Una Notte Da Leoni: Boobie Gibson!

Tempo fa, nei commenti in uno dei recap della notte, viv avevo chiesto e avevate delle proposte per una rubrica nuova, come sempre siete stati impeccabili e alla fine ho scelto di elaborare quella dell’amico misterwolf, ossia raccontare quegli exploit rimasti nella storia della Lega e come titolo (sempre suggerito dal buon misterwolf) ho deciso di tenere “Una Notte da Leoni“…ah già, la rubrica (ogni mercoledì alle 19) sarà curata da me (F.M.B)!

BOOBIE GIBSON

Il 2016, oltre ad un anno sportivamente allucinante, verrà ricordato per il titolo dei Cleveland Cavaliers e quindi mi sembrava giusto cominciare questo nuovo appuntamento settimanale con un ex membro dei Cavs che lasciò il segno, Daniel “Boobie” Gibson!
Siamo nei Playoffs del 2007, con Dallas eliminata clamorosamente da Golden State Warriors tutto fa presagire ad una rivincita delle Finals 2005 tra i San Antonio Spurs e i Detroit Pistons, San Antonio non tradisce le aspettative e con un secco 4-1 elimina gli Utah Jazz alla Finale di Conference, manca solo la Detroit di coach Flip Saunders ma alle finali di conference c’è un ostacolo di nome LeBron James.
La Gara5 di LeBron rimane nella storia dell’NBA, da solo vince al Palace di Detroit con 45 punti dominando il lungo e in largo nell’Overtime, 3-2 Cleveland, si torna alla Quicken Loans Arena per chiudere la serie, tutti i riflettori su LBJ…ma l’eroe sarà un altro!

È il 2 giugno 2007, un tale rookie soprannominato “Boobie” da 4.6 punti di media in stagione, anonimo per tutta l’annata, batte qualche colpo in Gara4 (21 punti), sono 11 nella Gara6 di James e poi…E poi lasciò Rasheed Wallace e compagnia bocca aperta con una Gara6 d’antologia; 31 punti a referto con 7/9 dal campo compreso un 5/5 da 3 e un 12/15 dalla lunetta!
I Pistons avevano preparato la gabbia per neutralizzare LeBron al motto “All-In su di lui e partita in mano al suo Supporting-Cast” peccato che l’azzardo non pagò, James chiuse con 20+14 rimbalzi, indimenticabile l’incredulità di tutta l’arena, dei giocatori, dei telecronisti sulla prestazione del #1 Cavs, fu un dominio assoluto per i padroni di casa che vinsero 98-82 riportando la città di Cleveland dopo 43 anni in una finale!

Tuto molto bello fino alla doccia ghiacciata che gli Spurs gli rifilarono alle Finals, 4-0 e 4° titolo dell’era Popovich-Duncan.

Bè, LeBron ha trovato il suo alfiere, il pezzo mancate del puzzle per la conquista della gloria, l’anno dopo Boobie si porta a casa l’MVP del “Rookie Challenge” tirando solo da 3 (sotto suggerimento del capo supremo, ndr) con 33 punti (11/20)…e poi più il nulla. La Carriera di Gibson fu un uno spegnersi lentamente senza più un acuto, la sua miglior stagione rimarrà quella del Post-James 2010/11 con 11.4 punti di media, ma nulla in più tanto da ritirarsi ufficialmente (erano già 2 stagioni che vagava senza squadra) nel 2015 per dedicarsi alla vita del rapper.

Se vogliamo tirare una bestemmia di quelle tuonanti Gibson è stata la prima (scadente) bozza di quello che oggi è Kyrie Irving, un PG dotato di un ottimo tiro perimetrale in grado di poter dare fiato al figlio di Akron e di poter essere la seconda bocca da fuoco come in quella magica notte di giugno quando Chauncey Billups, Tayshaun Prince, Rip Hamilton, Chris Webber e Rasheed Wallace potettero stare a guardare impotenti mente il prodotto di Texas li mandava a casa prendendosi, per una sola notte, tutti i riflettori della Lega.

Ci vediamo settimana prossima e se non l’avete ancora fatto qui sotto 👇 il link per l’altra nuova rubrica di NBA-Evolution a cura di Adrien

On Air(ball)

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B

  • gasp

    E questo era il supporting cast a Cleveland…