Perché SI, Perché NO: Hassan Whiteside!

Terzo appuntamento con la nostra rubrica e oggi sotto i riflettori dopo un inizio di stagione modesto ci è finito il centro dei Miami Heat, Hassan Whiteside.

PERCHÈ SI, PERCHÈ NO

Dopo essere stato scelto dai Kings nel 2010 r aver visto l’NBA solo da lontano attraverso parentesi multietniche tra Cina e Libano, nel 2014 ottiene un contratto parzialmente garantito con gli Heat. Nel gennaio 2015 inizia effettivamente il suo viaggio NBA: contro i Clippers scrive 23 punti e 16 rimbalzi e il 25 dello stesso mese rincara la dose siglando la prima tripla-doppia di carriera da 14 punti, 13 rimbalzi e 12 stoppate, record di franchigia.
Dopo una stagione e mezza ad ottimi livelli firma il rinnovo con gli Heat: 98.8 mln$ per 4 stagioni. Questo contratto lo mette al centro dell’attenzione mediatica e diventa il simbolo della squadra della Florida. Dopo la scorsa stagione in cui i Playoff sono sfuggiti all’ultimo dopo una rincorsa che ha avuto del leggendario, questa stagione tutti si aspettavano qualcosa di più da lui e dagli Heat, che invece flirtano solo con il 50% di vittorie e il duo Dragic-Whiteside non sembra incisivo come in passato. La domanda è quindi più che lecita: ha senso puntare su Whiteside come uomo franchigia?

✅ SI ✅

• Centri come lui sono merce rara: doppia-doppia quasi sicura ad ogni allacciata di scarpe e ottima presenza nel pitturato.
• Rim protector per eccellenza: Dwight Howard ha vinto due titoli di difensore dell’anno quasi solo grazie alla voce stoppate. Ecco, Whiteside è a quel livello.
• Presenza importante a rimbalzo offensivo: gran fiuto e buon senso per la posizione, se non tagliato fuori ha ottime possibilità di regalare un extra possesso alla sua squadra.
• Atleta importante sia come verticale sia come mobilità di piedi.
• Contratto al massimo salariale ma arrivato prima dell’innalzamento del salary cap, che quindi non incide come i recenti rinnovi (Conley, Griffin, Westbrook) sullo stesso e permette più possibilità di movimento sul mercato.

🚫 NO 🚫

• Il ‘contrattone’ porta con sè anche un aspetto negativo: sembra che il buon Whiteside si sia un po’ adagiato sulla sua ricca busta paga.
• Molto incostante, proprio come gli Heat; alla costante ricerca della continuità di rendimento.
• Continuità che si può trovare solo giocando, e non passando spesso dall’infermeria: nessun infortunio gravissimo da tenerlo fuori mesi, ma svariati problemi fisici che gli fanno perdere sempre il ritmo partita.
• Merce rara, ma con sempre meno mercato in un NBA alla ricerca di un Draymond Green, di un tuttofare che può coprire più ruoli eccellendo in ognuno di essi.
• Giocatore da servire, non in grado di costruirsi un’azione in uno contro uno se non da spalle a canestro e non sempre con ottimi risultati.

CONCLUSIONE

Parliamoci chiaro, un giocatore come il Whiteside della rincorsa ai Playoff è un giocatore che fa gola ad ogni squadra. La stessa Golden State, squadra di “small ball” per eccellenza, ha a roster McGee e Pachulia come “lunghi di peso”. Il problema é quale Whiteside trovi? Quello vero che sposta gli equilibri e le attenzioni delle difese o quello incostante e non sempre incisivo? Io, nel dubbio, un dollaro lo scommetterei sul centro, forse anche 15mln, non 98.8 per quattro stagioni. Sostanzialmente può essere un ottimo giocatore in una squadra, anche importante, ma non può essere la stella della squadra, nè, tantomeno, il tuo uomo franchigia se l’obiettivo è essere in campo nel caldo giugno della Florida.

Simone Tarlao

Simone Tarlao

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi.
Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation.

Nickname: Simo T.

  • 8gld

    Whiteside si’…non si parla di una stella, ma pur sempre un’atleta utile in un ruolo importante.