Cavs d’autorità, Irving 47 e che rimonta Pelicans!

Cleveland domina i Pistons a Mo-Towns, Irving dice 47 nel 16° successo consecutivo dei Celtics mentre New Orleans rimonta dal -19 contro i Thunder, Clippers crisi vera anche a NY, bene Charlotte, Spurs e Portland.

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REGULAR SEASON

Charlotte Hornets – Minnesota Timberwolves 118-102
CHA: Howard 25 (20 rimb), Batum 17, Walker 14, Lamb 16, Zeller 10, Kaminsky 24
MIN: Wiggins 11, Towsn 18 (12 imb), Butler 14, Teague 18, Crawford 19

Dwight Howard dice 25+20 a referto guidando gli Hornets al successo casalingo contro i T-Wolves; Charlotte guida tutto il match ma Minnesota le sta in scia, le squadre entrano nell’ultima frazione sull’84-80 ma i padroni i casa ne hanno di più! Frank Kaminsky realizza 9 punti nei primi 6’ i frazione spingendo i suoi sul +12 (101-89), Charlotte dominerà il quarto 34-22 grazie anche al 26% dal campo degli ospiti.

Detroit Pistons – Cleveland Cavaliers 88-116
DET: Johnson 10, Harris 11, Jackson 10
CLE: James 18, Crowder 18, Love 19 (11 rimb), Calderon 14, Green 11, Frye 10

Vittoria d’autorità dei Cavaliers a Detroit in un match senza storia; LeBron realizza 16 dei suoi 18 punti nel solo 1° quarto portando Cleveland sul +13 (23-36), al riposo lungo è già tempo di titoli di coda con i Cavs avanti 46-73 col 61% dal campo, gli ospiti arriveranno anche sul +39 conquistando di fatto la 5^ vittoria consecutiva.

Orlando Magic – Indiana Pacers 97-115
ORL: Fournier 16, Gordon 13 (12 rimb), Vucevic 25 (13 rimb), Simmons 10, Augustin 10
IND: Bogdanovic 26, Young 17, Oladipo 29, Sabonis 10

Il duo Bogdanovic-Oladipo combina per 55 punti nella vittoria in trasferta dei Pacers sul campo dei Magic; match equilibrato deciso solo da un mini-break a 7’12” dalla conclusione, Magic in rimonta sul -4 (81-85) ma un parziale i 8-1 Pacers chiuso con bomba di Bogdanovic a 4’11” ucciderà la partita sul +11 Indiana (82-93).

Philadelphia 76ers – Utah Jazz 107-86
PHI: Covingto 13, Embiid 15 (11 rimb), Redick 20, Simmons 27 (10 rimb), Johnson 8 (13 rimb)
UTA: Mitchell 17, Rubio 12, Hood 13, Udoh 10

Tutto facile per i SIxers di Ben Simmons contro i Jazz in una partita dominata dall’inizio alla fine; Philly prende subito il largo nel 1° quarto (25-15) e manterrà il vantaggio fino alla fine chiudendo i giochi nell’ultima frazione (32-23) grazie a J.J Redick autore di 10 dei suoi 20 punti.

New York Knicks – Los Angeles Clippers 107-85
NYK: Hardaway Jr. 13, Porzingis 25, Kanter 12 (16 rimb), Lee 10, Jack 11, McDermott 16
LAC: Griffin 21, Johnson 13, Jordan 10, Ree 10

I New York Knicks sfruttano la crisi dei Clippers infliggendoli il 9° KO consecutivo; match che viene deciso da un ottimo 2° periodo dei padroni di casa, 36-24 con 10 punti firmati da Tim Hardaway Jr. per il +12 al riposo lungo (56-44), NY dominerà nella ripresa arrivando anche sul +26.

Memphis Grizzlies – Portland Trail Blazers 92-100
MEM: Green 11, Gasol 19 (12 rimb), Chalmers 21, Evans 20
POR: Vonleh 11 (18 rimb), Nurkic 10, McCollum 24, Lillard 21, Napier 16

I soliti McCollum-Lillard escono alla distanza e vincono al FedEx Forum di Memphis; si entra nell’ultimo quarto sul 71-72 Portland, match combattuto con Portland che guida ma Memphis le sta attaccata sul singolo possesso di distanza, il momento cruciale arriva a 4’40” dalla fine con un break di 5-0 Trail Blazers per il +8 (84-92) che di fatto segnerà le sorti dell’incontro.

Milwaukee Bucks – Washington Wizards 88-99
MIL: Middleton 15, Antetokounmpo 23, Henson 10 (10 rimb), Snell 10, Bledsoe 14
WAS: Porter Jr. 12 (11 rimb), Morris 11, Gprtat 10 (15 rimb), Beal 23, Wall 15, Oubre Jr. 18

Tora John Wall e i Wizards ritrovano il successo espugnano Milwaukee grazie anche ai 23 di Bradley Beal; i Bucks inseguono per tutta la partita ma restano in vita, ad inizio 4° periodo Antetokounmpo li porta sul -6 (67-73) ma Washington en ha di più e con un parziale di 13-3 arriverà fino al +16 (70-86), protagonista del parziale Joodie Meeks, autore di 6 punti.

