Hard Drive Team 2016/17: Dallas Mavericks

Ai Dallas Mavericks entriamo nel nono anno della gestione di coach Rick Carlisle, uno dei più longevi sulle panchine NBA, a cui va riconosciuto il merito di essere sopravvissuto negli anni ad un proprietario come il vulcanico Mark Cuban.

Mavericks

Harrison Barnes - Dallas Mavericks Che ha sempre quella simpaticissima abitudine, se sei il suo head coach, di disfarti la squadra, anche vincente, per ricostruirtela ogni stagione, lasciandoti solo un tedesco di Wurzburg come ricordo della stagione precedente. Diciamo che anche quest’anno ci siamo andati abbastanza vicini. Ormai coach Carlisle sarà abituato a veder giocatori che vanno e vengono, il suo merito, negli anni è quello di aver fallito solo una volta i playoff, peraltro chiudendo con un record non negativo la stagione regolare, e di aver sempre fatto giocare la sua squadra meglio di come in tanti pensavano.

La campagna scorsa è stata un pochino avara di soddisfazioni, volendo vederla sotto una critica lente di ingrandimento, sesto posto nella Western, 42-40 il record, playoff arrivati in volata, in una conference meno competitiva rispetto ad altri anni. Una squadra costruita su veterani e qualche bella speranza, che ha avuto problemi di infortunio, valutando alcune presenze in quel roster anche preventivabile, e che non ha trovato continuità di gioco se non nel solito #41.

Ed anche quest’anno si riparte da lui, Dirk Nowitzki, alla sua diciannovesima stagione nella NBA, che da due/tre stagioni sembra non aver capito che dovrebbe decidersi ad invecchiare, senza mantenere quel livello di gioco che sta caratterizzando quello che dovrebbe essere il tramonto di una splendida carriera. Questo mammuth del secolo scorso, uno dei tre residuati, continua a stupirci tutti per freschezza atletica, voglia di giocare, capacità di essere leader offensivo costante alla sua età, ricordiamo che avrebbe 38 anni andando verso i 39, e nel ruolo in cui gioca. I Mavericks e tutta la Dallas cestistica ripartono da lui, ancora una volta. Ed io non faccio fatica a credere che risponderà presente. Uno dei rimasti dalla solita epurazione Cubaniana, avremmo potuto facilmente scrivere Cubana per fare della satira politica ma ultimamente su questa pagina l’ironia non è capita, è Deron Williams. E, purtroppo per lui e per noi che abbiamo un amore folle per questo giocatore, come ogni anno le incognite dietro a questo nome sono superiori alle certezze. Averlo sempre sano una stagione è chiedere troppo, ahinoi, quanto meno una minor frequenza dell’infermeria dei Mavericks sarebbe buona cosa per le sorti del gioco. Anche Wes Matthews è rimasto.

Da lui, però, quest’anno ci si aspetta qualcosa di più del compitino da bravo scolaro che ha svolto la scorsa stagione. Tra i nuovi arrivi i due più importanti per l’economia del gioco dovranno essere per forza Harrison Barnes ed Andrew Bogut. Entrambi liberati dai Warriors sull’altare dell’affaire Durant, arrivano in Texas per ritagliarsi ruoli diversi a quelli che ci avevano fatto vedere nella baia. Barnes dovrà diventare un terminale offensivo temibile, il secondo violino, oltre ad essere determinante nelle specialità della casa, rimbalzi, offensivi, energia, difesa sulla palla. Bogut potrebbe essere quel centro che a Dallas aspettano da anni. Difensore, gran passatore, intimidatore, e forse troppo sottovalutato in attacco ai Warriors. Bogut e Nowitzki: giocatori così intelligenti da PF e C ce li hanno in pochi nella lega. J.J. Barea è un altro giocatore amatissimo da Cuban, è rimasto, avrà i suoi soliti minuti, anche se lo scorso anno è risultato meno d’impatto in uscita dalla panchina. Gli anni passano anche per lui. Devin Harris deve garantire energia, aggressione al ferro ed esperienza. Dwight Powell è stata una bella sorpresa dei recentissimi Mavericks, rimbalzi, gioco sporco, tanta voglia di mettersi in mostra. Da Justin Anderson ci si aspetta decisamente di più dopo una stagione da rookie un po’ sottotono.

Altri due arrivi nel roster sono Quincy Acy e Seth Curry. Il primo sembra sempre pronto a ritagliarsi minuti importanti nelle squadre in cui ha giurato, poi l’intensità tende a calare, causa anche caratterino niente male, ed il tutto naufraga. Peccato, perché il fisico c’è e potrebbe essere un ottimo specialista per quelle cose che servono sotto i tabelloni nella lega. Seth è il fratello meno talentuoso della famiglia Curry, e crediamo che pagherà sempre questo particolare. Deve ancora trovare una sua identità, vediamo che succederà in questa stagione. Dal draft è arrivato, seconda scelta, A.J. Hammons, centrone di sette piedi difensore, rimbalzista, e poco altro. E sono curioso di vedere che impatto avrà al secondo anno Salah Mejri. Uno che ha tanta voglia di giocare, aggressivo e con faccia tosta necessaria, quanto spazio troverà??, certo che un intimidatore atletico serve sempre. Io spero che Nicolas Brussino, argentino SF tiratore, riesca a fare il roster, il ragazzo potrebbe essere una piacevole sorpresa.

% Playoff: 55% – Mai dar per morti i Dallas Mavericks, hanno il doppio delle vite dei gatti. Ed il talento necessario per arrivare alla post season.

Dallas Mavericks - Starting Five - NBA - 2016/17

Valutazione NBA-Evolution

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Arrivederci a domani con i Detroit Pistons

TEAMS 2016/17

Philadelphia 76ers – Los Angeles Lakers – Brooklyn Nets – Phoenix Suns – Minnesota Timberwolves
New Orleans Pelicans  – New York Knicks – Milwaukee Bucks – Denver Nuggets – Sacramento Kings
Orlando Magic – Utah Jazz – Washington Wizards – Chicago Bulls – Houston Rockets
Memphis Grizzlies

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati