NFL Playoffs 2017: Recap dei Championship!

La tavola è apparecchiata, domenica 5 febbraio all’NRG Stadium di Houston gli Atlanta Falcons e i New England Patriots si contenderanno il 51° Super Bowl, entrambi vincenti di autorità contro Aaron Rodgers e contro gli Steelers.

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New England Patriots – Pittsburgh Steelers 36-17

La notizia del pre-gara è legata all’assenza del wide receiver Michael Floyd fra i Patriots ma, soprattutto, l’allarme anti-incendio che tira giù dal letto i giocatori dei Pittsburgh Steelers alle 3 del mattino (allarme attivato da un venticinquenne del luogo). Al di là di questa “nota di colore” la partita inizia subito bene per i padroni di casa: Tom Brady coinvolge in particolare il wide receiver Chris Hogan che, in modalità “uomo invisibile”, appare e riappare a piacimento dietro le secondarie degli Steelers siglando i due touchdown (il secondo dopo uno spettacolare flea-flicker) e dando il vantaggio per 17-9 a fine primo tempo. Proprio a fine del secondo quarto un td del tight end degli Steelers viene correttamente annullato (la palla non varca la linea immaginaria della End-Zone): con tre possibilità per segnare dalla linea della 1 yard, Pittsburgh si schianta contro la linea di New England che, con questo goal line stand, costringe Roethlisberger ad accontentarsi di un semplice field goal (quello del 17-9).
Nella seconda metà della contesa non c’è più partita. Gli Steelers si sgonfiano definitivamente e i sedici punti messi a tabellone da New England rendono una passerella l’ultima frazione di gioco.
A parziale scusante degli ospiti rimane l’infortunio di Le’Veon Bell che si infortuna all’inguine nel primo quarto e, dopo uno snap di prova, non mette più piede in campo.  Detto questo va rimarcato l’atteggiamento poco aggressivo della squadra di coach Tomlin: se nelle scorse partite avevamo ammirato un reparto coeso e degno della tradizione “Steelers” in materia, questa volta James Harrison&Co sono apparsi quantomeno spaesati. Pur controllando bene il gioco di corsa degli avversari, Pittsburgh non è riuscita a risolvere l’enigma dell’attacco aereo dei padroni di casa. Brady (32 su 42 per 384 yards e 3 touchdown) ha trovato costantemente i propri ricevitori dando l’impressione di poter fare a pezzi le secondarie avversarie in mille maniere diverse e con una semplicità stupefacente.
Quello che stupisce chi vi scrive è la capacità del coaching staff (e dello stesso #12) di far rendere al massimo anche quei WR che, nomi e numeri alla mano, non avrebbero quasi diritto di cittadinanza in NFL ma che, inseriti nel contesto del programma Patriots, diventano delle armi micidiali. Se gli Steelers perdono il terzo AFC Championships di questo secolo contro i Patriots e in Pennsylvania cominciano i processi a coach Tomlin, New England conquista invece la nona partecipazione ad un Superbowl. All’orizzonte si profila, per Brady & Belichick, la possibilità di vincere il quinto anello: ad attenderli, a Houston, ci saranno gli Atlanta Falcons di Matt Ryan e, neanche a dirlo, i pronostici pendono tutti dalla parte del team del Massachussets.
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Atlanta Falcons – Green Bay Packers 44-21

La contesa fra i due candidati MVP di quest’anno, Matt Ryan e Aaron Rodgers, si annuncia come uno splendido spot per il Football NFL e gli occhi di tutti gli appassionati della palla ovale sono rivolti al Georgia Dome di Atlanta. L’inizio partita sembra avvalorare la tesi di una partita in cui gli attacchi faranno la parte del leone ma la sostanziale differenza è l’esito dei primi drive: Atlanta mette subito dieci punti sul tabellone mentre Green Bay rimane a 0 “grazie” ad un comodo field goal mancato da Mason Crosby (che ferma a 23 la sua stricia-record-NFL di field goal realizzati nei playoff) e ad un fumble di Ripkowski. Proprio questa seconda azione (il running back dei giallo-verdi si fa strappare l’ovale a tre yards dalla linea di meta) gettano subito un’ombra inquietante sui Green Bay Packers che, accusando il colpo delle occasioni mancate, vengono costantemente infilati dall’attacco guidato da Matt Ryan (27 su 38 per 392 yards 4 TD e 1 TD su corsa) e da uno straordinario Julio Jones. Proprio l’ex Alabama si rende protagonista di giocate da vero campione: la ricezione con cui, a pochi secondi dall’intervallo, porta avanti Atlanta 24-0 è un gioiello di tecnica e abilità che segna definitivamente la partita.
Nella seconda parte di gara i padroni di casa controllano sostanzialmente il gioco badando a non farsi male da tutti i punti di vista.
E i Packers?
Abbiamo detto delle occasioni sciupate ma tutto ciò non basta per descrivere una squadra completamente in balia degli eventi a livello difensivo: a metà partita Atlanta ha già eseguito oltre quindici giocate da oltre 10 yards e complicare le cose per il team di coach McCarthy ci si mettono gli ennesimi infortuni (questa volta vanno giù il RB Montgomery, la Safety Hyde e due uomini di linea offensiva); infortuni che, in retrospettiva, hanno caratterizzato tutte le ultime stagioni dei Packers. Offensivemente Rodgers è incapace di costruire solidi drive e l’ex Cal trova qualche lampo dei suoi solo a partita sostanzialmente chiusa (il 44-21 di fine partita è quasi generoso nei confronti degli ospiti). Atlanta vola al secondo Superbowl della sua storia (il primo fu perso dai Falcons nel 1999 contro i Denver Broncos di John Elway) e celebra degnamente l’ultima partita di sempre nello storico Georgia Dome.
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Fabio G

Fabio G

Anconetano doc, seguo da anni gli Sport Americani e la NFL in particolare, con un occhio di riguardo per i Detroit Lions. Da poco collaboro con NBA-Evolution come redattore per la sezione NFL. Nickname: Fabio G