Clippers che partenza, ma c’è da fidarsi?

Prima dell’inizio stagione tutti riflettori erano puntati sui campioni in carica dei Cleveland Cavaliers e chiaramente sui nuovi Golden State Warriors, alla classica pausa del Giorno Del Ringraziamento entrambe le finaliste sono “on the pace” ma entrambe alle spalle dei super Los Angeles Clippers, miglior partenza di sempre (14-2) e come sempre guidati dal solito nucleo.

Giusto mercoledì pubblicavamo lo speciale del nostro inviato PJ in quel di Los Angeles ospite dei Clippers, se non lo avete letto CLICCATE QUI, il quale raccontava che l’obiettivo della franchigia era quello di stare lontano dai riflettori dopo la burrascosa stagione passata tra infortuni e casi di indisciplina, chiaramente tutti hanno gli occhi su Cavs e Warriors ma la partenza dei cugini Lakers ha attirato non poche attenzioni anche perché, alla fine, sono sempre gli stessi…e potrebbe essere un bene in una conference caotica come l’Ovest.

IL GRUPPO

Chris Paul - Blake Griffin - Los Angeles Clippers - NBA - 2016Ad inizio anno l’NBA ha lanciato gli hashtag per squadra e quello dei Clippers è davvero particolare ma anche veritiero #ItTakesEverything serve tutto anche perché ormai sono anni che sembrano li sul punto di fare quel maledetto step ma rimangono fermi al palo vincendo sistematicamente il nostro “SUKA Award“. Il nucleo portante è sempre lo stesso composto da Chris Paul, Blake Griffin con DeAndre Jordan a fare il lavoro sporco più le giocate di fantasia del solito Jamal Crawford; in più, e qui ce lo hanno detto, sono soddisfatti delle mosse estive per allungare la panchina come gli arrivi di Raymond Felton, Alan Anderson, Marreese Speights più l’ultima stagione di Paul Pierce, pedine importanti nel prosieguo della stagione.

È passato solo un mese di questa lunga Regular-Season, molte squadre devono trovare la quadra e questo è (adesso) il punto di forza dei Clippers, loro la chimica ce l’hanno già da tempo: il solito Paul inventa, il solito Redick fuori dall’arco, il solito Luc Mbah a Moute ago della bilancia, il solito J-Crossover che se è in serata te la vince da solo, il tutto con Griffin Go-To-Guy da 21.3 punti e 9.1 rimbalzi ad uscita col 49% dal campo, un Blake “The Quake” che quest’anno sembra molto più sul pezzo e a dirlo è lo stesso CP3, in una recentemente intervista ha rivelato come il rapporto con la sua PF non è mai stato così forte.
Chiaro che il punto debole rimane sempre il pallavolista mancato che risponde al nome di DeAndre Jordan, perfetto complemento di Griffin ma con le mani e la testa che conosciamo MA c’è uno Speights in più! L’ex Warriors sta dando un solido contributo uscendo dalla panchina con 9.5 punti in 15′ di utilizzo, testa matta come poche ma il canestro lo vede bene da ogni posizione, inoltre il suo 82% dalla lunetta può sempre tornare utile.

CP3 FOR MVP?

Sono 11 anni che Chris Paul gioca in NBA, sono 11 anni che è unanimemente riconosciuto come uno (se non IL) dei migliori PG della Lega, sono 11 anni che ogni notte timbra il cartellino alla voce Punti+Assist col solito cuore e grinta, sono 11 anni che oltre al 2° turno dei Playoffs non riesce ad andare! In questi 11 anni solo una volta è stato in lizza per l’MVP ed era la stagione 2007/08 quando arrivò alle spalle di Kobe Bryant. Il ragionamento fatto per i Clippers potrebbe valere anche per il prodotto di Wake Forest, la continuità di prestazione (18.4 punti, 47% dal campo, 8.5 assist e 3.0 recuperi), unita ad un record di livello potrebbero aiutare la causa del Presidente della NBPA per l’MVP.

Ok, ok, ok, calma: è vero, Russell Westbrook, James Harden, il duo Warriors Curry-Durant restano i favoriti dopo questo primo spumeggiante mese, i primi due giocano praticamente da soli flirtando ogni notte con la Tripla-Doppia con percentuali rivedibili e gli altri due si alternano o spesso si mangiano in 24′ le partite, però si sa che la continuità spesso viene premiata rispetto ai grandi numeri. Si, è anche vero che il discorso continuità+record lo facciamo nell’Ohio è GAME-OVER per tutti. TUTTI.

FIDARSI SI, FIDARSI NO?

PRO: Panchina più lunga, chimica confermata, giocatori con voglia di riscatto dopo anni di cocenti delusioni, coach esperto, Paul-Griffin al loro meglio, conference meno di ferro degli anni scorsi.

CONTRO: Hanno sempre scritto Clippers sulla maglia, sono gli stessi che ai Playoffs 2015 avanti 3-1 e +20 a 12′ dalla fine di G5 contro Houston hanno poi perso la serie, quanto Griffin resta sul pezzo? Golden State è già sulla strada per ri-demolire la concorrenza.

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA.
Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12.

Nickname: F.M.B

  • michele

    i Clippers al completo sono una delle 4 migliori squadre a ovest, e non da oggi. Quest’anno si stanno un po’ rimescolando i valori e loro sono partiti forte, ai playoff si dovrà fare i conti con loro. Potrebbe essere l’ultimo anno buono per provarci, questo dovrebbe dare una motivazione extra. Cavs e Warriors per l’anello pero’ sono un gradino avanti, salvo sorprese sarà ancora quella la finale (sorprese che potrebbero arrivare solo a ovest, a est è già scritta l’ennesima finale di lebron)

  • In Your Weis

    Il problema come sempre non è quello che fanno a Novembre, ma come arriveranno ad Aprile. Rispetto alle concorrenti ad Ovest sono gli unici che hanno un nucleo fisso da anni, non hanno tolto e messo pezzi, in Estate finalmente hanno anche allungato la panca, dopo anni di digiuno

    Ma ogni anno arrivano ai playoff con la gente mezza rotta (e la panca lunga sicuramente può aiutare in questo senso), già arrivarci sani li metterebbe in posizione privilegiata

    Non concordo sul ritenere DeAndre l’anello debole, quello che è lo si sa da anni, pregi e difetti, rimane sempre uno dei primi 5 rimbalzisti e stoppatori della Lega, in attacco vive di lob ma intanto è in doppia cifra fissa da anni. Non tutti possono dire di avere materiale di questo tipo in quintetto

    Il problema cronico è la mancanza di un 3 (anche se Jamal fa l’ala piccola tattica), ed il fatto che sembrano sempre pronti a sfaldarsi al primo segno di panico

    Curioso di vederli contro i Warriors, due filosofie opposte o quasi, 4 esterni contro i Clips che vivono di prepotenze sotto canestro…

  • Loco Dice

    Riprendendo il discorso, che condivido, di IYW il problema nascerà come sempre ai play-off.
    Se non altro perché è risaputo che bisogna alzare il livello del proprio gioco e in questo ogni anno giocatori come Redick (che mi piace moltissimo) Crowford e Deandre mancano all’appello.

    Squadra da regular season se ce n’è una, per i play-off i dubbi restano