Evolution Players Ranking 14/04/2017

Eccoci arrivati all’ultima puntata del nostro Evolution Players Ranking. Abbiamo avuto la fortuna di poter fare questa classifica settimanale durante una regular season che può essere definita storica per più di un motivo, che va oltre alle mere statistiche migliorate ed ai record battuti ed eguagliati. Alla fine i numeri premiano chi è stato più costante durante tutti questi mesi, chi ha sempre giocato dando il massimo, ottenendo risultati personali e di squadra vincenti. E come in tutti gli awards che si rispettano andiamo con la fatidica frase “and the winner is…” LaLa Land…….ah no mi hanno dato la busta sbagliata……(cit.)

PLAYERS RANKING

🏆Russell Westbrook (OKC) =: Verrebbe da dire che aveva già vinto da un po’, anche se quello di Houston ha provato ad insidiarlo fino a stanotte. Ma Russell ha fatto la storia sotto ogni aspetto, dimostrando ai colleghi che si, si può giocare una regular season ad alti livelli sempre. Any given night. Chapeau Russell e grazie di tutto quello che hai fatto. Statistiche finali: 31.6 punti, 10.7 rimbalzi, 10.4 assist, 1.6 recuperi.

James Harden (HOU) =: Come abbiamo detto ha provato fino all’ultima tripla doppia, ed ha giocato la miglior stagione della sua carriera, profeta del basket D’Antoniano come nessun altro. Ha dimostrato di essere un signor attaccante, e non c’era alcun dubbio, ma che quando si mette al servizio dei compagni può farli crescere e diventare vincenti. Ai playoff ne vedremo delle belle. Statistiche finali: 29.1 punti, 8.1 rimbalzi, 11.2 assist.

Isaiah Thomas (BOS) +1: Riconquista il podio grazie al rush finale con cui ha consentito ai suoi Celtics di conquistare la #1 ad est. Ha giocato una stagione regolare in maniera entusiasmante, anche lui dando sempre il 100% ogni notte, ed ha avuto ragione lui. Certo quando farà caldo qualcuno dall’Ohio ha fatto capire che le cose potrebbero cambiare, ma Thomas non è da sottovalutare. Statistiche finali: 28.9 punti, 2.7 rimbalzi, 5.9 assist.

4) LeBron James (CLE) -1: fuori dal podio perché malgrado le discrete prestazioni del finale di stagione lui ed i suoi Cavs hanno buttato nel c….al vento la posizione #1 della Eastern. Una stagione troppo da alti e bassi per il re, poi vedi le statistiche e dici meno male, ma lui potrebbe giocare come quello di Oklahoma City tutto l’anno….Statistiche finali: 26.4 punti, 8.6 rimbalzi, 8.7 assist.

5) Stephen Curry (GSW) +1: L’uomo di Akron #2 ha giocato il mese finale di regular season facendo salire i suoi numeri e le sue prestazioni in maniera esponenziale. Diciamo che entra nei playoff in condizioni psico fisiche diverse rispetto ad un anno fa. E le posizioni scalate nel nostro ranking sono li a testimoniarlo. Statistiche finali: 25.3 punti, 4.5 rimbalzi, 6.6 assist, 1.8 recuperi.

6) Kawhi Leonard (SAS) -1: Finale di stagione Popovichiano per Leonard, che ne risente e paga in termini numerici e quindi di classifica finale del nostro ranking. Resta comunque una stagione giocata da leader assoluto in una franchigia su cui ci si chiedeva come avrebbe affrontato il dopo Duncan. Il futuro è adesso per gli Spurs. Statistiche finali: 25.5 punti, 5.8 rimbalzi, 3.5 assist, 1.8 recuperi.

7) John Wall (WAS) =: Peccato perché da un paio di settimane a questa parte lui ed i Wizards hanndo deciso di terminare in anticipo la Regular Season prendendosi una pausa, in parte meritata. Certo hanno perso un’occasione importante di arrivare più avanti nella classifica finale, ed anche Wall è sceso di intensità. Saprà ritrovarla da Pasqua in avanti? Per come ha giocato fino ad ora si direbbe di si. Statistiche finali: 23.1 punti, 4.2 rimbalzi, 10.7 assist, 2 recuperi.

