Evolution Players Ranking (03/03/2017)

Dopo la lunga pausa pre e post All Star Game ritorna il nostro Evolution Players Ranking con interessanti novità. Intanto dall’Oklahoma uno a caso riconquista la vetta, dall’Ohio ci si avvicina al podio e c’è un’interessante nuova entrata. Nei rookie, causa stagione finita per Joelone nostro, si vola in testa dalla Croazia. Nel limbo resta Durant, che sarebbe al quinto posto ma, visto che non si conosce bene l’entità dell’infortunio, non comparirà nella classifica, in attesa di capire se e quando riuscirà a tornare

PLAYERS RANKING

1) Russell Westbrook (OKC) +1: Russell è ripartito a tripla doppia velocità dopo la pausa per l’All Star Game. E questo lo porta di slancio di nuovo in testa al nostro ranking. E adesso sta anche dimostrando raziocinio quando la palla scotta. Auguri a tutti. Statistiche: 31.2 punti, 10.6 rimbalzi, 10.3 assist.

2) James Harden (HOU) -1: Il barba ha deciso di prolungare per un paio di settimane il riposo post kermesse di New Orleans. Certo non è pensabile giocare un’intera stagione ai ritmi richiesti da coach D’Antoni, e questo ci sta. Ma riposarsi troppo potrebbe far perdere terreno dal #0. Statistiche: 28.8 punti, 8 rimbalzi, 11.3 assist.

3) Isaiah Thomas (BOS) =: Anche per lui una ripartenza un attimino sotto ai livelli a cui ci aveva abituato. Ma al PG dei Celtics basta pochissimo per riaccendersi, chiedere al Re, e questo potrebbe aiutarlo a scalare il podio. Statistiche: 29.6 punti, 2.7 rimbalzi, 6.2 assist.

4) LeBron James (CLE) +2: Gennaio ormai è un lontano ricordo, LeBron è tornato a giocare da James, smettendo di lamentarsi per la qualità del roster, visto anche che è stato accontentato. Ed i primi tre è bene che non decidano di rallentare perché più farà caldo più il Re alzerà le marce del motore. Statistiche: 25.7 punti, 7.9 rimbalzi, 8.9 assist ed il 54% dal campo

5) Kawhi Leonard (SAS) +3: Notevole balzo in avanti nel ranking del leader maximo degli Spurs, che non ha minimamente intenzione di rallentare. E adesso che ha scaldato il motore sui due lati del campo, può regalare ancora parecchie soddisfazioni. Statistiche: 25.9 punti, 5.9 rimbalzi, 3.3 assist, 1.8 recuperi.

6) John Wall (WAS) +3: Il PG dei Wizards sta probabilmente giocando la miglior stagione della sua carriera, dimostrando che la sua affermazione sull’essere il miglior play della lega non è così lontana dalla verità. Trascinatore di una delle squadre in questo momento più belle da vedere. Statistiche: 22.5 punti, 4.5 rimbalzi, 10.9 assist, 2 recuperi

7) Stephen Curry (GSW) -2: Stagione altalenante per l’MVP in carica. Di sicuro non sta cercando il 100% ogni sera come durante la scorsa stagione e questo lo si vede in campo. Anche se quando decide di giocare fa vedere sempre di essere Steph. Statistiche: 24.8 punti, 4.2 rimbalzi, 6.6 assist, 1.8 recuperi

8) Anthony Davis (N.O.) -1: Quante cose sono successe al #23 in maglia Pelicans? L’MVP dell’All Star Game vinto, la trade che ha portato in dote un interessante vicino di reparto, ma anche l’idea che la soluzione del rebus non sia così vicina. Ed il gioco di Davis ne risente, mancando in continuità. C’è bisogno di idee a New Orleans. Statistiche: 28.2 punti, 11.8 rimbalzi, 2.2 assist, 2.4 stoppate, tirando con oltre il 50% dal campo.

9) Karl-Anthony Towns (MIN) N.E.: New entry meritatissima per il lungo dei Wolves che sta giocando in maniera incredibile dall’inizio della stagione e adesso si è messo in testa l’idea di poter portare Minnesota alla post season. Attenzione ai progressi in corso d’opera di questo ragazzo. Statistiche: 24 punti, 12.2 rimbalzi, 2.9 assist e quasi il 53% dal campo.

10) Giannis Antetokounmpo (MIL) =: Resta nei dieci per la vicenda Durant ma indubbiamente è in fase calante. Troppe prestazioni, ultimamente, sotto il suo livello di gioco che non fanno pensare bene soprattutto per il futuro dei Bucks in ottica lotta per i playoff. Si attendono tempi migliori. Statistiche: 23.2 punti, 8.7 rimbalzi, 5.4 assist, 1.7 recuperi, 1.9 stoppate.

ROOKIE RANKING

1) Dario Saric (PHI) +2: In contumacia Embiid* la leadership di questa classifica passa al suo compagno nei Sixers. Che comunque sta giocando una signora stagione, non soffrendo minimamente la promozione nel quintetto. Quando tutte le pedine della scacchiera saranno, finalmente, a posto, il croato, oltretutto, non potrà che migliorare. Statistiche: 11.3 punti, 6.2 rimbalzi, 1.9 assist.

2) Malcolm Brogdon (MIL) =: Ci vorrebbero più Brogdon nel roster Bucks in questo momento. E nella difficoltà il rookie sta dimostrando ulteriormente il suo valore, facendo vedere che bella scelta sia stata fatta. Starting five pare brutto caro Jason? Statistiche: 9.8 punti, 2.6 rimbalzi, 4.2 assist.

3) Willy Hernangomez (NYK) +1: Si è conquistato il quintetto per l’infortunio di Noah, ma avrebbe dovuto/potuto riuscirci comunque, e sta facendo vedere di avere voglia e talento per non sfigurare anche da questa parte dell’Oceano. Potendo anche crescere ancora, ed avendo la faccia giusta per farlo. Statistiche: 6.8 punti, 6.1 rimbalzi, 1.1 assist, tirando con il 54.3% dal campo.

4) Brandon Ingram (LAL) +1: Ha conquistato lo starting five e sta cercando di dare continuità al proprio gioco, ma non è facile, visto il lavoro, tanto, che c’è da fare e la franchigia in caduta liberissima. Di sicuro qualcosina inizia a muoversi, specie alla voce voglia. Statistiche: 8.2 punti, 4 rimbalzi, 2 assist.

5) Buddy Hield (SAC) N.E.: Rientro per il rookie finito a Sacramento nella trade che ha coinvolto Cousins. Ai Kings ha trovato più spazio e sembra anche una migliore situazione tecnica per esaltare le sue caratteristiche. Oltretutto piace tantissimo a coach e proprietà, che è sempre una bella cosa. Statistiche: 8.9 punti, 2.9 rimbalzi, 1.3 assist.

*Embiid in questa stagione ha disputato solo 31 partite quindi non è eleggibile per il Rookie Of The Year

Arrivederci alla prossima puntata.

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70

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