Teodosic come Bodiroga, NBA anche no!

Se c’è un giocatore che molti vorrebbero giocare un giorno in NBA quello è il Playmaker del CSKA Mosca Milos Teodosic (29 anni), il serbo da anni illumina i parquet europei e internazionali quando chiamato a vestire l’uniforme del suo paese ma questo desiderio rimarrà incompiuto.

La scorsa estate, dopo i Giochi di Rio dove la Serbia onorevolmente conquistò l’argento contro gli Stati Uniti, i rumors sul futuro di Teodosic impazzarono con i Memphis Grizzlies unica squadra veramente interessata ma non se ne fece nulla anche perché, diciamocelo, Teodosic non ha bisogno di andare in NBA; gioca in quella che quest’anno e complessivamente da anni è la corazzata europea da battere, in Eurolega sono i campioni in carica e sicuramente saranno protagonisti alle Final Four di Istanbul, l’Europa è il suo parco giochi perché appartiene a questo mondo e, come il grande Dejan Bodiroga, per quanto le doti per giocare in NBA ci siano tutte (testa permettendo) preferisce restare nel basket nobile e vincere che rischiare di fare la fine di altri colleghi (vedi Navarro) bruciandosi un anno nei PRO a prendere botte e giocare pochi minuti.

Come dargli dorto? A dir la verità solo un Playmaker europeo poteva andare in USA e dire la sua e quello era Sarunas Jasikevicius che dal 2005 al 2007 vestì le uniformi di Indiana Pacers e Golden State Warriors, ma pure “Jazzy Cabbages” (come lo soprannominava coach Don Nelson) malgrado prestazioni convincenti e qualche magia preferì tornare in Europa vestendo la maglia del Panathinaikos vincendo 2 anni dopo l’Eurolega.

Poi c’è l’aspetto contrattuale, al CSKA percepisce €2,5 milioni e sarà Free-Agent questa estate, tutti gli indizi portano ad un oneroso rinnovo di contratto con la franchigia russa, si vocifera il più oneroso della storia, in NBA si era parlato massimo di un pluriennale da $3 milioni l’anno.

Poco male perché se l’NBA non ha potuto godere del talento prima di Bodiroga e poi di Teodosic, tra un anno alla prima scelta assoluta del Draft 2018 potrà godersi quella che oggi è la chimera del basket del vecchio continente, quel Luka Doncic che a soli 17 anni sta facendo impazzire tutti gli amanti della palla a spicchi e scomodando paragoni molto pesanti del passato.

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA.
Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12.

Nickname: F.M.B

  • Michael Philips

    Io ho sempre pensato che questo rifiuto di passare al livello più alto, legittimo per carità, sia una grossa pecca nella carriera di un giocatore, sopratutto di uno con un talento ridicolo come teodosic.
    Dominare in europa non sarà mai come farlo in NBA. Per questo considero i vari Gasol, Ginobili, Dirk, Parker lo stesso Gallinari molto più meritevoli.

    Petrovic andò via dall’europa perché non offriva più stimoli, era troppo dominante e voleva testare il suo talento.
    Sabonis in NBA ci è arrivato vecchio e rotto eppure ha fatto vedere che razza di fenomeno era. Nessun dubbio su di lui. Ha passato il test alla grande.

    Assieme a Bodiroga e Teodosic(e tanti altri) metto pure il Pelè bianco del basket: Oscar Schmidt. Fenomeno in europa ma senza “l’esame NBA” resta uno che ha dominate ad un livello più basso.

    Questa scelta di saltare a piè pari la NBA sa molto di “ho paura di non essere all’altezza e so di essere dominante solo qui in europa perché il livello è irrimediabilmente più basso”.

    Ora dico, Gallinari ha 15pts in carriera, Belinelli ha vinto un anello ed è un validissimo giocatore da anni ormai. Porzingis ci ha messo 2 mesi ad ambientarsi e Jokic sta dominando. Non credo che Bodiroga avrebbe avuto tanti problemi, ma il dubbio rimane proprio perché lui ha rifiutato di mettersi alla prova.

    Se gallinari fosse rimasto in europa fino ad oggi che tipo di percezione avremmo di lui? Quanto avrebbe vinto e dominanto considerato che stava diventado dominante già a 19 anni? Lo vedremmo come un semi-dio della FIBA, come si vede Bodiroga. Invece oggi non è così con danilo.

    Ho sempre paragonato queste scelte “a zero rischi” simili a quella che fece Pelè nei 60’s, rifiutandosi di giocare in europa e preferendo dominare un campionato ridicolo come quello brasiliano. Ha vinto 3 mondiali sì, ma con delle formazioni senza senso.

    Alla fine dietro queste scelte c’è quasi sempre questo jingle:
    https://www.youtube.com/watch?v=4FfQGKTp1KA

  • Jove

    A mio avviso hai ragione ma….ci sono tanti ma. In passato la differenza fra NBA ed Eurolega era sicuramente superiore (parlo per D.Petrovic), sia a livello economico che di talento. Poi bisogna considerare anche l’aspetto emotivo/mentale. Hai 29 anni, una vita dove sei visto come un Semi-Dio in Europa ed hai già dimostrato (vedi Nazionale) di poter giocare ad armi pari contro i “migliori” (Non è che non si sia mai confrontato col basket americano anzi…). Dovrebbe buttarsi in NBA, ripartire da zero (perchè al training camp partirebbe da zero), adeguarsi a ritmi totalmente diversi, magari in una squadra che non è nemmeno una contender…per dimostrare che può giocare da quelle parti? Vi gioca Rubio titolare in NBA. Abbiamo qualche dubbio che uno come Teo non possa giocare “bene” in NBA? Davvero abbiamo di questi dubbi? Bene, fugato questo dubbio, ma chi glielo fa fare? Gioca in una delle migliori squadre Europee che ha ben poco da invidiare all’80% delle squadre NBA per organizzazione, gioco e talento e stiamo a discutere sul fatto che uno come lui possa o meno giocare in NBA? Ripeto, non siamo più nel 92 quando fra il Dream Team ed il resto del mondo non esisteva confronto. Ora, se l’Europa non è in grado di battere gli USA è solo perchè il talento è suddiviso fra tanti piccoli staterelli. L’NBA è zeppa di buoni o meno buoni giocatori. Se ci giocano loro ci può giocare a mani basse anche Teo. Inoltre conosco un sacco di persone che non sono affascinate dall’idea di vivere un’esperienza negli States…potrebbe essere anche solo quello (vedi a suo tempo Danilovic, a Miami e ritorno perchè non piaceva la vita americana). 🙂

  • Michael Philips

    Il tuo ragionamento non fa una piega, sopratutto riguardo il fatto che a molti non vada proprio l’idea di vivere in america. Eppure rimangono i “ma”. Perché a livello teorico Teodosic non solo potrebbe giocare, ma visto il suo estro potrebbe anche trovarsi bene.

    Bodiroga credo non volesse perdere il suo status di fenomeno europeo il che ci riporta al mio discorso iniziale.
    Ci sono giocatori che hann impiegato anni a crearsi lo status di big e non hanno voglia di ricominciare, però il rifiuto di passare ai piani alti solo per “paura” di fallire mostra che forse il problema di fondo esiste eccome.

    Vedi uno come Spanoulis che ha dominato in europa e in america(anche per motive extra sportivi) ha mollato dopo un anno.
    C’è chi ha uno stile che magari si adatta male a quello NBA. Altri semplicemente anche se forti hanno zero capacità di adattarsi.

    Pure Dirk pareva una bufala nel suo anno da rookie. Poi ha macinato anno dopo anno.
    Ginobili poteva restare in europa e vincere anno dopo anno, conquistando MVP senza sosta, ma sapeva che fino a lì aveva dominato un campionato “inferiore”.

    Che poi oggi non è come 20 anni fa che chiunque arrivava dall’europa, anche se fortissimo veniva snobbato come l’ultimo degli stronzi. Vedi danilovic, rebraca, lo stesso petrovic. Kukoc arrivò ai bulls dopo aver vinto l’eurolega 3 volte(3 volte MVP del torneo) e in america lo trattarono come un coglionazzo al suo arrivo.

    Oggi gli europei(o i giocatori fiba in generale) sono molto più rispettati e non c’è più quell’idea che siano inferiori. Dirk, parker, i Gasol, Ginobili hanno aperto la mente a riguardo. Un Jokic che oggi sta facendo quello che vuole a soli 21 anni, nei 90’s avrebbe solo scaldato la panca, così a prescindere.

  • Teodosic è un giocatore formidabile dove sente che è valorizzato e coccolato, in un contesto dove è chiamato a dover dimostrare e giocarsi il ruolo con un Collison qualunque…conoscendolo, testa va via.

  • Michael Philips

    Ho sempre pensato lo stesso di un altro gigante europeo come Diamantidis.

    Pure in europa gli ego grossi come case ci sono e alcuni giocatori funzionano solo se sanno di essere pedine fondamentali per il proprio team (problema di tanti grandi NBA, tra tutti Iverson).

    Nocioni e Nando de Colo sono gli ultimi due MVP delle final four dell’eurolega. Insomma…se gallinari 9 anni fa fosse rimasto in europa sarebbe probabilmente diventato ingiocabile. E sì che pure danilo è uno che non nasconde di avere molta fiducia nei propri mezzi e via dicendo. Lui comunque si è buttato nella mischia perché voleva giocare contro i migliori.

    Sarò scemo ma nonostante tutto provo più ammirazione per questo tipo di approccio.

  • Jove

    Ripeto, siamo d’accordo. Poi non so a quei livelli cosa può girare nella loro testa, ogni giocatore è diverso. Qualcuno ha paura a fare il salto nonostante le capacità, qualcuno fa il salto anche se le capacità non le ha, qualcuno preferisce starsene qui dato che reputa il campionato NBA solo per pagliacci saltatori e qualcun’altro magari più semplicemente…si fa due conti in tasca e dice….non devo dimostrare nulla a nessuno e mi pagano molto più qui che non in US. Non possiamo saperlo. Gustiamoceli dove sono. Tanta gente sogna di vedere giocatori Europei in NBA…io sogno un giorno due leghe, con le stesse regole e stesso numero di squadre, una NBA ed una EuroLega con in palio il titolo definitivo oppure più semplicemente vorrei vedere una nazionale Europea giocare contro quella US e vedere chi davvero la potrebbe spuntare alla fine…ne vorrei di cose… 🙂
    Chiariamo, seguo l’NBA quanto l’Eurolega apprezzo entrambe ma c’è da dire che sono due mondi davvero distinti.

  • Michael Philips

    L’idea di una versione cestistica della comppa intercontinentale non sarebbe male.
    I campioni NBA uscenti e vincitori dell’Eurolega si affrontano in una serie al meglio delle 7 gare.
    Almeno avrebbe senso sentire e leggere il “world champions” che in america usano ogni volta che qualche team vince un campionato.

    I soliti megalomani.

  • low profile

    I paragoni con i giocatori del passato regge poco anche perchè negli anni 80 c’erano meno franchigie e di conseguenza il talento era meno diluito (bei tempi andati) tanto che le vecchie glorie americane venivano a svernare in europa, e tanti in Italia (ancora, i bei tempi andati) perchè a 33 anni lo stipendio da star europea era superiore a quello della presenza veterana in America. Oggi le vecchie glorie ci muoiono in nba e tanti giocatori europei non pagano su se stessi l’investimento. Il Chacho i soldi che prende a Phila se li sogna a Madrid.
    E poi c’è l’ovvia questione culturale. Anni fa se venivi dalla vecchia Europa non meritavi la minima considerazione. Oggi si è alla perenne ricerca della next best things d’oltre oceano.

