Evolution Power Ranking (Gennaio 2017)

Mentre Cleveland crolla al sesto posto (mai così in basso da quando viene pubblicato questo Power Ranking), Toronto al decimo e i Warriors si issano al primo posto, troviamo terzi i sorprendenti Wizards della “House of Guards” protagonisti di un mese davvero strabiliante. Risalgono prepotentemente la china Atlanta, Miami e Philadelphia, guidate rispettivamente da Millsap, Waiters ed Embiid. Chicago ancora alla ricerca della sua identità, fanalino di coda Brooklyn.

POWER RANKING

1) Golden State Warriors (41-7) +1
Ad un certo punto (dopo esser stati anche 15esimi per efficienza difensiva) sono diventati primi in efficienza sia offensiva che difensiva, doppietta pazzesca che non capitava dai tempi dei Bulls della seconda era Jordan, ovvero 95’-96’, primo atto del “Repeat the Three-Peat”. Stanno viaggiando a gonfie vele nonostante qualche intoppo “umano”, vedi il KO sulla sirena a Miami per mano di Waiters. Convincente la vittoria contro i Cavs mentre contro i Clippers hanno messo a segno la quarta vittoria stagionale con oltre 40 punti di scarto: record di Lega pareggiato, e mancano ancora 35 match…

2) San Antonio Spurs (36-11) +1 
4-0 in trasferta contro Cavaliers, Warriors e Rockets. Il resto dell’Nba? 13-72. Così, tanto per capire in realtà il potenziale che cela sotto i fari puntati quasi sempre esclusivamente sulle squadre di Lebron James e Steph Curry. Leonard , complice anche il KO di Gasol, è sempre andato oltre il trentello in 6 delle ultime 8 giocate, non riuscendo però ad avvicinare il record di Gervin (10 in fila). Avranno un solo partecipante all’ASG, e proprio senza i riflettori puntati addosso a Popovich piace stare.

3) Washington Wizards (27-20) +13
Ma che mese hanno giocato i capitolini?? Dopo aver rimediato due KO in Texas hanno inanellato 11 vittorie in 13 gare, tornando prepotentemente in corsa per le posizioni alte ad Est. L’alchimia sul parquet tra Beal e Wall è cresciuta così come l’apporto fondamentale di due elementi sottovalutati spesso quali Porter e Markieff Morris. Peccato che la panchina non porti tanta qualità e non ci sia una vera riserva a Gortat (Mahinmi KO).

4) Houston Rockets (35-16) =
I ragazzi con D’Antoni si divertono e si vede. Il “Barba” si giocherà l’MVP probabilmente contro Westbrook e basta mentre il terzo posto ad Ovest è saldamente nelle loro mani. Sono esperti, devono riuscire a fare quel salto di qualità che ancora forse non si è visto. Nel dubbio su quale sia la loro tendenza, hanno 4 giocatori (Ariza, Harden, Gordon e Anderson) tra i primi 10 in termini di tiri da tre realizzati. E Gordon ora in lizza per il premio di sesto uomo dell’anno.

5) Boston Celtics (30-18) +2
A me personalmente piaceva già dai tempi dove partiva dalla panchina in quella franchigia pazza chiamata Sacramento, quando scoprii quel piccoletto che senza paura si buttava in area in mezzo a gente alta minimo 30cm più di lui. Ora è uno dei miei idoli assoluti in questa NBA. Sì sto ovviamente parlando di Isaiah Thomas, il ragazzo da cui passano la maggior parte delle gioie (e dei dolori se non gira) per i ragazzi di Stevens. Mese pazzesco il suo: 32.9 punti di media (come Bird nell’aprile 1987 e Pierce nel Febbraio 2006) e secondo posto ad Est conquistato ai danni di Toronto. E se parlassimo di MVP? Utopia..ma quanto sarebbe nostalgia purissima…

6) Cleveland Cavaliers (32-15) -5
Prima volta dal 2007 che chiudono un mese con un passivo negativo..diciamo che se la sono presa comoda in questo inizio 2016, con ben 9 KO (tre in casa) di cui 2 evitabilissimi in volata contro Pelicans e Sacramento Kings all’overtime. Da Atlanta è arrivato il tiratore purissimo Kyle Korver per rimpiazzare l’infortunato JR ma il Re ha tuonato un leggero “We need a Fuckin’ playmaker”: sondati Rondo e Lawson. Efficienza difensiva calata vertiginosamente: l’ultima squadra che vinse l’anello con una difesa non proprio impenetrabile? I Lakers di Kobe e Shaq ad inizio secolo.

