NBA 2K18, la nostra recensione

Alla presentazione della 2k il Boss FMB sfida rappresentanti di altre redazioni per affermare la superiorità di NBA-Evolution

Siamo stati invitati alla presentazione del gioco per la stampa il 12 Settembre, io e il Boss FMB ci siamo sfidati in un classico 2000’s Lakers – Sixers, abbiamo banchettato in un’atmosfera gioviale e dibattuto sulla validità di azzardati parallelismi tra i ghetti delle metropoli statunitensi e Vimercate, provincia di Monza.
Il giorno in cui il Boss mi consegna la copia del gioco, mandataci direttamente dalla 2k, mi fiondo a casa per immergermi in questa versione 2018, guidato sia dalla curiosità che dalla necessità di mettere insieme il materiale necessario alla costruzione delle nuove puntate di On-Air(ball).

Quest’anno in copertina c’è Kyrie Irving!

GAMEPLAY
Il nuovo NBA 2k18 fortunatamente non è uno di quei titoli “giro di boa” che lasciano spiazzati gli utenti di vecchia data, la mappatura dei comandi è rimasta quella familiare con l’aggiunta di qualche opzione in più, ma nulla di drastico.
L’intelligenza artificiale della difesa sembra essere leggermente più affidabile rispetto a quella degli anni passati, anche se è sempre sconsigliato lasciare la gestione del “difensore sulla palla” alla CPU ma, in caso di distrazioni sui blocchi, quel decimo di secondo di ritardo nel cambio di giocatore non si traduce più automaticamente nel ritrovarsi a controllare un difensore 3 metri dietro al suo uomo.
Forse l’aspetto più disorientante durante i primi minuti di gioco è l’indicatore del tiro che non è più ai piedi dei giocatori, in prossimità del nome, ma in alto vicino alla testa del tiratore. Ci si fa l’abitudine ma all’inizio, saltare con lo sguardo dal nome all’indicatore rapidamente, mi ha provocato la labirintite (colpa mia che sono anziano e mi oppongo ai cambiamenti).
Tutte le animazioni si legano tra loro in maniera molto fluida, semplificando non poco il compito di dover leggere l’avversario o il giocatore che si sta controllando.
NBA 2k18 rimane comunque fedele ai suoi intenti simulativi ed impone, ad alti livelli di difficoltà, un approccio molto strategico ed una buona abilità con il controller per poter ottenere le performance migliori.

La storia nella modalità MyPlayer è intervallata da cutscene con i volti più famosi della lega

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PRESENTAZIONE
Quello della presentazione è stato, negli ultimi anni, un grandissimo punto di forza della serie che anche quest’anno non si smentisce. A partire dal pre-partita con il trio TNT Shaq, Kenny Smith ed Ernie Johnson, seguendo con la riproduzione accurata degli stadi, le coreografie delle cheerleaders per concludersi con quello che è probabilmente il miglior commento dinamico mai sentito in un gioco sportivo. Nel corso degli anni alla 2k hanno non solo accumulato probabilmente un milione di linee di dialogo per Kevin Harlan, ma hanno anche continuato ad aggiornare e scrivere per nuovi commentatori ed per gli intervistatori a bordo campo, al punto da dare l’impressione che non si ripetano quasi mai, rendendo sempre divertenti le interazioni tra le varie voci, tra cui quest’anno spiccano quelle di Chris Webber, Kobe Bryant e Kevin Garnett.
A questo si aggiunge una colonna sonora densa di brani hip-hop selezionata accuratamente per mantenere costante l’immersione nello spirito del gioco.

MODALITÀ
Tornano in versione aggiornata anche le modalità di gioco come il MyGM e MyLeague, che permettono di seguire una squadra su una singola o molteplici stagioni, e la classica MyPlayer che da sempre è una delle preferite dai fan della serie.
Quest’ultima ha aggiunto la possibilità di esplorare un quartiere nel quale si trovano diverse attività nelle quali cimentarsi per guadagnare VC (virtual currency) da reinvestire nelle abilità del proprio giocatore o nella personalizzazione del suo aspetto (barba, capelli, tatuaggi ecc), e di incontrare anche altri giocatori online.

Torna il livello di dettaglio, nella somiglianza alle controparti reali, a cui ci ha abituato la serie

CONCLUSIONI
Se avete gradito quello dell’anno precedente gradirete anche questo 2K18, che propone diversi aggiornamenti pur costruendo sulle solide basi del passato. Se invece volete vedere quanto giochiamo male noi della redazione di NBA-Evolution seguite i nostri video di On-Air(ball).

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Adrien

Adrien

Il basket dei playground milanesi gli regala esclusivamente infortuni, relegandolo ad una vita di solo NBA League Pass e cibo del discount. Cuore giallo-viola con Bargnani sempre in cima ai suoi pensieri…ma non quelli nobili Nickname: Adrien

  • Michael Philips

    OT di dovere:

    è morto ieri uno dei geni del basketball: Connie Hawkins.