New Orleans Pelicans – Oklahoma City Thunder 114-107
NOP: Moore 12, Davis 36 (15 rimb), Cousins 18, Holiday 18, Miller 11
OKC: George 26, Anthony 19, Adams 15, Westbrook 22 (16 rimb, 12 ass)

A New Orleans grande vittoria in rimonta dei Pelicans sui Thunder malgrado al Tripla-Doppia di Westbrook e l’espulsione di DeMarcus Cousins; pronti via e c’è solo una squadra in campo ed è OKC, 6-25 il punteggio dopo i primi 6’ di partita! Sembra una passeggiata per i Thunder Anthony Davis è di un’altra idea, comincia la rimonta Pelicans e sulla sirena del 3° quarto Davis schiaccia su alzata di Nelson per il +1 New Orleans (87-886). Nel frattempo Cousins è stato espulso per una gomita, i Pelicans sperò sopperiscono all’assenza dell’altro lungo anche perché il “Monociglio” è immarcabile.
Davis realizzerà 14 dei suoi 36 nell’ultimo quarto di cui 4 consecutivi nel break di 6-0 Pelicans per il +8 (102-94) a 5’13” dalla conclusione. OKC tirerà col 33% nel secondo tempo ma soprattutto 1/11 dal campo per Russ.

Dallas Mavericks – Boston Celtics 102-110 OT
DAL: Barnes 31, Nowitzki 14 (12 rimb), Matthews 18, Barea 16
BOS: Tatum 15, Brown 22, Irving 47, Smart 12

All’American Airlines Center di Dallas va in scena il Kyrie Irving Show, 47 punti (16/22 dal campo) e vittoria in rimonta e all’overtime per i Celtics che dicono 16 consecutiva; Dallas che sogna l’upset quando dopo 5’ del 4° periodo tocca il +13 (87-74), ma Boston non si arrende e a 84” dalla fine prima Smart spara la tripla dle -2 (96-94) e poi Irving scippa Nowitzki per all’Alley-oop del 96-96 firmato da Tatum a 1’ dalla fine. Dallas avrà anche l’ultimo tiro per vincere ma Barnes lo sbaglierà.
Nell’Overtime palla al #11 e tutti a casa, Irving realizza 10 punti su 14 di squadra compreso il Turnaround Fadeway (di tabella!) a 48” per il +4 Celtics (102-106).

San Antonio Spurs – Atlanta Hawks 96-85
SAS: Anderson 13 (10 ass), Aldridge 22 (11 rimb), Green 14, Ginobili 16
ATL: Prince 18, Dedmon 11, Schroder 14, Collins 21, Belinelli 11

Italian Job: Belinelli 11 pt (3/7, 1/6, 2/2), 2 rimb, 2 ass, 1 persa, 2 rec in 30’

Gli Atlanta Hawks fanno sudare i San Antonio Spurs che però escono alla distanza portandosi a casa la vittoria; a 3’34” dalla conclusione falchi sul -5 (84-79), entra in scene Danny Green con 2 triple consecutive seguite da un schiacciata di Aldridge, 8-0 Spurs per il +13 (92-79) e titoli di coda.

Sacramento Kings – Denver Nuggets 98-114
SAC: Randolph 12, Hill 16, Fox 12, Koufos 16, Bogdanovic 10, Cauley-Stein 11
DEN: Barton 25, Jolic 16 (14 rimb), Harris 20, Murray 18, Hernangomez 11

Tutto facile per i Nuggets in quel di Sacramento malgrado l’assenza di Millsap; primo tempo che si chiude in totale equilibrio sul 47-47, nel 3° però Denver cambia marcia e lo fa con Nikola Jokic, 10 punti per lui nel 3° quarto vinto dai suoi 34-23, Sacramento non riuscirà più a recuperare finendo anche sul -22.

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F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA.
Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12.

Nickname: F.M.B

  • 8gld

    Senza ombra di dubbio, sempre riconoscere i meriti…poi mi parli di Curry. Sarà che quando lo vogliono o li vogliono far passare per “dio” che mi viene l’orticaria…sara’ un mio limite?

  • In Your Wais

    Nessuno di noi può giudicare quanto avrebbe vinto Duncan con un altro coach, e quanto delle idee del Pop abbia reso possibile vincere nel 1999 o nel 2003. Però sul Pop abbiamo già delle indicazioni, dato che anche senza il Caraibico, o col Caraibico vicino alla pensione, ha continuato a mietere successi

    La credibilità, quella vera, Popovic se l’è costruita negli ultimi 10 anni, quando ha dimostrato di poter vincere con Duncan in calo, senza Robinson, cambiando supporting cast o modulo di gioco. Il mito del Pop è relativamente recente, io me lo ricordo bene quanto si dicesse di lui ad inizio millennio, ovvero che vincesse solo perchè aveva il 21 in squadra

    La verità è che è un discorso senza senso, sono entrambi due leggende che hanno tirato fuori il meglio da se stessi e dall’ambiente in cui hanno giocato/allenato

  • In Your Wais

    Non credo si possa modificare un sistema di gioco, non nel modo radicale da te esposto. Se per sistema intendi una serie di valori, comportamenti, regole, un certo tipo di atmosfera e modus operandi, ok, ma se hai Curry giochi in un modo, se hai Rondo in un’altro

    Fermo restando che è una descrizione del tutto personale, ma un sistema è un modo di concepire il basket, e per questo cito ancora D’Antoni: 7 seconds or less, uso estensivo del penetra e scarica, uso massiccio del tiro da 3, non avere un centro statico, avere ali velocissime in contropiede e transizione

    Questo per me è un sistema, e lo puoi fare solo con determinati giocatori, non con Rondo al posto di Nash, e, boh, Love al posto di Stoudamire. Se hai Rondo e Love, cambi sistema, pur tenendo i punti fermi di cui sopra

    Il sistema Spurs è più un sistema morale, organizzativo, non di gioco, basta vedere quanto siano diversi gli Spurs di oggi da quelli di pochi anni fa. Al contrario, quello dei Warriors, o dei Suns 2005-2007, è per prima cosa un sistema di gioco, tattico, nel quale gente che può tirare da 9 metri come Curry, caricare il tiro in una frazione di secondo come Thompson, o avere la versatilità di Green, sguazza come un pesce nell’oceano

  • 8gld

    Quindi i miei occhi funzionano ancora bene anche senza statistiche…poi queste gli mettono l’accento. Si, per come se ne parlava non il massimo. Si nasconde.

  • 8gld

    Parlavano

  • low profile

    naa di dio c’è solo uno ed è Waiters. Parlo di Curry che senza essere un giocatore perfetto certe volte pare che sia lui a beneficiarsi del sistema e non il contrario. Quel sistema non esisterebbe senza Curry e Curry se ne beneficia. Ma messa così è un conto. Curry giocatore di sistema è un altro. E non è giusto

  • low profile

    Sulla chiosa finale niente da eccepire.

    Sul come Pop sia diventato leggenda continuo a pensare che ci sia lo zampino di Duncan. Gli ultimi fantastici 10 anni come dici bene tu temo non sarebbero mai esistiti senza aver prima allenato 10 anni del prime di Duncan, perchè nei primi anni si è limitato a far rigare dritto il personale (lo so hai detto poco) e mettere i più deboli nelle condizioni di contribuire ma i successi erano tutti marchiati a fuoco Duncan, che nonostante la grandezza complice anche la sua personalità senza mai fare polemica (Malik Rose era il suo migliore amico, fu segato a un certo punto se ricordi e non una parola uscì dalla sua bocca, quante altre super star avrebbero ingoiato il boccone amaro?) ha badato sempre e solo al sodo.
    Poi a un certo punto gli hanno cominciato a prendere fiba sconosciuti…non una parola tanto quanto.
    Insomma Pop nel post prime di Duncan si è rivelato un genio ma solo con un giocatore franchigia di quello spessore morale e tecnico ha avuto la possibilità di farsi valere e come detto gli ultimi anni della carriera di Timmy sono stati favoriti da ciò. Ma chi semina bene…

  • brazzz

    il capolavoro di Bertolucci è IL CONFORMISTA..poi novecento atto primo
    date retta

  • michele

    me lo segno, grazie.

  • 8gld

    “pare che sia lui a beneficiarsi del sistema e non il contrario”. Messa così’ mi piace…poi il sistema Warriors è un sistema “democratico” ed è questo che li rende forti e fa “storcere” il naso a chi e’ abituato alla visione Jordaniana, Kobiana o anche Jamesiana del basket. Quando tocca a Thompson è il sistema che beneficia di Klay e cosi’ di Durant e via discorrendo. Ma non si può negare che anche Curry beneficia del sistema, c’è anche il risvolto della medaglia, ci sono pur sempre due fasi quella offensiva e quella difensiva. Curry in un’altro contesto è il sistema che beneficia della sua presenza ma ci deve pur sempre esser qualcuno che inizia a ritagliarlo cercando di farlo su misura.
    “Quel sistema non esisterebbe senza Curry”…ma i dadi tirati da dio o la visione della dirigenza hanno portato Thompson che non è Curry ma che è adatto a Curry. Guarda Harden a Okc e di casi cosi’ c’è ne sono tantissimi.
    Tutto nasce da una divisione di intenti da uno stimolo a coesistere e ad accettare i propri ruoli, sopratutto in una societa’ americana dove ricerca sempre il “migliore, il messia, l’alfiere”…e non come quella Europea che arriva a dirti che sei forte ma che ti insegna anche a guardare e ringraziare compagni e dirigenti. A non alzare troppo la cresta.
    Il sistema quando gli servi ti da tutto poi, quando non gli servi piu’, ti butta al secchio…sistema consumistico.
    Curry è forte e basta ed è un piacere vederlo giocare sopratutto da quando ha abbassato il freno a mano e sta andando alla grande. Ci sono discussioni sul come ha giocato le finali. Se per una volta si esce dai numeri e si vede il giocatore nel contesto della partita Curry ha giocato partite con iq.
    Poi e’ vero…Waiters è dio.

  • brazzz

    dal romanzo di Lattuada..