Evolution Awards Race 29/12/2017

Ritorna dopo la pausa Natalizia la nostra Evolution Awards Race. E qualcosa è cambiato nel frattempo, perché abbiamo due nuovi leader nelle classifiche del Most Improved e del Difensive Player, ed anche nelle rimanenti qualche lieve modifica c’è stata.

MVP

1) LeBron James (CLE): Dopo un periodo che definirlo di onnipotenza cestistica è ancora poco, è arrivata una leggera flessione, peraltro preventivabile. Comunque continua a giocare una delle sue migliori pallacanestro di sempre, almeno in regular season.
2) Giannis Antetokounmpo (MIL): Manca ancora qualcosina per farlo diventare un giocatore continuo al 100%, ma resta, in questo momento, un autentico spettacolo di potenza cestistica.
3) James Harden (HOU): Calo personale che viaggia parallelo, e non c’è di che stupirsi, con il calo anche nel gioco dei Rockets. Anche per lui una pausa era abbastanza preventivabile ed è arrivata, ma non credo durerà molto, e comunque se gioca così quando cala di livello….

R.O.Y.

1) Ben Simmons (PHI): Diciamo che sta vivendo di rendita, ma se non dovesse ritrovare il gioco di inizio stagione anche quella è destinata a finire. L’ assenza di un tiro anche solo dalla media lo sta rendendo troppo prevedibile, e quando il suo strapotere fisico non è sufficiente sono problemi.
2) Jayson Tatum (BOS): Boston non è più l’allegra macchina cestistica di inizio stagione, ma se c’è uno che sta mantenendo alto il suo livello di gioco questo è proprio il rookie #0. E non solo offensivamente. Molto vicino a prendersi la leadership di questa classifica.
3) Kyle Kuzma (LAL): Autentico steal of the draft probabilmente dell’ultimo quinquennio. In alcuni casi si è dimostrato il go to guy dei suoi Lakers, ed a ragion veduta. Ed il prodotto di Utah è destinato a crescere ancora.

SIXTH MAN

1) Lou Williams (LAC): Sweet Lou si è in pratica preso per mano i Clippers e sta cercando di risollevarli. Non è detto che ci riesca, ma di sicuro come sesto uomo dell’anno non sembra vere rivali credibili.
2) Nikola Mirotic (CHI): Rientrato da poco dopo il problemino avuto con Bobby Portis, sta giocando come mai aveva fatto nella lega. Secondo i maligni perché vorrebbe essere ceduto, di sicuro da quando è tornato i Bulls stanno volando, ed il suo impatto dalla panchina è notevole.
3) Dwayne Wade (CLE): Anche per lui leggera flessione, la stagione è lunga e le primavere sono tante. Certo che questo ruolo di leader del secondo quintetto Cavs lo aggrada parecchio, e lui sta rispondendo presente sotto tutti i punti di vista.

D.P.O.Y.

1) Draymond Green (GSW): Golden State h ripreso a giocare a marce elevate, se mai era scesa di intensità, per merito anche della sua difesa, e Green ne è il leader assoluto. Tecnico, sulla palla e dal lato debole, fisico e soprattutto vocale.
2) Al Horford (BOS): Non si poteva pensare che continuasse, nella sua metà campo, a giocare con quella intensità vista nei primi due mesi di regular season. E comunque Boston le ultime vittorie le ha ottenute grazie alla difesa, dove Horford continua ad essere un professore.
3) Paul George (OKC): I Thunder sembrano finalmente aver trovato lo spartito giusto da suonare. Ed ognuno ha un suo compito prestabilito, George, discontinuo offensivamente, sta tornando ad essere fondamentale nella sua metà campo.

M.I.P.

1) Victor Oladipo (IND): Indianapolis ha letteralmente rigenerato Oladipo, che sta facendo ricredere tutti gli scettici che lo avevano bollato come inconcludente dopo la stagione Thunder. Leader offensivo che serviva a questi Pacers e non sembra volersi fermare.
2) Kristaps Porzingis (NYK): Nessun calo evidente da parte sua, comunque alti e bassi alla sua età sono preventivabili, solo che è cresciuto l’altro davvero tanto. Certo i problemi fisici non lo hanno aiutato, anzi, ed il duello tra questi due ragazzi proseguirà fino a fine stagione.
3) Andrè Drummond (DET): Ecco l’esempio di un ragazzo che finalmente ha deciso di dare una svolta al suo modo di stare in campo. Le follie del passato sembrano andate, adesso sta lavorando per crescere in difesa, non solo come intimidatore, e per trovare un suo specifico ruolo in attacco. E a Detroit ne sono molto compiaciuti.

C.O.Y.

1) Brad Stevens (BOS): Anche nei momenti di difficoltà sta dimostrando di essere un signor coach, senza farsi prendere dal panico ma continuando ad allenare per come sa. Ed i risultati sono subito tornati positivi.
2) Michael Malone (DEN): Anche per lui è una sorta di rivincita personale verso i tanti denigratori del passato. Senza un vero leader offensivo sta allenando e molto bene, tanti discreti giocatori, dando ad ognuno un ruolo preciso ed a tutti una vera identità di squadra.
3) Steve Kerr (GSW): Con Golden State ancora al vertice della lega, si deve per forza segnalare il lavoro di coach Kerr, che sta creando un sistema in cui, superstar a parte, tutti sono importanti.

Arrivederci alla prossima puntata

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati