Evolution Players Ranking 13/01/2017

Poche novità nell’Evolution Players Ranking di questa settimana, immutato il podio, si ritorna a dieci giocatori per dieci posizioni con qualche cambio di posto. Nei rookie altra nuova entrata attesa dall’inizio della stagione e nessun’altra modifica.

PLAYERS RANKING

1) Russell Westbrook (OKC) =: Il vecchio Russell non molla la leadership del nostro ranking, ed anche quando sembra avere una flessione, riparte al doppio della velocità, anzi alla tripla doppia della velocità, e riguadagna terreno. Riposarsi? Parola non scritta nel suo vocabolario cestistico. Statistiche? Eccole qui, 31 punti, 10.7 rimbalzi e 10.5 assist. Big O. non è lontano..

2) James Harden (HOU) =: Forse ha capito che per arrivare a Westbrook deve iniziare a mettere a referto triple doppie, e che problema c’è per il barba? Più profeta del d’antonismo di un PG canadese a caso, ed attenzione che ogni tanto sembra meno perso in difesa. 28.6 punti, 11.8 assist, 8.3 rimbalzi.

3) Anthony Davis (N.O) =: Non si può dire che non abbia riniziato a provarci ad insidiare i due sopracitati per l’MVP, e vederlo giocare da l’idea del nel pitturato domino quando e come voglio. Certo è un altro che prima o poi un riposino dovrebbe farselo, ma se i Pelicans hanno una speranza di entrare nei playoff, quella speranza ha il #23. Anche per lui citiamo i freddi numeri: 29.1 punti, 12.2 rimbalzi e 2.5 stoppate.

4) Kevin Durant (G.S.) =: Certo i tre davanti a lui volano letteralmente, e lui non ha tutta questa necessità a tenere il motore a giri elevati. Oltretutto si nota che c’è ancora un pochino da lavorare, e questo, forse, per gli avversari potrebbe essere un problema nel futuro. Viaggia ecumenicamente a 26 punti, 8.7 rimbalzi e 4.6 assist, tirando abbondantemente sopra il 50% dal campo.

5) Giannis Antetokounmpo (MIL) =: Settimana sorprendentemente sotto agli standard visti in precedenza, causa anche una fastidiosa influenza che na ha limitato le prestazioni. Conserva la posizione per demeriti altrui, in attesa di tempi migliori. Comunque 23.3 punti, 8.8 rimbalzi, 5.6 assist, 1.9 recuperi e 2 stoppate.

6) LeBron James (CLE) =: Il #23 di Akron incappa nel nemico Oregon e forse sente gli influssi negativi del north west in anticipo, giocando troppo sotto il par. E quando succede questo i Cavs ne risentono. Prima volta nell’anno che lo si vede tentare ma non riuscirci. 26.1 punti, 7.9 rimbalzi e 8.1 assist.
7) Isaiah Thomas (BOS) +3: Semplicemente in un momento di forma paradisiaco. Trascinante, immarcabile e, soprattutto vincente. Incredibile, poi, come giochi con una facilità da far sembrare semplice ogni cosa che esegue. E nel Massachussets hanno un nuovo piccolo grande idolo. 28.2 punti e 6.2 assist, ed è solo una parte di quello che si vede.

8) Stephen Curry (G.S.) -1: Il #30 di Akron ha giocato come sta facendo quest’anno, alti e bassi. Certo che ogni tanto fa vedere delle cose che ti lasciano abocca aperta, però l’idea che quest’anno me la prendo con più calma la lascia dentro guardandolo. 24.7 punti, 5.9 assist, 4.4 rimbalzi.

9) John Wall (WAS) -1: Diciamo che in questo ranking se uno rallenta, si perdono posizioni con facilità. Ed in una regular season così lunga essere costantemente su livelli altissimi è per pochi. E Wall adesso deve pensare a restare integro, e far arrivare i suoi Wizards in una stabile posizione dentro le prime otto. 22.8 punti, 10.3 assist, 4.5 rimbalzi e 2.5 recuperi.

10) Jimmy Butler (CHI) -1: Settimana davvero a corrente alternata per Butler, anche lui per problemi di natura fisica, e dopo aver giocato tre partite da quasi MVP della lega ha avuto una flessione. Certo che se trovasse continuità, la cosa che gli manca un po quest’anno, anche i Bulls ne traerebbero giovamento. 25 punti, 6.7 rimbalzi e 4.6 assist.

ROOKIE RANKING

1) Joel Embiid (PHI) =: Ah Joelone nostro!!! I minuti salgono, le prestazioni e le statistiche pure, ed anche i Sixers giocano decisamente meglio. Sinceramente ma quando arriverà a poter giocare comodo 35/40 minuti a sera cosa diventerà? 19.4 punti, 7.5 assist e 2.3 stoppate.

2) Malcolm Brogdon (MIL) =: Fermi tutti: dell’annata 2016 Brogdon è decisamente in miglior rookie per la capacità che sta trovando nel restare in campo da protagonista, in una squadra che gioca anche un discreto basket, e lotta per un posto al sole. Non tutti lo avrebbero firmato al
momento del draft. 9.1 punti, 3.9 assist, 2.3 rimbalzi.
3) Dario Saric (PHI) =: Continuità e ruolo in campo cercasi, ma già così sta facendo vedere cose discrete. In questa squadra può e deve dare e fare di più, in attesa che il roster si definisca in maniera definitiva. 9.4 punti e 5.8 rimbalzi.

4) Buddy Hield (N.O.) =: Si effettivamente qualcosa lo sta facendo vedere, ma anche lui può dare di più in una squadra che ha bisogno di un giocatore con le sue caratteristiche. Quando aggredisce la partita è offensivamente notevole. 9.2 puntie 2.8 rimbalzi.

5) Brandon Ingram (LAK) N.E.: Finalmente la scelta #2 assoluta ha fatto vedere (quasi) una settimana di continuità, iniziando a dare segni di vita in questa lega. Non che sia facile farlo, ma nella Los Angeles giallo viola si sperava facesse meno fatica. 8 punti, 4.1 rimbalzi e 2 assist a sera.

Arrivederci alla prossima puntata

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati