NFL Tuesday 19: Recap della Week #11!

NFL che entra nella seconda metà di stagione con Steelers e Patriots a braccetto verso lo scontro diretto di Dicembre, Saints & Vikings continuano a brillare in NFC mentre gli Eagles spediscono “all’inferno” i Cowboys.

NFL WEEK #11

NFL - Week #11 - Risultati - 2017Mettiamolo così: l’aperitivo del 17 Dicembre all’Heinz Field servirà solo a stabilire se l’AFC Championship di Gennaio si giocherà a Pittsburgh o Foxboro. Steelers (8-2, facili vincitori sui Tennessee Titans nell’anticipo del giovedì) e Patriots (8-2, passeggiata messicana contro i Raiders) non hanno alcun rivale credibile in ottica di Conference e la clamorosa sconfitta dei Chiefs in casa dei New York Giants ha scavato un solco anche a livello psicologico fra le due super potenze e il resto del panorama in AFC

A New York, l’orgoglio di Big Blue ammanetta l’attacco dei Chiefs e la partita del Met Life Stadium si trasforma in una battaglia difensiva d’altri tempi che costringe le due squadre a segnare solo sul field goal. Sul punteggio di nove pari si va all’overtime dove, una giocata da campioni del duo Manning-Lewis, propizia il field goal della vittoria.

Il panorama del resto della AFC vede il buon record dei Jacksonville Jaguars (7-3) che, passando a fatica sul campo dei deprimenti Cleveland Browns (0-10), si attestano a terza forza della AFC ma che non sembrano convincere fino in fondo a causa di un attacco aereo mal gestito dall’incostante QB Blake Bortles. Non porta fortuna ai Bills (5-5) il cambio di quarterback: defenestrato fra lo stupore generale il titolare Tyrod Taylor, coach McDermott lancia il rookie Nathan Peterman che lo “ripaga” con cinque intercetti nella prima metà di gara (prima di essere sostituito di nuovo da Taylor) regalando extra possessi ai Los Angeles Chargers (4-6) che approfittano della situazione e conducono in porto una vittoria che, nella mediocrità della AFC, li rilancia per un posto playoff.

Tutta un’altra storia in NFC dove sono molti i team che stanno impressionando. Delle capoliste divisionali, solo i Los Angeles Rams (7-3) cedono ai lanciatissimi Minnesota Vikings (8-2). A Minneapolis si assiste ad un match dominato dalle rispettive difese ed è ancora una volta una giocata della combo qb-wr Keenum-Thielen a lanciare i Vikings verso il successo che regala alla squadra di coach Mike Zimmer il secondo posto a livello di Conference. Rimanendo in NFC North, i Detroit Lions (6-4) devono ringraziare un calcio fra i pali (del loro kicker Matt Prater) e uno fuori dai pali (del kicker dei Bears Connor Barth) per la vittoria in quel di Chicago (3-7) che, nel convulso finale di partita, tiene Stafford&Soci in linea di galleggiamento per una wild card e prepara un’emozionante match con i Vikings giovedì prossimo (nell’ambito del Thanksgiving).

Non sono da meno Eagles e Saints. Philadelphia (9-1) sculaccia a domicilio i Dallas Cowboys (5-5) che, privi di Ezekiel Elliott e Tyron Smith, soffrono le pene dell’inferno contro i lanciatissimi Eagles che si prendono il lusso di stampare quaranta punti all’AT&T Park ribadendo le loro ambizioni di Superbowl e piantando una croce sulle chance playoff dei ‘Boys. La (assurda) decisione di andare con ricorsi e controricorsi, rimandando l’inevitabile (Brady docet) sospensione di Elliott a metà stagione, si sta dannatamente rivoltando contro la franchigia di patron Jerry Jones: a posteriori, saltare le prime sei partite cercando di tener botta (anche con un 3-3, 2-4 di record), per poi poter contare sull’ex Ohio State per tutto il resto della stagione riposato e con la vicenda alle spalle, avrebbe sicuramente giovado ai texani che, molto probabilmente, vivranno un gennaio di vacanza.

I Saints (8-2), dal canto loro, devono invece sudare sette camicie per avere la meglio dei Redskins (4-6). Sotto di quindici punti a metà dell’ultimo quarto, Drew Brees non si scompone e guida la carica di New Orleans che prima impatta la partita con una meta di Kamara e poi la vice con un calcio del kicker Wil Lutz. Dopo una partita gagliarda, il finale è amarissimo per Cousins&Co.

Nel posticipo del lunedì i Seahawks cedono in casa agli Atlanta Falcons alla fine di una bella partita in cui Russell Wilson&Co cercano di sopperire alle assenze in difesa (out per la stagione due pezzi grossi come il CB Richard Sherman e la SS Kam Chancellor) con una grintosa partita in attacco. Purtroppo per Seattle, Atlanta ritrova per una sera il groove che l’ha portata al Superbowl e porta a casa un successo fondamentale in ottica playoff.

 

PROTAGONISTI

Kirk Cousins (QB, Washington Redskins) – Non so di chi sia la colpa sull’intentional grounding che costa la partita ai Redskins, ma di certo rimane nella memoria l’ottima prova di Kirk Cousins (22 su 32 per 322 yards e 3 td) che guida l’attacco dei Redskins da leader consumato contro una difesa dei Saints sorprendentemente solida quest’anno. Per Washington l’accesso ai playoff è una chimera ma la stagione di Cousins rimane positiva e sarà sicuramente lui il QB più corteggiato in fase di free agency nel prossimo mercato (attualmente gioca sotto franchise tag).

