Hard Drive Team 2016/17: Boston Celtics

I Boston Celtics stanno proseguendo sulla strada per tornare i grandi protagonisti che sono sempre stati fin dagli albori della storia NBA. Coach Brad Stevens inizia il quarto anno sulla panchina dei verdi del Massachussets, per proseguire il discorso iniziato nel 2013 e che lo ha portato a guidare i Celtics dalle 25 vittorie del suo primo anno, per molti già quello un mezzo miracolo, al 48-34 dell’ultima stagione, con due partecipazioni alla post season, entrambe chiusesi al primo turno. Stevens ha dimostrato che quello che si diceva di lui corrisponde a verità.

Celtics

Isaiah Thomas - Boston Celtics
Isaiah Thomas – Boston Celtics

E’ un uomo che vive di basket, un allenatore vero, con idee chiarissime, che ha fatto giocare questi Celtics come una squadra sempre, riuscendo anche a far si che alcune individualità marcate riuscissero ad esprimere il proprio ego cestistico senza diventare deleteri per la squadra. Ampie rotazioni, spazio a chiunque dimostri di poter tornare utile in campo, difesa di squadra sempre molto aggressiva. I Celtics in questi tre anni, e soprattutto nell’ultimo, hanno fatto vedere che lo spirito del vecchio Boston Garden non è morto ma anzi, grazie alla cura dell’head coach, sta tronando ed alla grande. E quello che secondo molti critici mancava a questa squadra per ambire a diventare una seria contender è stato portato a casa nel mercato dei free agent, senza contare il lavoro fatto da Danny Ainge per avere scelte che sta iniziando a premiare.

Come sempre succede in questa lega, il difficile viene adesso, quando fatte le rampe di scale necessarie per arrivare ai piani alti, deve salire quegli ultimi gradini che di solito sono i più difficili da fare. Coach Stevens ha le capacità per poter portare questi Celtics al vertice e tenerceli, basta che tutti decidano di portare il loro mattone per costruire la casa.

Così come la scorsa stagione ha fatto Isaiah Thomas, che ha dimostrato di poter essere qualcosa in più di un solitario attaccante. E’ diventato il vero leader di questa squadra, emotivo oltre che offensivo e tecnico. Una stagione dove è riuscito a migliorare anche nel playmaking e nella regia, addirittura anche nella fase difensiva. Ed alla voce leadership, difesa e forza fisica sotto canestro dal mercato dei free agent è arrivato Al Horford, uno dei veri colpi del mercato. Va a rinforzare un reparto che aveva bisogno di un giocatore così, uno dei tasselli che mancavano a questi Celtics. Upgrade davvero notevole.
E l’altro tassello si spera di esserselo assicurato dal draft. Con la #3 è stato scelto Jaylen Brown, non senza degli wow di sorpresa da parte di chi ha seguito il draft in diretta. Brown veniva messo sicuramente nei primi 5/6, non di certo alla 3. Invece i Celtics sono andati a prendere quel giocatore che sul medio lungo periodo, ma magari se sfruttato bene anche prima, può dare qualcosa in SF. Brown sa fare tutto bene ma ancora niente benissimo. Però è giovane e può crescere tanto. Senza contare che ha arroganza cestistica e punti nelle mani. E’ rimasto Avery Bradley, ministro della difesa di casa Celtics, ma che ha messo su anche un tiro perimetrale importante e che il suo apporto lo da sempre, un pretorano di Stevens. Anche Jae Crowder è un altro giocatore di questo roster amato dal suo coach perché in campo da sempre il 120%. Certo a volte la troppa voglia è contro producente ma lui c’è sempre, e adesso dovrà anche fare da chioccia a Brown.

Marcus Smart la scorsa regular season ha iniziato a far vedere le cose che si conoscevano di lui. Certo sarebbe meglio non avere problemi fisici ma, purtroppo per lui, chi gioca come il PG ex Oklahoma State è facile ad infortunarsi. Comunque un lottatore vero. Alla voce lunghi sono rimasti Amir Johnson, Kelly Olynyk e Tyler Zeller. Johnson sta diventando un mister utilità, punti, rimbalzi, difesa, Olynyk è un altro che butta tutto sul parquet, anche troppo, giocatore a volte duro fino allo giocare sporco, ma con un’ottima mano anche dal perimetro e capace di prendere rimbalzi. Zeller è un po’ sparito dalle rotazioni che contano, ma ha tecnica, difesa e capacità per tornare sempre utile, ed uno così è meglio averlo in squadra. Terry Rozier, James Young, R.J. Hunter e Jordan Mickey hanno avuto problemi fisici, giocano in spot abbastanza coperti e se vogliono garantirsi spazio devono alzare il loro livello di gioco. Jonas Jerebko piace perché è un altro che sembra avere lo spirito Celtics nel DNA. Lui quando entra da tutto, ha sempre trovato minuti con coach Stevens e credo che continuerà ad averne. E’ arrivato Gerald Green, saltatore incredibile, ma non solo, che se non trova continuità in questa squadra farà fatica. Altri due arrivi dal draft sono Demetrius Jackson e Ben Bentil. Il primo è un PG ed in questo roster ce ne sono parecchi. Ma ha doti da playmaker vero, e, per le sue caratteristiche chissà che non riesca ad impressionare il coach. Bentil è il classico lungo atletico con punti nelle mani e vedremo se riuscirà a fare il roster, ma non è così da sottovalutare in una squadra giovane.

% Playoff: 75% – La post season è certa, bisognerà arrivarci senza fare troppa fatica e magari giocando una regular season costantemente da squadra di vertice.

Starting Five

Boston Celtics - Starting Five - NBA - 2016/17

Valutazione NBA-Evolution

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Arrivederci a domani con gli Atlanta Hawks

TEAMS 2016/17

Philadelphia 76ers – Los Angeles Lakers – Brooklyn Nets – Phoenix Suns – Minnesota Timberwolves
New Orleans Pelicans  – New York Knicks – Milwaukee Bucks – Denver Nuggets – Sacramento Kings
Orlando Magic – Utah Jazz – Washington Wizards – Chicago Bulls – Houston Rockets
Memphis Grizzlies – Dallas Mavericks – Detroit Pistons – Portland Trail Blazers – Indiana Pacers
Charlotte Hornets

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati