Hard Drive Team 2016/17: Minnesota Timberwolves

Per i Minnesota Timberwolves di questa stagione dovrebbe valere questa citazione di un personaggio piccolo e verde di un film del 1980: “Fare o non fare! Non c’è provare!”. Si perché la franchigia di Minneapolis, da un paio d’anni a questa parte, entra a pieno titolo nell’elenco delle formazioni per cui il condizionale ad inizio stagione è d’obbligo, ma le aspettative finiscono con lo scontrarsi con annate che vanno velocemente a donnine di facili costumi. Quest’anno sarebbe il caso intanto di migliorare il record della scorsa stagione, ricordiamolo 29-53, magari facendo vedere quel miglioramento che debba essere precursore di annate largamente positive. Altrimenti un’altra stagione da vorrei ma non posso perché non ci riesco, non sarebbe prodroma di periodi positivi. Il talento c’è, ed in alcuni ruoli ce n’è anche parecchio, la fisicità anche, e crediamo che ci sia in molti giocatori a roster anche la voglia di iniziare a contare qualcosa nella lega, qualcosa di più di eterna promessa.

T-Wolves

Karl-Anthony Towns -Minnesota Timberwolves - 2016 - NBAIntanto Scott Layden ha deciso di chiamare come head coach Tom Thibodeau, reduce da annate comunque positive ai Bulls, uno che ha fama di essere un allenatore molto esigente, usiamo un eufemismo, e che pretende il 110% da chiunque in tutte le zone del campo. E questo per una squadra giovane che necessita di crescere è una cosa molto positiva. Ed il roster è, in alcuni nomi, uno dei più accattivanti che coach Thibodeau poteva desiderare di allenare.

Iniziamo da Karl-Anthony Towns ed Andrew Wiggins. Questi due dovranno diventare necessariamente i go to guys della squadra. Hanno quel talento, quella cattiveria offensiva e quei punti nelle mani utili per fare questo. Towns ha movimenti veri da centro puro, ma ha anche una mano notevole da fuori, financo da oltre l’arco. E da vero sette piedi va forte a rimbalzo, anche offensivo, e intimidisce sotto il suo canestro. Wiggins è un attaccante vero. Feroce verso il canestro, sta migliorando da fuori e vuole la palla in mano. Già un leader. Sulla fase difensiva entrambi partono da un buon livello, a migliorarlo ci penserà il coach.
Questo, come si nota, è un roster davvero pieno di gioventù. Ed anche di qualche doppione illustre in un ruolo, alla voce playmaker. Già c’erano Ricky Rubio, Tyus Jones, che al sottoscritto piace parecchio, e Zach LaVine, che comunque dovrebbe finalmente essere spostato in SG, ruolo che gli appartiene al 100%. Al draft, per gradire, è stato scelto con la #5 Kris Dunn, PG vero, che sembra avere tutto, dal fisico alle capacità tecniche, per giocare titolare da subito nella NBA. Chi sia quello di troppo non spetta di certo a me dirlo, anche se un dubbio…Vedremo se resteranno tutti e quanti minuti eventualmente potranno avere. Shabazz Muhammad é un altro pieno di talento offensivo che potrebbe trovare, nell’arrivo del nuovo coach, l’uomo giusto per mettere sale nella zucca di un giocatore che ancora fa fatica a trovare la giusta mentalità per essere continuo nella lega.
Oltretutto per un giocatore con le sue caratteristiche i minuti potrebbero anche aumentare. Vicino a canestro Gorgui Dieng ha dimostrato di essere l’uomo giusto per giocare di fianco a Towns. Due lunghi così ce li hanno in pochi, intercambiabili nel ruolo, veloci di piedi, intimidatori. Se il senegalese resterà lontano dagli infortuni sarebbe una gran cosa. Infortunio che ha tolto dal roster per tutta la stagione Nikola Pekovic, ed è davvero un peccato. Ma non sottovaluterei la presenza di Jordan Hill e Cole Aldrich.
Il loro ruolo è abbastanza chiaro, Hill comunque ha punti nelle mani e capacità di dare minuti importanti, come ha sempre fatto. Dal biondo sette piedi ci si aspetta difesa, gioco sporco intensità. Poi un mio personale pallino, Nemanja Bjelica. Il serbo deve risolvere i suoi problemi fisici, poi ha tutto per poter emergere anche in questa lega, dagli minuti Tom! Adreian Payne e Brandon Rush saranno comunque utili, due capaci di rispondere presente anche ad un appello dell’ultimo momento. E chissà se John Lucas III e Rasual Butler, entrambi alle settecentesima squadra NBA, riusciranno a fare il roster, non fosse altro che per mettere un paio di veterani che male non fanno.

% Playoff: 52% – Io ci voglio credere. E farò la stessa figura degli altri anni, ma secondo me è cambiata l’aria in positivo a Minneapolis. Staremo a vedere.

Starting Five

Minnesota Timberwolves - Starting Five - NBA - 2016/17

Qualche dubbio ce l’ho devo ammetterlo, ma credo che almeno all’inizio saranno questi, poi, conoscendo il coach, la differenza la farà chi saprà stare meglio in campo nella propria zona difensiva quando conta. Io Dunn e Bjelica me li giocherei. Qui lo dico e qui non lo nego!

