NBA Playoffs 2017, le pagelle!

L’anno scorso andammo molto di più con le pagelle, se vi ricordate una per turno Playoffs e una dopo ogni singola gara delle NBA Finals, quest’anno causa impegni lavorativi del nostro N.S abbiamo chiuso i rubinetti decidendo di farne due; una per i Playoffs fino alle Finali di Conference e una sulle Finals una volta concluse.

Le NBA Finals 2017 verranno seguite dai mie collaboratori, il Doc.Abbati & Adrien, quindi volevo salutarvi con le pagelle di questi Playoffs 2017, un’edizione scontata, spesso noiosa, ma con degli spunti e protagonisti interessanti.

PAGELLE PLAYOFFS

Voto 0 alla litigata in TV tra Shaquille O’Neal e Charles Barkley: se mettete due prime donne permalose a parlare di Playoffs dove uno vanta 4 anelli e l’altro 0, come pensavate finisse? Davvero una pagina triste

Voto ADDIO agli Indiana Pacers: lo Sweep con lo scarto minore della storia e con tanti rammarichi, dal tiro sbagliato sulla sirena di Gara1 da C.J Miles al +24 sprecato in Gara3, Indiana se vogliamo è stata la squadra ad East più insidiosa per i Cavs ma poi è uscita con un desolante 4-0. Se c’era un’opportunità di provare a convincere Paul George di restare se ne è andata sulla sirena di Gara4.

Voto 2 ai Playoffs: Sin da ottobre era chiaro e lampante che c’erano 2 squadre e sotto le altre, Golden State nell’inferno dell’Ovest h chiuso 12-0, Cleveland 12-1 ma era già più prevedibile, la Free-Agency 2’17 potrà smuovere molto però l’NAB deve rendersi conto che questo Format 8 Ovest Vs 8 East con serie al meglio delle 7 sin dal 1° turno non sta pagando, questa edizione dei Playoffs è stata davvero deludente ma soprattutto snervante. Ok, accetto la motivazione “È stata un’edizione anomala” però è arrivato il momento di rinnovarsi.

Voto
3 ai Chicago Bulls: È un voto di rabbia perché meriterebbero minimo 6,5 per aver spaventato Boston fino al KO di Rondo, avessero giocato una Regular-Season un filo più costante non sarebbero arrivati 8avi e ai Playoffs avrebbero dato davvero fastidio a tanti. Peccato.

Voto 4 ai Toronto Raptors e Los Angeles Clippers: L’una l’alter ego dell’altra, due squadre che con questo assetto di più non possono dare e nei Playoffs si è visto, entrambe di fronte ad un bivio questa estate, confermare il nucleo e disputare la solita stagione o ripartire da zero?

Voto 5 ai Washington Wizards: John Wall alla sua miglior stagione in carriera, una squadra a livello di roster più solida di Boston ma è mancata la mentalità per espugnare il TD Garden e quella Gara1 brucia ancora, coach Brooks può ritenersi soddisfatto alla sua prima stagione, è riuscito a portare ordine in uno spogliatoio caotico, ma resta l’amaro in bocca perché avevano le carte e gioco per affrontare Cleveland a viso aperto.

Voto 6 a James Harden & Russell Westbrook: Russ ha dato tutto quello che poteva nel bene e nel male ma non è bastato anche per via di un roster non all’altezza, Harden è scomparso nella Gara più importante della stagione, escono entrambi sconfitti da questi Playoffs, il 26 scopriremo chi sarà l’MVP con Harden che rischia la doppia-beffa.

Voto ICE BLOOD a Joe Johnson: In una realtà dove non gli si chiedeva 20 punti di media, in una realtà tranquilla dove non veniva definito “ah, quello stra-pagato”, Iso Joe nei Playoffs ha rispolverato la specialità della casa, canestri pesanti nei momenti cruciali giustificando l’ingaggio.

Voto 7 agli Utah Jazz: Più di così non si poteva chiedere ai ragazzi di Snyder, Playoffs e pure vittoria al 1° turno contro i Clippers, impotenti contro i Warriors ma una bella stagione a coronamento di un progetto nato bene ma soprattutto sviluppato bene. La paura è che perdendo Hayward in estate questa favola possa finire.

Voto VENGONO SU BENE ai Milwaukee Bucks: L’esperienza li ha fregati contro Toronto ma Giannis Antetokounmpo fa già paura adesso, il nucleo c’è e l’allenatore pure, se non emergono sarà solo colpa loro.

Voto WHAT IF ai San Antonio Spurs: SE quella caviglia di Leonard non fosse andata KO che serie avremmo avuto? Insieme ai Bulls il grande rammarico di questa Post-Season, anche perché sarebbe stata l’unica serie da svegliarsi nel cuore della notte da vedere.

Voto 8 a LeBron James: Fatta eccezione di quella anomala Gara3 contro Boston ha totalmente dominato i Playoffs, forse la sua miglior Post-Season di sempre, disarmante per gli avversari, ammagliante per gli appassionati, frustrante per i detrattori. È entrato nei Playoffs come 4° realizzatore di sempre nella storia dei Playoffs e oggi è 1° superando pure MJ e i suoi 5987, ha superato Jordan pure al 2° posto nella classifica recuperi All-Time Playoffs, ha superato Manu Ginobili al 3° posto per triple realizzate nei Playoff. Vincerà le Finals, perderà le Finals, sta di fatto che non realizzeremo mai quello che stiamo vivendo, Iverson (🎥) in 29″ ha detto la pura verità che molti addetti ai lavoro in anni hanno stentato a dire.

Voto 9 a Kevin Durant: Silenzioso, ordinato poi però si prende quel quarto dove ruba la scena agli altri compagni e ti rompe in due la partita come ai tempi di Oklahoma City dove non lo fermi neanche sparandogli, chiedere agli Utah Jazz e ai San Antonio Spurs, ha capito il suo ruolo all’interno dei Warriors e lo interpreta alla perfezione, a beneficiare è quel Steph Curry che ha meno responsabilità e quindi doppiamente pericoloso, manca ancora un tassello per completare l’opera.

Voto 10 ad Isaiah Thomas: Allen Iverson, Kobe Bryant, Floyd Mayweather, Tom Brady se queste leggende gli stanno vicino un motivo ci sarà, Thomas ha giocato dei Playoffs formidabili soprattutto a livello di testa contando la maniera tragica con cui erano iniziati, ha dimostrato per l’ennesima volta la sua “mental thougness”, la sorte ha aiutato Boston con Chicago ma contro Washington al “chi la dura la vince” alla fine lui e i Celtics ne sono usciti vincenti. Adesso bisognerà capire cosa farà Ainge con lui, qualunque cosa succederà questa stagione 2016/17 del #4 non la dimenticheranno ne in quel di Boston ne gli appassionati, da ultima scelta al Draft ad essere l’idolo del Garden…non una favola nuova nel New England.

Voto FOTO DELL’ANNO a Kevin Love

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B