Evolution Power Ranking (Marzo 2017)

In cima al nostro ranking troviamo sempre i Warriors, che hanno reagito alla grande dopo il KO di Durant e l’aggancio per mano di San Antonio. Dietro salgono la china i super Celtics, primi ad Est, mentre Cleveland sprofonda al 6° posto dopo un mese con più ombre che luci. Prepotente risalita di Portland (10°) in zona Playoffs, collasso di Atlanta mentre come fanalino di coda troviamo i Lakers e non più Brooklyn.  

POWER RANKING

1) Golden State Warriors (63-14) =
Senza KD dovevano presentarsi tempi duri nella Baia, invece i ragazzi di Kerr hanno dimostrato di avere eccome gli attributi, riprendendosi il trono ad Ovest ai danni di San Antonio a suon di triple con Curry e Thompson e anche con il sempre presente Andre Iguodala. A meno di stravolgimenti, troveranno una carichissima Portland al primo turno, per cui il test sarà subito importante. E comunque Durant dovrebbe tornare entro un paio di settimane…

2) San Antonio Spurs (59-17) +1
Con le due sconfitte interne per mano di Portland e Golden State hanno vanificato le possibilità di avere il fattore campo a proprio favore nei PO. La paura di avere fuori Aldridge a tempo indeterminato fortunatamente è passata e anzi, i numeri promettono meglio di prima. Con un Leonard così poi (se non ci fosse il marziano con il numero 0, sarebbe MVP) tutto è possibile in Texas. 

3) Boston Celtics (50-27) +3
Primo posto agguantato ad Est e un’alta possibilità di rimanere in cima fino all fine della Regular Season. Oltre al solito Thomas, determinante a marzo l’apporto di Al Horford (quasi 60% dal campo nelle vittorie) che guardacaso era a riposo nelle uniche due sconfitte durante il mese passato. Forse hanno qualcosa in meno in termini di profondità malizia e talento generale rispetto ai Cavs, ma non mollano mai e si prospettano finalmente dei Playoffs interessanti anche in questo alto del tabellone.

4) Houston Rockets (52-25) +1
D’Antoni ha trovato terreno fertile per il suo verbo cestistico e Harden è andato a nozza con la pallacanestro dell’ex Playmaker di Milano. Medie dalla distanza impressionanti, corsa e talento, ma anche giri a vuoto (vedi i due KO con GSW) che potrebbe esser visti come brutte avvisaglie in vista delle gare più dure che li attendono. Mi spiace per il barba, ma con un Westbrook così, credo sia impossibile che l’MVP non arrivi in quel di Oklahoma City…

5) Toronto Raptors (47-30) +2  
Per qualche settimana abbiamo anche pensato che potessero ambire al ruolo di seconda forza all’Est (forse sarebbe stato troppo) così nel dubbio han deciso di perdere 5 delle ultime sette gare away (nonostante la bella vittoria a Cleveland) tornando dietro ai Raptors.  
 
6) Cleveland Cavaliers (49-27) -4
Solo due squadre in Nba (Hawks nel 1957-58 e Celtics nel 1968-69) hanno chiuso con un record negativo dopo l’All Star Game. Ecco, oltre a recuperare il primo posto ad Est, ci sarebbe da non entrare in questa poco onorevole classifica. Lebron si è issato al 7° posto come scorer all time passando Shaq, ma stenta ancora l’impatto di Korver (19-17 con lui da gennaio). Ma sappiamo che ai PO la storia cambia, eccome se cambia. 

7) Washington Wizards (46-31) -3
Capitolo Beal: 23 punti di media e 40% dall’arco. Gli unici con questi numeri alla sua età? KD e Vince Carter. Capitolo Wall: 5 doppie-doppie nelle ultime uscite di marzo. Capitolo Wizards: se dovessero arrivare altre 4 vittorie chiuderebbe con 50 successi, numeri che nella Capitale non si registrano dal 1978-79, quando gli allora Bullets persero la Finale contro i Sonics (SIGH! scusate ma mi viene spontaneo quando scrivo di Seattle). 

8) Utah Jazz (47-30) =
Si sono un po’ adagiati sugli allori, anche se dietro Clippers e Memphis non sembrano approfittarne. La battaglia in postseason coi Clippers si preannuncia spumeggiante. Hayward e Gobert sono on fire.

9) Oklahoma City Thunder (43-33) +1
Probabilmente, anzi quasi certamente, non alzeranno alcun trofeo. Ma lasciateci godere di un talento disumano come Westbrook che da solo (DA SOLO!) sta portando una franchigia ai playoff ad Ovest. 4o triple doppie (-1 da Robertson!) sono qualcosa di impensabile in questa NBA, da fantascienza, e anche se tira mille tiri a match, non si tira mai indietro. MVP facile.  

10) Portland Trail Blazers (38-38) +12
Che rimonta questi Blazers!! Impensabile fino a poche settimane fa. Lillard con 8 gare sopra i 30 punti ha guidato una serie di successi che salvano la stagione in Oregon dopo che forse troppo presto avevamo parlato di fallimento. Denver non è ancora spacciata, ma battendoli hanno destino nelle loro mani.  

11) Milwaukee Bucks (40-37) +8
L
a quinta posizione ad Est non è un miraggio dopo il tracollo di Atlanta e i numeri sembrano essere dalla loro parte dopo il bel record di 4-2 nelle sei trasferte ad ovest. Emozionante il duello tra Antetokounmpo e Jokic per il MIP. Noi propendiamo per il greco.