7) Atlanta Hawks (28-20) +8
Inizio e fine mese con due vittorie di prestigio: la prima contro gli Spurs e l’ultima al termine di un memorabile quarto overtime contro i Knicks, con Millsap in campo 60’ (37+19) e troppo importante nell’economia della squadra di Budenholzer: senza l’ex Jazz la percentuale di vittorie cala vertiginosamente.

8) Memphis Grizzlies (29-21) -2
Mese fatto di alti e bassi per i Grizzlies che comunque sono saldamente proiettati verso la post season. Gasol festeggia con la terza nomination all’ASG (supera Z-Bo fermo a due), mentre a Conley resterà ancora a casa, consolandosi con il career high da 38 punti ai danni dei Suns.

9) Utah Jazz (30-19) -1 
Con Antetokounmpo dei Bucks selezionato nel quintetto base dell’ASG, la bandiera nera passa nelle loro mani: infatti è dai tempi di Karl Malone nel 1998 che nessun Jazz viene scelto come titolare alla parata delle stelle. Sul parquet invece le cose vanno benone: la squadra cresce e come normale incappa ancora in qualche serie negativa ma il processo non si ferma e a meno di clamorose catastrofi potranno fare ulteriore esperienza in postseason.

10) Toronto Raptors (29-19) -5
Falliscono l’aggancio alla vetta non approfittandone per nulla del disastroso gennaio di James&co., anzi, si fanno superare dai Celtics lanciatissimi. Peccato perché Lowry sta mettendo insieme prestazioni via via più convincenti e DeRozan è tornato presto dall’infortunio che lo ha costretto ai box.

11) Indiana Pacers (25-22) +3
Passa tutto dalle mani di PG13, con lui in campo da 25 o più punti i Pacers sono 13-3 come “record”. Potranno impensierire qualcuno ad Est? In estate lo pensavamo in molti…aspettiamo.

12) Oklahoma City Thunder (28-20) -3 
Mese fatto di tante sconfitte, delle solite tante triple doppie di Westbrook, dei tanti “perché” (tipo Kanter che si spacca una mano tirando un pugno alla sedia). A febbraio giocheranno in casa 11 gare su 13, ci attende uno slancio definitivo verso l’alto sia per loro che per Angry Russ verso l’MVP?

13) Los Angeles Clippers (30-18) -3
Massacrati ancora una volta dagli infortuni: solo 26 gare su 48 giocate con il quintetto ideale e senza Chriss Paul in regia sono dolori. Jordan all’ASG ha lasciato un po’ tutti sorpresi ma adesso arrivano i dolori veri con 10 gare lontano da LA su 11. Riemergere o morire. 

14) Miami Heat (19-30) +12
Si sono improvvisamente rianimati con Dragic e Waiters sugli scudi (la ciliegina sulla torta di un inizio anno positivo è sicuramente la vittoria allo scadere con bomba di Waiters ai danni dei Warriors). Una striscia di 8 vittorie di fila (venivano da un 1-11) non si vedeva dal febbraio 2014, quando James e Wade erano ancora i fari della franchigia.

15) Denver Nuggets (21-25) +4
Hanno scoperto Jokic ed hanno imparato a volare. Al momento sono l’ottava forza ad Ovest e abbiamo sempre ribadito che se il Gallo avesse avuto tutti a disposizione se la sarebbe potuta giocare con tutti, visto che in Colorado il talento tra Barton, Chandler, Harris ecc. Se piazzano una striscia importante potrebbero sorprendere ancora.

16) Philadelphia 76ers (18-29) +12
Inusuale vederli in queste zone del ranking. Per i nostalgici della Brother Loving City è un bel vedere…ma restiamo in protesta perché non vedere Joele all’ASG è una bestemmia!

17) Milwaukee Bucks (21-26) -5 
Era dai tempi di Sidney Moncrief (1986, ovvero due ere abbondanti di basket fa) che un Bucks non partiva titolare all’ASG, ma questo Giannis se lo meritava tutto.

