NFL Playoffs 2017: Recap dei Divisional!

Playoffs NFL che regalano fortissime emozioni ai Divisional, New England fatica più del previsto contro gli Houston Texans, gli Steelers passano a Kansas City e Matt Ryan e Aaron Rodgers si danno appuntamento per un rendez-vous fra candidati MVP domenica prossima.

DIVISIONAL

AFC

New England Patriots – Houston Texans 34-16

E’ appena cominciato il quarto quarto quando Brady cerca Julian Edelman per chiudere un primo down. Ne esce un incompleto e per New England la scelta è obbligata: punt e ovale riconsegnato ai Texans. Per Osweiler&Co è l’occasione della vita: sotto di un solo possesso (24-16), Houston ha nelle mani il drive per pareggiare la partita e rimettere in gioco una sfida che li dava per spacciati ancor prima di entrare in campo. Per la disperazione di coach Bill O’Brien, con tutte le fiches sul tavolo, l’incostante Osweiler si fa intercettare al primo lancio da Logan Ryan: la giocata del defensive back dei Patriots riconsegna il possesso a New England che, approfittando del suicidio texano, prende poi definitivamente il largo, segnando il touchdown della sicurezza dopo un paio di minuti.
Il passaggio all’ennesimo Championship (il sesto consecutivo) da protagonisti è garantito.
A Houston rimangono i rimpianti: a differenza del no-contest di Settembre (sconfitta per 27-0), i Texans reggono bene l’urto dei più quotati avversari e difensivamente creano alcuni problemi a Brady (intercettato due volte). Il punteggio rimane quindi in bilico fino alla sciagurata giocata di Osweiler. Nonostante il due touchdown lanciati, Brady gioca una partita appena sufficiente e la bassa % di completi e i due intercetti regalati ai Texans sono un segnale da non sottovalutare in vista del prossimo Championship contro gli Steelers.
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Kansas City Chiefs – Pittsburgh Steelers 16-18

Rinviata di sette ore (dalle 19 alle 02.30 italiane) per le avverse condizioni atmosferiche (legate perlopiù alla difficoltà che avrebbero avuto gli spettatori ad arrivare all’Arrowhead Stadium) e per la disperazione dei tanti aficionados italiani che già pregustavano una serata di football americano da ricordare (il nuovo orario taglia via parte dell’audience), la partita fra Chiefs e Steelers è una vera battaglia difensiva.
Lo scintillante attacco giallonero si impantana spesso sul più bello dovendo accontentarsi di solo sei field goal; dal canto suo Kansas City si stampa contro la difesa di Pittsburgh e non riesce a trovare quei turn-over difensivi (se non un intercetto di Berry su un lancio di Roethlisberger destinato ad Antonio Brown in endzone) e quelle giocate da special teams che hanno spesso messo punti sul tabellone spaccando anche le partite più complicate. Offensivamente il peso è quindi ricaduto tutto su Alex Smith che, penalizzato da un running game inesistente, ha giocato una partita sufficiente senza pur trovare la giocata decisiva nel momento clou (in questo caso la conversione da 2-pt che avrebbe pareggiato la partita). Dal canto loro gli Steelers hanno beneficiato di una prestazione monstre della propria linea difensiva e della prova da campione del running back Le’Veon Bell: l’ex Michigan State (170 yards corse su 30 portate) ha trovato costantemente il modo di guadagnare terreno, mantenendo il possesso dell’ovale per Pittsburgh e stancando la difesa dei Chiefs più del solito. Pittsburgh vola quindi al Championship dove, ad attenderla, c’è New England per la semifinale di Conference più attesa.
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NFC