12) Miami Heat (37-40) =
La grande rimonta non è ancora finita. Gli ultimi stop (forse un po’ di fatica) hanno rimesso tutto in discussione e ci sarà da lottare fino alla fine con Bulls, Charlotte e Pacers.

13) Memphis Grizzlies (42-35) -2
Vero, sono un po’ calati nel mese di marzo ma zitti zitti anche con la tegola Parsons hanno agguantato la postseason anche questa stagione. Sono una costante che con un talento in più nel roster potrebbe fare faville. Ricordiamo, gli unici con 4 vittorie ai danni di Warriors e Spurs (due e due). Al primo turno si prospetta gli Spurs. Il che vuol dire sfida tra fratelli! 

14) Los Angeles Clippers (47-31) -6
Per qualificare il loro mese di marzo basta un dato: contro i Kings che palesemente tankano, hanno perso con un vantaggio di 18 punti negli ultimi 5′. Evento accaduto una volta nelle ultime 20 stagioni. UNA. Simply Clippers. 

15) Chicago Bulls (38-39) -1
Butler (leader senza Wade) che si fa il mazzo per 5 giocatori è da libro cuore, Qualcuno gli trovi una squadra che valga di più che un 7-8 posto se non addirittura una vacanza anticipata. 

16) Indiana Pacers (37-40) -1 
Alternano quasi sempre un successo ad una sconfitta ma l’ultimo record di 2-7 li ha riportati ad un passo dal baratro nonostante i numeri da campione di Paul George e la conferma di Turner. 

17) Denver Nuggets (36-40) -1
Non si danno ancora per vinti (bella vittoria contro i Cavs) ma il KO contro Portland pesa tanto. Sarebbe una beffa perdere i playoff a pochi metri dal traguardo. I 28 quintetti di partenza diversi in stagione però sono sintomo che nel roster qualcosina è da mettere a posto (infortuni a parte). 

18) Charlotte Hornets (36-41) +5
Miami e Bulls e sono staccati di 2 gare da loro. Manca dal triennio 2000-02 un secondo approccio ai playoff consecutivo e il calendario è durissimo (vs Washington e Boston e scontri diretti con Miami e Atlanta) ma il successo di stanotte contro OKC ridona fiducia.

19) Atlanta Hawks (39-38) -6
Tracollo. Hanno cambiato pedine ma i fasti di due anni fa sono lontani anni e anni luce. Dipendono troppo dal solo talento di Millsap, e ai playoffs questa cosa la pagheranno. Howard ormai è un ex giocatore. 

20) Dallas Mavericks (32-44) -3  
Prima stagione dall’anno da rookie di Nowitzki che si chiude con numeri in negativo. Annata nata male e proseguita peggio, con un risveglio tardivo ma mai concreto. Si godono la rivelazione Seth Curry da quando Carlisle lo ha buttato in quintetto. 

21) New Orleans Pelicans (33-44) =
Senza Cousins le cose vanno meglio. Lo dicono i numeri: per Davis e per la squadra. Con Cugino ancora non si riesce a convivere. Hanno tempo per lavorarci ma la domanda è: troveranno mai una soluzione? La vedo durissima. 

22) Detroit Pistons (35-42) -4
Quel record di 2-8 col quale hanno chiuso marzo ha vanificato ogni speranza di accesso alla post season.  

23) Brooklyn Nets (18-59) +7
Una volta fuori dai giochi hanno iniziato a vincere qualche partita sulle ali di Lopez. Chi li capisce è bravo. 

24) Minnesota Timberwolves (30-45) -4 
Nemmeno la cura Thibodeau ha funzionato al Nord e ormai sono 13 le stagioni senza Playoffs. 

25) Sacramento Kings (30-47) -1
Con il nuovo assetto da “largo ai giovani” han provato a giocare il tutto per tutto per un improbabile ottavo posto. Potrebbero crescere bene.

26) Orlando Magic (27-50) =
Nota: Elfrid Payton giocatore più giovane dai tempi di Lebron (2007) a mettere a segno quattro triple doppie in un mesetto di gioco. Arrivederci. 

27) Philadelphia 76ers (28-49) -2
Con Embiid probabilmente fuori dai giochi, Dario Saric emerge per il ROY. Chissà..

28) New York Knicks (29-48) -1
Come avevamo scritto mesi fa, lotta per i playoff finita nel nuovo anno. Nuova tegola Rose, ci sarà da rimescolare le carte in estate. 

29) Phoenix Suns (22-56) -1
Tolti i 70 punti di uno strepitoso talento quale è Devin Booker, fine stagione senza gioie a giocarsi l’ultimo posto contro i Lakers. 

30) Los Angeles Lakers (22-55) -1
Che dire su questa stagione dei gialloviola, la prima senza il Mamba: dopo un avvio promettente sono emersi problemi strutturali, la leadership ancora deve emergere e si spera in tempi migliori con Magic al lavoro. 

N.S

N.S

Sangue Romagnolo ma cresciuto 19 anni a Como, si innamora della palla a spicchi nell’ormai preistorico 2001 (militando in squadra con FMB), al Pianella di Cantù per il derby contro i cugini varesotti.
Tifoso Lakers, Packers e del Cesena calcio, venera Jason Williams, le IPA fortemente luppolate e la jersey viola dei Raptors di Damon Stoudamire.

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