Perché SI, Perché NO: DeMar DeRozan!

Per l’appuntamento di questa settimana i riflettori di NBA-Evolution volano nel Grande Nord, in Canada, a casa dei Toronto Raptors per illuminare la una delle due Star dei Raptors, DeMar DeRozan.

PERCHÈ SI, PERCHÈ NO

Arrivato alla nona stagione nella città canadese, con le ultime stagioni a caccia dei Cleveland Cavaliers, le domande su DeRozan e sui Raptors in generale sono molteplici: in primo luogo, ci si chiede se abbia senso continuare ad insistere sullo stesso gruppo di giocatori che non sono mai riusciti a fare il salto di qualità per battere LeBron e i suoi Cavs. In secondo luogo, iniziano a sorgere dubbi circa lo status di Superstar di Lowry e dello stesso DeMar e, di conseguenza, come sarebbe possibile migliorare il roster di Toronto.
La dirigenza sembra essere convinta delle proprie scelte, visto anche il rinnovo al massimo salariale per DeRozan, quindi noi cercheremo di spiegare i motivi per cui è giusto continuare a puntare sull’ ex giocatore di USC oppure no

✅ SI ✅

• Grande realizzatore, poco da dire. Nelle ultime 5 stagioni sempre sopra i 20 punti di media, con i 27.3 della scorsa stagione come massimo in carriera.
• Letale dal mid-range: uno dei giocatori migliori nelle zone del campo comprese tra l’arco dei 3 punti e l’area.
• Ottimi movimenti in post basso lo rendono pericoloso anche in avvicinamento al ferro.
• Eccellente giocatore in uno contro uno, sempre in grado di costruirsi un tiro autonomamente.
• Buone percentuali da 2, flirta sempre con il 50% tirando più di 15 volte, e dalla lunetta, sopra l’82%.

🚫 NO 🚫

• Grande attaccante, mediocre difensore, soprattutto considerando il buon atletismo di cui dispone.
• In stagione regolare il suo plus/minus (+/-) su 100 possessi è spesso positivo, circa +3.5; nei playoff, lo stesso dato crolla: -1.1 l’ultima post-season, addirittura -3.4 la precedente. Dati che indicano che i risultati nei playoff stentano ad arrivare.
• Leader silenzioso, forse troppo silenzioso. Raramente si mette in mostra a parole, lascia parlare il campo e questo in generale può essere positivo, ma da un giocatore di punta ci si aspetta qualcosa di più a livello sia mediatico sia con i compagni.
• Scarsi miglioramenti nel corso della carriera: sempre scarso il suo rendimento per la squadra a livello di assist e rimbalzi, meno di 4 a partita e meno di 5 a partita.
• Gioco molto prevedibile, nonostante la sua grande capacità di costruirsi un tiro. Troppo spesso rinuncia a tiri da 3 per avvicinarsi a canestro, e per un esterno questo è molto penalizzante.

Nota a margine: in questo inizio di stagione il tiro da 3 è migliorato. Ne prende 3.2 di media a partita e converte con il 36.8%.

CONCLUSIONE

Qualche miglioramento da dietro l’arco si vede finalmente, resta da capire se siano definitivi o solo dovuti ad un buon momento di fiducia; fossero definitivi sarebbe davvero una bella notizia per i Raptors.
Personalmente considero DeRozan una versione meno talentuosa e meno “cattiva” di Kobe Bryant e penso che a Toronto il problema sia più il reparto lunghi, Valanciunas in primis, che quello esterni, anche se Lowry non mi convince a pieno nonostante ottimi numeri. DeMar resta un All Star, un giocatore di ottimo livello e un punto chiave di questi Raptors, nonostante i limiti soprattutto difensivi, anche per il futuro, ma per il salto di qualità manca qualcosa, forse un sistema migliore in cui inserire il duo Lowry-DeRozan, o addirittura cercare un sostituto più adatto di Kyle a far coppia con DeMar. Ma questo è solo fantabasket.

Simone

Simone

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi. Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation. Nickname: Simo T.