Brady, Garoppolo e un futuro tutto da scrivere!

Uno è ufficialmente in vacanza, l’altro si godrà il prossimo weekend sul divano di casa controllando gli eventuali avversari della settimana seguente (CLICCA QUI per leggere l’analisi delle Wild Card). Uno è sulla bocca di tutti per come ha saputo risollevare una franchigia moribonda, l’altro non ha bisogno di queste cose visto che da quando gioca lui non c’è mai stato niente di serio da dover “risollevare”.

Uno ha origini italiane e gioca per i San Francisco 49ers, l’altro ha antiche origini irlandesi e i San Francisco 49ers sono lo squadra della sua infanzia californiana.

Ok non procedo oltre visto che anche i meno avvezzi alla palla ovale avran capito che ci stiamo riferendo a Jimmy Garoppolo e, l’altro, Tom Brady. Compagni di squadra fino a due mesi fa e ora protagonisti su coste diverse, i due quarterback si trovano al centro di un piccolo “caso” che, solo i costanti successi dei Patriots di quest’anno, ha tenuto banco, fino ad oggi,  solo a livello locale presso i media di Boston.

Facciamo un passo indietro di qualche anno fino al 2014 quando New England, nell’ottica di sviluppare un quarterback che potesse prendere il posto di Brady nel giro di qualche anno, decide di controllare cosa può “uscire” dalle scelte universitarie di quell’anno. L’attenzione cade su Jimmy Garoppolo da Eastern Illinois. Garoppolo è un buon prospetto ma su di lui pesa il fatto di aver giocato/avuto successo in un college di FCS (la “serie” inferiore rispetto alla FBS dove giocano i College maggiori)  e contro avversari non particolarmente impegnativi (notare che lo stesso discorso verrà fatto qualche anno dopo per un certo Carson Wentz da North Dakota State…e sappiamo tutti come sta andando..).

Le cifre della sua ultima annata sono impressionanti (oltre 5000 yards e 53 lanciati, appena 9 intercetti e una percentuale di oltre il 66% di completi) ma il fatto di averle messe contro una concorrenza di basso livello non aiuta la causa del nativo di Arlington Heights, Illinois.

Coach Bill Belichick e il management dei Patriots rimangono comunque colpiti dal profilo tecnico e personale del giocatore, non ci pensano su due volte e investono addirittura un 2nd round per accaparrarselo. La scelta stupisce i più ma tale sorpresa svanisce nell’arco di poco tempo, in quanto non c’è un immediato orizzonte entro il quale lo stesso Garoppolo possa diventare titolare (a.k.a. Brady si ritiri). Passano un paio di anni e Garoppolo rimane il back up di Brady e, pur avendo la possibilità di allenarsi con costanza con due dei migliori di sempre a livello di coaching e di quarterback, non ci sono mai possibilità di giocare frammenti di partita significativi.

Il destino è però in agguato e si manifesta nel “famoso” Deflategate: nel corso del AFC Championship contro i Colts del 2014 vengono trovati alcuni ovali più sgonfi ed è subito scandalo che travolge i Patriots. Scatta l’inchiesta, Brady viene coinvolto, mega causa legale, ricorsi e contro ricorsi e, dopo un anno di controversie, la spunta (come sempre, ndr) la Lega che squalifica il #12 per quattro giornate per l’inizio della stagione 2016. La chance è arrivata e Garoppolo non se la fa sfuggire: contro Arizona e Miami gioca due eccellenti partite in cui mette in mostra buone qualità tecniche e una leadership nel comando delle operazioni che sembra segnare una differenza con tutti i precedenti back up di Brady. In ogni caso il titolare rientra dalla squalifica e riprende il suo posto. Finita la stagione cominciano a moltiplicarsi i rumors che vogliono diverse franchigie interessate a Garoppolo.

Jimmy Garoppolo - Tom Brady - New England Patriots - NFL -2017

I Patriots tentennano di fronte ad alcune offerte (si parla addirittura di un 1st round offerto come contropartita) ma tengono duro e decidono di tenere l’ex Eastern Illinois. L’impressione che si ha dall’esterno è che, con Brady verso i quaranta, la stagione possa essere l’ultima dell’ex Michigan, con New England pronta a ripartire con un asso nella manica (Garoppolo appunto) che darebbe la possibilità di continuare questo infinito ciclo di successi per molti altri anni. Accade però che Brady giochi un’ottima stagione, vinca l’ennesimo Superbowl (dove, al di là della rimonta nel quarto finale, gioca una partita più che mediocre) e non abbia alcuna intenzione di ritirarsi. La condizione contrattuale di Garoppolo (arrivato all’ultimo anno di contratto), non da scelta ai Patriots che, a metà di questa stagione, cedono il giocatore ai San Francisco 49ers per un 2nd round del prossimo draft: REGALATO!

Garoppolo entra in campo per i red&gold nella week #13 ed è subito Jimmy Mania: cinque vittorie di fila per i 49ers che ritrovano un attacco che fa punti e fa divertire gli esigenti tifosi della Baia. Se prima dell’arrivo di Garoppolo c’era grande incertezza nel management di San Francisco su come muoversi nell’immediato futuro per tornare al successo, ora si parla subito di blindare Jimmy G con un contratto a lungo termine. Altri suggeriscono che San Francisco provvederà ad applicare il “franchise tag” (CLICCA QUI per regolamento) per valutarlo un altro anno per andare con un offerta importante il prossimo anno.

Sia quel che sia c’è di nuovo vita e speranza nella città del Golden Gate con una fan base che già aspetta l’inizio della prossima stagione.

E a Foxboro che ne dicono?

Il dubbio di essersi lasciati scappare un potenziale campione comincia a serpreggiare per i corridoi del Gillette Stadium e qualche spiffero dalla blindatissima organizzazione Patriots suggerisce che ci sia stato addirittura uno “scontro” fra il proprietario Robert Kraft e Belichick nell’ambito di una situazione più che “calda” fra i vari protagonisti di questa storia (CLICCA QUI per leggere l’indagine della ESPN). Il primo incline a tenere Brady fino a che lo stesso non sceglierà di smettere e il secondo, con una visione a lungo periodo e consapevole della non immortalità del proprio leggendario quarterback, pronto a lanciare Garoppolo appena possibile. Avrebbe prevalso la linea-Kraft con la cessione di Jimmy G come diretta conseguenza (per non rischiare di perderlo a 0 a fine anno o dover mettere il franchise tag su di lui).

Nei solitamente ciarlieri media di Boston (e dopo il citato report di Espn, di tutta la nazione) ogni ipotesi viene presa seriamente e si discute sia sugli equilibri in essere all’interno della franchigia, sia sul fatto che si potrebbe aver regalato ai Niners un campioncino con almeno quindici anni di carriera davanti. 

Le franchigie NFL vivono cicli di successi (o insuccessi) legati spesso alla presenza di un quarterback di livello e raramente accade che si possano succedere, uno dietro l’altro, due potenziali campioni.
È successo nei 49ers (dove si è passati addirittura da un Hall of Famer all’altro con Joe Montana e Steve Young a inizio anni novanta), nei Green Bay Packers (con l’Hall of Famer Brett Favre e il fenomeno Aaron Rodgers) e, in maniera diversa, nei Colts del post-Manning (con Andrew Luck).

Che i Patriots si siano fatti sfuggire una possibilità del genere?

Personalmente credo sia ancora presto per dare un’opinione definitiva e ritengo che sia fondamentale la Regular Season 2018: Garoppolo farà tutto il training camp con i 49ers avendo la possibilità di affinare l’intesa con il coaching staff e con i suoi ricevitori ma, d’altra parte, le squadre avversarie saranno meno “sorprese” e avranno più tempo per prepararsi alle sue giocate. Un 2018 più che decisivo per due franchigie e due fan base appassionate.

Fabio G

Fabio G

Anconetano doc, seguo da anni gli Sport Americani e la NFL in particolare, con un occhio di riguardo per i Detroit Lions. Da poco collaboro con NBA-Evolution come redattore per la sezione NFL. Nickname: Fabio G