, ma credo che per un giocatore del suo livello le porte saranno sempre aperte.>

Sulle voci di mercato e la possibilità di tornare in Europa

<A Denver mi trovo molto bene, c’è stata la possibilità l’anno scorso di andare in qualche altra squadra prima della deadline di febbraio, ma io ho rifiutato. Se dovessi tornare in Italia sarebbe di nuovo all’Olimpia ma con l’intenzione di vincere, non amo l’idea del ritorno nostalgico>

La scelta di Durant e i super team NBA

<io non l’averei mai fatta, OKC era già un’ottima squadra in grado di tenere in scacco Golden State (…) Anche se fanno tutti questi “super team”, Golden State e Cleveland, quest’anno passare da Denver sarà molto difficile.>

Venture Capital da parte di sportivi italiani, sul modello americano.

Massiah <Gli strumenti ci sono, dipende poi dalla volontà e dall’interesse dei singoli individui che possono fare questo tipo di investimenti>
Gallinari <Gli investimenti possibili sono molti, la stampa da risonanza solo ad alcuni, a seconda anche dell’utilità che gli sportivi in questione possono trarne. Io? Chiaramente i miei numeri sono differenti da quelli degli sportivi che si sono distinti per questo genere di investimenti, però mai dire mai.

Poi, finalmente, le nostre domande dirette a Danilo Gallinari:

Durante la trattativa contrattuale qual’è il fattore più determinante nel definire il tuo valore monetario? Statistiche, il lavoro del manager, il seguito dei fans e relativo merchandising o l’effettivo apporto tattico all’interno del sistema che si andrà ad integrare?
<Penso siano fondamentali le statistiche e il ruolo che puoi ricoprire all’interno della squadra. E’ un misto di entrambe, certo le statistiche in una lega come la NBA contano molto>

Denver squadra in ricostruzione, che tipo di gioco volete instaurare con coach Malone. Il modello Warriors è davvero così affascinante?
<I Warriors applicano quel sistema perché hanno i giocatori che gli permettono di giocare in quella maniera. Il nostro quintetto non può ricalcare quel tipo di gioco, saremo sicuramente focalizzati più sul gioco a metà campo che sulle transizioni. Quando si dice “seguire il modello di Golden State” credo che non si tenga conto del fatto che ogni squadra parte con degli atleti che non necessariamente si sposano bene con quel tipo di sistema, e forzarsi ad imitarlo non porta a niente.>

Quale aspetto organizzativo NBA importeresti nel basket europeo?
<Il salary cap, per pareggiare la situazione ed aggirare il potere che possono avere le squadre con grandi budget>

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Adrien

Adrien

Il basket dei playground milanesi gli regala esclusivamente infortuni, relegandolo ad una vita di solo NBA League Pass e cibo del discount. Cuore giallo-viola con Bargnani sempre in cima ai suoi pensieri…ma non quelli nobili Nickname: Adrien