Dallas Cowboys – Green Packers 31-34

Se l’appassionato occasionale si fosse sintonizzato su Fox Sports per assistere al Divisional fra Green Bay e Dallas, si sarebbe probabilmente innamorato di questo sport. La sfida fra Packers e Cowboys è stata un concentrato di giocate memorabili, cambi di punteggio, fughe e rimonte che hanno riempito le oltre tre ore del match. Fare la cronaca della partita prenderebbe pagine e non riuscirebbe a ricreare la tensione e il divertimento vissuti durante tutta la durata della partita: diciamo solo che Green Bay ha dominato in lungo e in largo per quasi tutta la partita (avanti 21-3 e poi 28-13) e che solo una furiosa rimonta dei padroni di casa (28 pari agguantato a pochi minuti dalla fine) ha fatto vacillare Rodgers&Co. E quando tutto il momentum sembrava in favore dei padroni di casa, proprio Aaron Rodgers ha ribadito che, a livello di puro talento, è probabilmente fra i top 3 di ogni epoca (scegliete voi gli altri due!): la perla con cui ha imbeccato Cook per il guadagno da 36 yards a cinque secondi dalla fine (che ha propiziato il field goal della vittoria di Mason Crosby) è un gioiello di rara bellezza destinato ad entrare nella storia dei playoff NFL. Dal lato Cowboys ci limitiamo a registrare questi tre dati in particolare: Prescott (24 su 38 per 302 yards 3 td e 1 intercetto), Elliott (22 portate per 125 yards), Bryant (9 ricezioni per 132 yards e 2 td). E’ incredibile pensare come, con una tripletta del genere, i Cowboys abbiano perso questa partita: purtroppo per gli aficionados texani la difesa di coach Jason Garrett non è quasi mai riuscita a limitare il talento di Rodgers che, pur senza il suo miglior ricevitore (Jordy Nelson in panchina con tre costole fratturate), ha fatto il bello e il cattivo tempo per quasi tutta la partita. Nel mio piccolo ho notato alcune scelte improvvide nelle giocate dell’ultimo drive dei texani.
Con la linea difensiva dei Packers in piena sofferenza contro le corse di Elliott, l’attacco di Dallas ha scelto di tentare, in un paio di occasioni, alcune giocate sul profondo (risultate incomplete) che non hanno portato frutti. Una differente scelta nei play offensivi avrebbe consentito ai Cowboys di tentare la via del touchdown decisivo (invece del field goal del pareggio) o, quantomeno, di mangiare più tempo sul cronometro evitando di riconsegnare l’ovale a Rodgers con oltre quaranta secondi e due preziosissimi time out. Quaranta secondi che nelle mani di Rodgers sono (e si sono rivelati essere) un’eternità

Atlanta Falcons – Seattle Seahawks 36-20

Come per Houston contro New England, così i Seattle Seahawks dovevano sperare in una partita dal punteggio basso per poter emergere contro Atlanta. L’idea era quella di imbrigliare il più possibile Matt Ryan & Co, rimanere in partita fino al quarto quarto e sfruttare, in caso, la maggiore esperienza nei playoff. E il piano sembra funzionare per metà partita: nel primo quarto Russell Wilson trova Jimmy Graham per il td del vantaggio di Seattle e la solida difesa degli ‘Hawks rintuzza gli attacchi dei Falcons che trovano la via della meta solo una volta con Julio Jones ad inizio secondo quarto. Il problema di Seattle è che, dopo la fiammata del primo drive e il relativo vantaggio, l’attacco dei Seahawks si inceppa e, complice un running game assente (come si sente la mancanza di un certo #22), Russell Wilson non riesce a far girare la macchina verde-blu come vorrebbe. Messa sotto costante pressione dal proprio attacco, anche la difesa di Sherman&C comincia a cedere e Matt Ryan può salire in cattedra facendo andare il motore dell’attacco dei Falcons a pieni giri.
Il touchdown con cui Coleman fissa il punteggio sul 19-10 a fine secondo quarto rappresenta l’inizio della fuga dei padroni di casa che, nella seconda metà di gara, non si guardano più indietro controllando agevolmente la partita. I riflettori sono ora puntati sul NFC Championship di domenica prossima fra Falcons e Packers, dove ci aspettiamo scintille fra i due leader Matt Ryan e Aaron Rodgers.
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BRACKET

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Fabio G

Fabio G

Anconetano doc, seguo da anni gli Sport Americani e la NFL in particolare, con un occhio di riguardo per i Detroit Lions. Da poco collaboro con NBA-Evolution come redattore per la sezione NFL. Nickname: Fabio G

  • Loco Dice

    Altro che blue monday.
    Volevo scrivere qualcosa, ma appena vedo una maglia verde e gialla con il numero 12 torna la disperazione.
    Sigh :'(

  • Lui FENOMENO
    Ma Dallas gli ha lasciato troppo tempo per l’ultimo drive