Valutazione NBA-Evolution

star4

Arrivederci a domani con i New Orleans Pelicans.

TEAMS 2016/17

Philadelphia 76ers – Los Angeles Lakers – Brooklyn Nets – Phoenix Suns

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati

  • In Your Weis

    Insieme ai Jazz sono la squadra emergente più intrigante ad Ovest. Towns è il leader, Wiggins a suo modo lo adoro ma al momento è tutto fuorché un leader, anzi, si è fatto da subito scavalcare nelle gerarchie dal prodotto di KU

    LaVine può diventare un crack e senza Martin avrà lo starting 5 tutto per se, Mohammed lo sopporto poco, mi sembra uno che ha numeri decenti ed impatto negativo, Dieng non è un fenomeno ma almeno non passa le giornate in infermieria come il collega Montenegrino

    Su Rubio, a me personalmente ha rotto i coglioni, in tutti questi anni non ha messo un tiro da fuori decente, non ha mai raggiunto neanche il 40% dal campo, e fa dentro e fuori dalla lista infortunati. Via via, esperimenti fallito, ora spazio a Dunn

  • Lorenzo Escriva

    quoto, Dunn-Lavine-Wiggo-Dieng-KAT….starting five giovane e dinamico e per il futuro sicuramente…speriamo anche per il presente!

  • Shady

    probabilmente la squadra più interessante della lega e la più divertente da analizzare, l’unica forse su cui si riuscirà a scrivere un piccolo tema:
    – coach: valore indiscutibile, spero solo che questo anno sabbatico gli abbia dato l’intelligenza di aver riconosciuto alcuni sui limiti a chicago (specie la fase offensiva) e lo abbia ammorbidito sotto alcuni aspetti
    – KAT: mostro, se non si rompe prenderà il posto di voi-sapete-chi fra 3-4 anni nella lega
    – Wiggins: lui invece mi ha parzialmente deluso. vero che arrivare in pompa magna nella lega come forse solo lebron, a cui ti stampano in faccia dall’high school il titolo di erebe non è facile, ma oggettivamente in questi primi due anni non ha lasciato intendere niente affinchè in prospettiva lo si possa vedere come un dominatore della lega. al terzo anno le scusanti cominceranno a finire, quindi spero per lui che dimostri davvero qualcosa, altrimenti rischierà di finire in quel limbo di giocatori forti, ma mai superstar
    – Rubio: ma perchè sta ancora lì?
    – resto del team buono anche per riserve specie se giocatori come jones, shabazz e bjelica continueranno a crescere. LaVine anche lui deve cominciare a mettersi di più al servizio della squadra altrimenti resterà un giocatore da Highlights

  • In Your Weis

    Una cosa manca secondo me, qualche veterano. Come noto nella NBA la gioventù non vince, ed il roster Minnie pare una squadra NCAA
    .
    Grande la scelta del coach, ma un paio di 30 enni tipo il Deng dei Lakers servono come il pane

  • gasp

    Beh avevano KG… per KAT è stata una benedizione avere un veterano di quel calibro a fare da chioccia

  • 8gld

    Bentornato coach.

    Il play in generale ricopre un ruolo molto importante. Nel gioco di coach TT, fondamentale.
    Andare con la 5^ su Dunn la vedo la miglior scelta…poi aspetto il parquet.
    Rubbio può’ far girare la squadra e smistare assist, ma pecca in percentuali realizzative e non attacca il ferro. Se non cambia oggi troppo poco.
    Dunn, per quel poco che ho potuto vedere, sembrerebbe più’ completo in tutti gli aspetti. Se trova ritmo e costanza potrebbe a breve tempo prendersi lo spot 1.
    TT è’ quel coach che mi ha fatto rivivere nel pre infortunio Rose una franchigia del passato…se gira il play e i ragazzi sapranno applicarsi ci si può’ divertire.
    Bisognerà’ valutare chi tra Lavine e Wiggins, o entrambi, sapra’ prendersi e mettere dentro i piazzati che il suo gioco creerà.
    KAT? Lo scorso anno lo vedevo miglior rookie, quest’anno miglior giocatore a migliorarsi. Iniziera’ ad alzare le percentuali anche negli assist. Il ragazzo ha tutto per poter far bene e se seguira’, con lui l’intera franchigia, il “cagacazzi” (non la vedo così’ ma, divertendomi, seguo la corrente intellettuale) potra’/nno alzare la loro asticella.
    Concordo su Bjelica-Payne e…curioso dei minuti di Rush.
    Messo in ordine lo spot uno L’incognita rimane a 4.
    P.o.? Importante è’ trovare affiatamento, gioco e dedizione. L’importante è’ provare a seguirlo…qualcosa puo’ dare e insegnare. Superato questo scoglio tutto è’ possibile.
    Salvo terremoti…futuro roseo.
    Personalmente sono pronto a seguirli, anche se inizialmente potrebbe non essere tutto rosa e fiori.
    Dunn-Lavine e Wiggins possono attaccare tutti il ferro…e il suo gioco lo permette. Il piazzato è’ la prima curiosita’.

    In bocca al lupo ai Wolves e a…coach TT.