Keenan Allen (WR, Los Angeles Chargers) –La suicida scelta di schierare il rookie Nathan Peterman in cabina di regia per i Bills genera cinque intercetti che i Chargers convertono in una prestazione sostanziosa rilanciando le proprie speranze wild card/playoff. Della giornata approfitta anche il wide receiver Keenan Allen (12 ricezioni, 159 yards e 2 td) che si dimostra il bersaglio preferito per una vecchia volpe come il QB Phillip Rivers

Derek Barnett (DE, Philadelphia Eagles) – Gli Eagles banchettano all’AT&T Park ed è grande protagonista la difesa dei biancoverdi. In particolare Barnett colleziona due sacks, tre hits e forza un fumble per una prova muscolare che lascia il segno sulla malcapitata linea offensiva dei ‘Boys

 

MATCH OF THE WEEK

New Orleans Saints – Washington Redskins  34-31

Quando sotto di quindici punti Drew Brees segna il touchdown del -8 a meno di tre minuti dalla sirena finale tutti, all’interno del Mercedes Benz Superdome di New Orleans, sono convinti che la rimonta verrà portata termine senza problemi. E infatti i Redskins, fino a quel momento protagonisti di una partita sostanzialmente perfetta, perdono confidenza e vanno subito three&out. Brees sente l’odore del sangue, ricama l’ennesimo drive decisivo della sua carriera ed un lancio per Alvin Kamara regala ai Saints il meno due. La conversione da due punti dello stesso Kamara pareggia il conto a un minuto e mezzo dalla fine. All’intero del Superdome è il pandemonio e per Washington sembrano risuonare le campane a morto.

A fermare l’orchestra di felicità ci pensa però Kirk Cousins che disegna il drive successivo con maestra e con poco più di un minuto sul cronometro i Redskins sono in zona field goal. E qui avviene il patatrac: per guadagnare alcune yards in più, invece di cercare una corsa (c’era tutto il tempo sul cronometro per poterla eseguire senza fretta), Cousins cerca con un lancio sulla sua destra i ricevitori che però, per un errore di comunicazione, allo snap, si spostano immediatamente sulla sinistra. Il risultato è quasi comico e vede Cousins mandare il pallone nel nulla prendendosi un “intentional grounding” sanguinoso e una penalità da 10 yards che spedisce i giallorossi fuori dalla zona field goal (consumando anche tempo sul cronometro). La giocata successiva viene fermata dalla difesa dei Saints che mandano la contesa all’overtime. Washington non ne ha più e New Orleans può, con un calcio di Wil Lutz, chiudere la contesa in suo favore.

La situazione prima descritta (l’intentional grounding di Cousins) mi ha ricordato vagamente l’occasione buttata dai Vikings di Favre in un NFC Championship contro i Saints: al termine di una partita durissima, sul punteggio di parità e con l’ovale già in raggio field goal (anche se da quasi 60 yards), invece di andare con una corsa, Favre cercò il lancio per guadagnare un’altra decina di yards. La giocata finì però nelle mani di un defensive back dei Saints che forzarono così il pareggio per poi vincere e conquistare il Superbowl (vinto con i Colts). Di quella giocata rimane in rete la telecronaca dei disperati telecronisti dei Vikings che urlarono il celebre “why do you even ponder passing?”

Next Week

Detroit – Minnesota (Thanksgiving Day)
Dallas – Los Angeles Chargers (Thanksgiving Day)
Washington – New York Giants (Thanksgiving Day)
Kansas City – Buffalo
Indianapolis – Tennessee
Cincinnati – Cleveland
Atlanta – Tampa Bay
New England – Miami
Philadelphia – Chicago
New York Jets – Carolina
San Francisco – Seattle
Los Angeles Rams – New Orleans
Arizona – Jacksonville
Oakland – Denver
Pittsburgh – Green Bay (SNF)
Baltimore – Houston (MNF)

Fabio G

Fabio G

Anconetano doc, seguo da anni gli Sport Americani e la NFL in particolare, con un occhio di riguardo per i Detroit Lions. Da poco collaboro con NBA-Evolution come redattore per la sezione NFL.

Nickname: Fabio G

  • TheGlide22

    Prendiamo quello di buono arrivato dall’asfaltamento mexicano : un buon Lynch e la tanto inattesa quanto sperata L di K.C. che lascia qualche esigua speranza.
    Match definitivamente chiuso in meno di 1’30” a cavallo tra i due tempi (bravo e pronto Flowers a forzare il fumble su Roberts).

    Perchè tenere in campo rb,wr e,soprattutto,il qb a partita di fatto già vinta o data per persa,rischiando infortuni a lungo termine che possono conseguentemente compromettere gli obiettivi del team impedendo inoltre ai sostituti di fare esperienza (il placcaggio di Mack su Brady m’ha ricordato quello dell’anno scorso subìto da Carr,sostituito da McGloin e con stagione alle ortiche) …
    …e domenica speriamo di non resuscitare Denver (sarebbe il definitivo “game over”) 🙂

  • Peccato per i Raiders, c’erano tutte le premesse per una stagione da protagonisti…deve essersi rotto qualcosa dentro ma soprattutto la difesa è tragica. Perdere con questi Broncos sarebbe davvero la pietra tombale, le speranze non sono perdute però DEVONO vincere com Denver.