    Per Teodosic (vieni a San Antonio cazzo!!lo sai che li ti apprezzeranno) per me vale una cosa che ancora oggi sta in piedi. Quella della super star di Eurolega..facci caso, tutti i fiba che dominano da 10 anni in nba nessuno era una stella europea. Chi ci è andato affermato ancora oggi fatica. Sarunas uno su tutti.
    Manu ginobili a parte ma lui è Manu Ginobili, unico vero eroe dei due mondi. Anche 3 se calcoliamo il mondo olimpico.
    Insomma, grande e immenso Milos…molla gli ormeggi e vieni a San Antonio!!

  • Michael Philips

    Sopratutto la differenza culturale, il “razzismo” americano che c’era contro qualsiasi cosa venisse dall’europa, del tipo “questi cazzo di slavi sanno giocare ma saranno sicuramente tutti mezzi soviet…” ha rovinato tanti giocatori super.
    Sui soldi, credo che sia petrovic che sabonis avessero più possibilità di far soldi in europa dato che erano degli dei ambulanti.

    Sulle star dell’eurolega che non sfondano in NBA, ma come non ricordi quanto è stato dominante Anthony Parker ai tempi dei cavs? (…).

    E comunque in effetti c’è un team che ha bisogno di un play e non sono gli spuoars.
    Teodosic allenato da Lue, dovendo sorbirsi tutta l’attenzione dei media vista la presenza del 23, lo vorrei vedere. Ma sopratutto vorrei vederlo dividere lo spogliatoio con dei gentleman di classe come jr smith, mcrae, shump.
    Sai che spettacolo?

  • low profile

    Lol
    Quando penso a un “fucking PG” penso proprio a Teo eheheheh

    Comunque è vero, escludendo i pionieri, negli ultimi 15 anni in cui tanti Fiba hanno fatto la differenza nessuno Manu escluso era un dominatore. Ma perchè si è iniziato ad andare in America da giovani. Il famoso cambio di cultura. A un certo punto si sono resi conto che a 20 anni un europeo sono 2/3 che gioca coi grandi e invece un americano alla stessa età solo contro i coetanei non professionisti. E ovviamente hanno capito che in Europa c’è gente che sa giocare a basket.
    Poi più franchigie e tutto il resto ed ecco spiegato perchè a Bodiroga non urgeva la nba e a uno come Teodosic invece sarebbe quasi da “rimozione forzata” verso l’altra parte dell’oceano. Se non lo fa è un pupone alla Totti

  • DrDre

    Non mischierei Pelè col basket europeo/nba, perché uno che domina la massima competizione calcistica a 17 anni ha già smesso di dimostrare qualunque cosa.

  • Michael Philips

    L’esempio di Pelè fuziona se pensi che quello lì lo hanno sempre accusato di essere rimasto ben lontano dal calcio che conta pur di vincere in brasile.

    Poi quella nazionale brasiliana era mostruosa capace di vincere anche con lui fuori infortunato.

  • DrDre

    Si un pó lo hanno accusato, i tifosi di Maradona più che altro, ma lui ha vinto e rivinto la massima competizione calcistica (mondiale) e anche un paio di Intercontinentali col Santos, quindi battendo le compagini europee. Mentre Teodosic o Bodiroga non è che hanno vinto l’equivalente cestistico del mondiale di calcio, che secondo me equivale a 2-3 anelli nba. Pelé ha avuto modo di sfidare gli europei nei palcoscenici più alti, cosa che i vari Teodosic Bodiroga o altri non hanno mai fatto con gli americani.

  • Michael Philips

    e ti farei notare che in finale contro il milan il santos vinse le due gare senza pelè e venne sconfitto 4-2 nell’unica con lui in campo, dove comunque “O Rei” segnò due goal.
    Era scarso il santos..

    Chiudo l’OT prima che ci mandino querele, ban e sicari sotto casa.

  • gasp

    Beh io la vedo molto semplicemente come una presa di coscienza e una scelta molto romantica:sai che di là non sarai mai dominante come in Europa, perché devo fare l’uomo di rotazione per qualche soldo in più? Meglio la “gloria”