18) Minnesota Timberwolves (19-29) +7
Buzzer-beater di Wiggins contro Phoenix: mancava a Minnesota dai tempi di Luke Ridnour, ovvero dal febbraio 2012. Towns è il primo All Star dai tempi di un certo Kareem Abdul Jabbar (stagione 77-78) ad esser presente al weekend delle stelle con una media di 22+12 che non faticherà a mantenere fino a fine stagione. Come dite? E i playoff? La bagarre è apertissima ma credo ci siano squadre più attrezzate per quell’ottavo posto.

19) Charlotte Hornets (23-25) -8
Sconfitti 11 volte nelle ultime 15 e se la difesa gira sono gioie. Con gli avversari sotto i 100 punti il record è 15-1. Se si va oltre la tripla cifra 8-24. Insomma, una grana da risolvere per Clifford.

20) Chicago Bulls (24-25) -2
L’Est è soft, lo sappiamo tutti, e loro sono ampiamente in gioco perchè due talenti come Wade e Butler in casa non li hanno tutti. Ora sono attesi da sei trasferte di fila in cui dovranno difendersi dall’attacco delle tante pretendenti ai playoff.

21) Portland Trail Blazers (21-28) +1
Battono i Cavs, sembra la svolta, poi perdono le successive 4 in fila. Insomma, queste montagne russe rischiano di farli rimanere nel pantano dei medio bassi fondi. Riuscire a dare continuità alla scorsa stagione sarebbe bello e ancora non è detta l’ultima parola.

22) Detroit Pistons (21-27) -2
Ne vincono tre, ne perdono tre, ne vincono due, ne perdono due..continuo?

23) Sacramento Kings (19-29) -6
Boogie Cousins guida la franchigia per punti, rimbalzi ed assist (come del resto nelle rispettive fanno così Harden, RW e Giannis) ma senza Rudy Gay sembra difficile poter lottare fino alla fine per l’ottavo posto ad Ovest (dove chiunque è atteso da un probabilissimo massacro).

24) Dallas Mavericks (18-30) +3
Seth Curry catapultato a forza in quintetto (6-3 con questo accorgimento) perché Carlisle le prova tutte per risalire la china in un’annata che per ora ha riservato dolori, infortuni e poche gioie. Sussulti vincenti contro i Cavs (29esimo confronto Lebron-Dirk) e Spurs nel derby. 

25) New Orleans Hornets (19-29) -1 
Altra franchigia schizofrenica: prendono 143 punti dai Nets e poi in meno di una settimana battono Cavaliers e Spurs. Boh.

26) Phoenix Suns (15-33) +3
11 gare di fila sopra i 20 punti: numeri che non si vedevano dai tempi di Amar’e Stoudemire in Arizona. Devin Booker sarà il futuro della franchigia essendo uno dei migliori come Freshman i questa NBA assieme a Jokic, Towns ecc..

27) New York Knicks (21-28) -14
Il Melo-dramma sembra non aver fine vista la sconfitta assurda dopo 4 overtime ad Atlanta. La soluzione è una sua partenza?  

28) Orlando Magic (19-31) -7 
Mese privo di gioie, alla prossima. 

29) Los Angeles Lakers (16-34) =
L’undicesimo anniversario degli 81 punti segnati da Kobe Bryant contro Toronto onorato dai gialloviola con la peggior sconfitta nella storia della franchigia (-49) con soli 73 punti di squadra messi a referto. Questo per far capire il terribile momento che continuano ad attraversare i ragazzi di coach Walton nonostante il promettente, e a questo punto illusorio, avvio di stagione.

30) Brooklyn Nets (9-39) =
Peggio dei gialloviola possono fare solo loro che in due mesi hanno racimolato solamente 4 vittorie. Hanno speso malissimo i soldoni negli anni precedenti e chissà fino a quando ne pagheranno le conseguenze.

N.S

N.S

Sangue Romagnolo ma cresciuto 19 anni a Como, si innamora della palla a spicchi nell’ormai preistorico 2001 (militando in squadra con FMB), al Pianella di Cantù per il derby contro i cugini varesotti. Tifoso Lakers, Packers e del Cesena calcio, venera Jason Williams, le IPA fortemente luppolate e la jersey viola dei Raptors di Damon Stoudamire. Nickname: N.S