8) Giannis Antetokounmpo (MIL) =: Ai Bucks si augurano che nella stagione da montagne russo del loro leader adesso rinizi la parte ascendente, dopo l’ennesima pausa. Di certo se fosse stato più continuo Milwaukee avrebbe sofferto meno e lui, con molte probabilità, sarebbe da primi cinque del nostro ranking, ma si sa che con i SE non si va da nessuna parte. Statistiche finali: 22.9 punti, 8.8 rimbalzi, 5.4 assist, 1.6 recuperi, 1.9 stoppate.

9) Jimmy Butler (CHI) =: Altro giocatore che ha trovato un gran bel momento per entrare in forma, e diventare continuo nelle sue giocate. Ha letteralmente trascinato i Bulls alla post season, e per come sta giocando potrebbe essere un serio problema per chi se lo/li ritrova al primo turno. Statistiche finali: 23.9 punti, 6.2 rimbalzi, 5.5 assist, 1.9 recuperi.

10) Karl-Anthony Towns (MIN) N.E: Il centro dei Wolves finisce la stagione meritatamente nei dieci del nostro ranking, avendo continuato a giocare bene anche a buoi, nel senso dei playoff, scappati. Come abbiamo già scritto una doppia doppia già segnata a sera, facendo vedere anche spazio per ulteriori miglioramenti. Il futuro dovrebbe essere suo. Statistiche finali: 25.1 punti, 12.3 rimbalzi, 2.7 assist.

ROOKIE RANKING

Nei rookie vince chiaramente e senza alcun dubbio il croato dei Sixers, assolutamente senza rivali. Certo la classe del 2016 ci lascia parecchio perplessi sul futuro di un sacco di pseudo talenti, ed alcuni brillanti finali di stagione non bastano a togliere i dubbi.

 🏆 Dario Saric (PHI) =: Abbastanza scontato il primo posto finale dopo l’abbandono per motivi fisici di Embiid. Nella stagione ancora un volta non esattamente positiva dei Sixers, ha brillato di luce propria, partendo lento e crescendo partita dopo partita. Sarà interessante vederlo l’anno prossimo. Statistiche finali: 12.8 punti, 6.3 rimbalzi, 2.2 assist

Malcolm Brogdon (MIL) =: Il migliore tra quelli usciti dal college nell’estate 2016. Fondamentale per la rinascita dei Bucks, capace di giocare un’ottima stagione, con l’intelligenza cestistica quasi da veterano. E adesso sotto con i playoff. Statistiche finali: 10.2 punti, 2.8 rimbalzi, 4.2 assist.

Willy Hernangomez (NYK) +1: Nella ennesima tragica stagione dei Knicks lo spagnolo ha brillato per continuità, voglia e capacità di stare in campo, chiudendo pure in crescendo. Progetto interessante che può tornare di grande utilità. Statistiche finali: 8.2 punti, 7 rimbalzi, 1.3 assist.

4) Buddy Hield (SAC) -1: Anche per lui buon finale di stagione, in una squadra che gli ha dato minuti importanti e palloni da giocare, sfruttando il suo indiscutibile talento offensivo. Deve solo essere più continuo e meno monotematico in attacco. Da rivalutare il prossimo anno. Statistiche finali: 10.6 punti, 3.3 rimbalzi, 1.5 assist

5) Marquese Chriss (PHO) =: Prospetto che ha dimostrato di valere lo starting five di una franchigia NBA, seppur giovane. Anche lui ci ha messo voglia e
continuità, cose da non sottovalutare, e che piacciono a coach e compagni. Statistiche finali: 9.2 punti, 4.2 rimbalzi.

Chiudiamo con due menzioni d’onore, per Kevin Durant e Joel Embiid, entrambi vittime di infortuni. Durant sarebbe sicuramente finito nei primi cinque per come stava giocando, Embiid non avrebbe avuto rivali tra i rookie ma purtroppo per loro non è andata così. Uno dei due avrà due mesi per rifarsi, l’altro dovrà aspettare la fine di Ottobre, speriamo.

Arrivederci alla prossima stagione.

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati