Hard Drive Team 2016/17: New Orleans Pelicans

I New Orleans Pelicans sono stati una delle delusioni più grosse della scorsa stagione. Ci si aspettava una ulteriore crescita, dopo i playoff 2015, invece, causa i numerosi infortuni dei giocatori chiave, la regular season della squadra della Louisiana è andata presto a sud, ed il 30-52 con cui si è chiusa l’annata è stato abbastanza esplicativo. Ma gli infortuni, come spesso succede, non possono essere l’unico alibi quando le cose non funzionano. E la scorsa stagione parecchie cose non hanno funzionato in casa Pelicans.

Pelicans

Anthony Davis - New Orleans PelicansIntanto l’impatto del coach, Alvin Gentry, non è stato positivo. Il suo modo di interpretare il basket è stato assorbito con difficoltà dal roster, specie nel suo leader maximo, Anthony Davis, che per la prima volta da quando è iniziata la sua giovane carriera NBA è sembrato fermarsi nel progetto di crescita. Sono mancate chiare gerarchie offensive, e nell’anarchia di gioco che ne è uscita il lungo prodotto da Kentucky ha davvero faticato. Magari non statisticamente, anche se andare sotto il 50% nella pct. dal campo non è un buon segno, ma a livello di impatto sul parquet, specie nella sua metà campo. Gentry nel frattempo è però rimasto sulla panchina dei Pelicans e da lui, quindi , si riparte.
Sperando che riesca soprattutto a restituire al #23 quel ruolo che gli compete all’interno di questa squadra. Le sorti di New Orleans devono per forza di cose passare dalle mani sapienti di Davis, e tutti devono essere felici di stare su quel carro. Il coach ex Suns non è riuscito in questo. Poi certo un pochino di fortuna alla voce giro dal medico e dal fisioterapista servirebbe anche. Da Davis quindi si deve ripartire, ed anche dal suo ruolo. Centro o ala forte? Io propenderei per il secondo, dove è attualmente probabilmente il più forte nella lega. Poi certamente nel cosiddetto basket moderno uno così puoi metterlo in campo anche da 5 senza problemi, visti movimenti e mano. Ma soprattutto da lui ci si aspettano leadership e cattiveria cestistico/agonistica.

Così come ruoli chiave ma ben definiti specie alla voce scelte offensive dovranno avere Jrue Holiday e Tyreke Evans. Su Holiday iniziamo dicendo che speriamo tutti che possa risolversi positivamente il suo problema familiare legato alle condizioni di salute della moglie. Poi se riuscisse a ritrovare al 100% il gioco dei primi anni ai Sixers il più sarebbe fatto. Specie nel far girare la palla per far giocare la squadra. Evans invece ha due nemici: le sue ginocchia ed il suo ego. Se sul primo ci si può fare poco, per il secondo un bagno di umiltà non farebbe male. Come secondo o terzo violino sarebbe anche una gran bella cosa, credersi una super star da isolamenti continui meno. Dalle scelte è arrivato un altro ragazzo che a me piace tanto: Buddy Hield.
Scelto sorprendentemente con la #6, ce lo si aspettava chiamato prima, è arrivato nella squadra giusta. Qui se c’è una cosa che mancava era un tiratore puro, dagli scarichi e dal palleggio. La specialità della casa. Ed anche in difesa il nostro è cresciuto bene. Io credo che potrà tornare davvero utile alla causa Pelicans. Altra scelta che mi incuriosisce arrivata via trade dai Clippers è Cheick Diallo. Fisicamente già da NBA, un apertura di braccia ed una verticalità mostruose, certo tutto da creare come giocatore di basket. A roster troviamo due centri europei, Omer Asik e Alexis Ajinca. Simili per caratteristiche, difensori, rimbalzisti, hanno comunque dimostrato di essere entrambi ben assortibili con Davis e di poter dare il loro silenzioso apporto. A roster ci sarebbe anche Terrence Jones.
Il suo problema non è di certo il talento ma il fisico e la testa. Un altro giocatore con troppi se prima del suo nome. Due begli arrivi potrebbero essere Langston Galloway e Tim Frazier. Entrambi avranno sicuramente a disposizione minuti nei ruoli di guardia, entrambi hanno dimostrato di poterci stare e bene nella NBA, qui si spera che trovino un posto dove emergere. Stesso discorso che si può fare per Solomon Hill. Una delle poche SF di ruolo nel roster. Ai Pacers ha fatto vedere belle cose negli ultimi due anni, in questa squadra riuscirà a consacrarsi definitivamente? Anche E’Twaun Moore è alla ricerca di spazio e considerazione. Ed anche lui può trovare qui quei minuti necessari per guadagnerseli. Sono rimasti Dante Cunningham, Alonzo Gee e Quincy Pondexter. L’ultimo è l’unico altro tiratore puro del roster per cui il suo ruolo non dovrebbe essere in discussione, per gli altri due bisognerà vedere le scelte di coach Gentry, avendo un roster pieno in quei ruoli. Ma se c’è bisogno di voglia ed intensità loro ci sono sicuramente. Cosa leggo a roster??? Robert Sacre (????!!!) e Lance Stephenson( ????!!!!!!??????)?? Spendo due parole sul secondo: Born Ready….When????

% Playoff: 35% – Devono crescere, come scritto tutto passa da Davis. Forse troppo. E Gentry saprà sfruttarlo a dovere andando contro il suo credo? Troppi dubbi, ma si sa che nella NBA le cose cambiano in fretta.

Starting Five

New Orleans Pelicans - Starting Five - NBA - 2016/17

Ancora di Holiday non si sa se all’inizio risponderà presente, Hield uno come Gentry lo farà giocare ed attenzione all’altro rookie.

Valutazione NBA-Evolution

star3-5

Arrivederci a domani con i New York Knicks

TEAMS 2016/17

Philadelphia 76ers – Los Angeles Lakers – Brooklyn Nets – Phoenix Suns – Minnesota Timberwolves

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati