NBA Finals 2017 Preview: Warriors-Cavaliers!

Finalmente le NBA Finals sono arrivate e con loro, grazie alla desolante politica dell’album delle figurine, anche l’unica serie che conta davvero. Per il terzo anno consecutivo.
Entrambe le squadre si presentano con roster aggiornati e un percorso relativamente netto fino a queste finali.

NBA FINALS 2017

Quanti All-Star hai tu? Quanti All-Star ho io? La figurina di quello che non difende neanche per sbaglio ce l’hanno i Cavs, doppia!

I Warriors si guadagnano le Finals NBA in scioltezza, una sorta di lungo riscaldamento senza contrattempi.
Il loro obbiettivo è quello di farsi perdonare la figuraccia dell’anno scorso e conquistare con 4 superstar quello che non sono riusciti a prendere con 3. Per farlo dovranno semplicemente eseguire al meglio quello che fanno da 4 stagioni a questa parte: condividere il pallone e mettersi nella condizione di sfruttare tutte le bocche da fuoco che possiedono.
E credo si possa dire che, oltre le qualità tecniche, la grande forza delle superstar di Golden State è l’essere in grado di mettere da parte il proprio ego in favore dei risultati di squadra.
L’arrivo di Kevin Durant è stato pagato al prezzo di un reparto lunghi meno talentuoso, e di qualche comprimario, come Leandro Barbosa, capace di mettere un po’ di vento nelle vele nei momenti di bonaccia.
Questo però non significa che Golden State abbia la panchina più corta, e la sua forza rimane comunque quella di potersi appoggiare a gente dal QI cestistico elevatissimo come Livingston, o ad una batteria di lunghi picchiattori di tutto rispetto. Coach Brown (Kerr non è in forma) ha a sua disposizione un roster molto flessibile in grado di passare dalla small ball al puro tonnellaggio.
Siccome la squadra avversaria ha mantenuto le stesse lacune è evidente che attaccare sui difensori più svogliati (JR Smith anyone?) e più lenti (Kevin Love, Frye) pressandoli con tagli e blocchi intelligenti, sia la chiave della serie.
L’in and out non è necessariamente l’unica via percorribile, ma GSW deve stabilire una qualche sorta di minaccia nel pitturato per consentire al perimetro di manovrare in libertà e i lunghi Cavs non sono esattamente dei difensori insormontabili.
Difensivamente devono mantenere la marcatura a uomo, evitare di raddoppiare James, e lasciare che Irving faccia le sue scorribande, giocare sulle linee di passaggio e negare gli scarichi. Concedere al dinamico duo di segnare 40 punti a testa è un prezzo relativamente accettabile se il resto della squadra rimane a bocca asciutta.

Sarebbe un 12-0 virtuale anche per i Cavs, se non si fossero distratti per un paio di quarti. Ma quella sconfitta ha sottolineato una verità di cui tutti eravamo già coscienti: sono 3 anni che a Cleveland giocano solo in due. Il che è IMPRESSIONANTE perché, al netto della paludosa eastern conference, LeBron James e Kyrie Irving sono stati in grado di trascinare questo gruppo di morti di sonno in finale tutte le sante volte.
Ovviamente quello che manca a Cleveland è un coach sulla panchina, sostituito ufficiosamente da quello in campo che però deve dividersi anche come General Manager e giocatore, e per quanto abbia dimostrato di poter ricoprire tutti i ruoli alla perfezione, ogni tanto manca di lucidità.
Il gameplan sospetto che sarà lo stesso di sempre, con qualche accorgimento: pick and roll per generare mismatch difensivi e poi 1 vs 1, con le dovute declinazioni.
L’unica possibilità per i Cavs è quella di indurre Durant e Curry a caricarsi di falli, fuori loro c’è la possibilità che la corte di LeBron la spunti. Gli altri saranno chiamati a farsi trovare pronti quando la palla arriverà nelle loro mani, è un solo compito ma deve essere eseguito alla perfezione.
Certo la squadra è molto corta, con Deron Williams a tratti invisibile e gente come Derrick Williams virtualmente inutilizzata. Questi sono stati errori di gestione che si sentiranno pesantemente durante queste Finals, poiché gli avversari sono capaci di mettere in campo con efficacia tutti i loro uomini e trarne almeno il minimo sindacale, mentre in maglia Cavs le performance sono alterne anche per i comprimari del quintetto.
A tutto questo si aggiunge l’infortunio sempre pendente per gente come Love, Smith e Korver.
Difensivamente non esiste nessuna vera soluzione, i Cavs devono svegliarsi tutti e sperare che questo basti a contenere il fuoco di soppressione che esibirà in campo Golden State.

🔑CHIAVE TATTICA🔑

L’anno scorso ebbero successo buttandola sul fisico, quest’anno con in campo gente come Zaza e David West la vedo decisamente più dura. Auguri.
Il tiro. Se i tiratori dei Warriors entrano in ritmo la serie è chiusa.
Basta un quarto e mezzo a partita fatto di disgustosa pallacanestro dove qualsiasi cosa lanciata per aria trova il fondo della retina, gioiosi momenti degni del peggior videogioco in grado di stimolare la salivazione del neofito fan di pallacanestro, per rendere inefficace qualsiasi monologo cestistico possa produrre LeBron James.
Ricordiamo che l’anno scorso la serie è stata decisa negli ultimi secondi da una tripla orrenda sbagliata (Curry) e una tripla orrenda messa (Irving).

Appuntamento al 31/6 con le analisi, pronostici e sondaggio della redazione!

Adrien

Adrien

Il basket dei playground milanesi gli regala esclusivamente infortuni, relegandolo ad una vita di solo NBA League Pass e cibo del discount. Cuore giallo-viola con Bargnani sempre in cima ai suoi pensieri…ma non quelli nobili Nickname: Adrien