NFL Super Bowl 52: finalmente Eagles!

Al termine di una partita mozzafiato, i Philadelphia Eagles conquistano finalmente il loro primo Superbowl superando i Patriots 41-33 in una battaglia decisa sul filo di lana . Ecco l’analisi di un Superbowl da ricordare!

Super Bowl 52 - Logo

Nel secondo episodio di una famosa saga cinematografica sportiva, il protagonista della serie riusciva, al termine di un match senza esclusione di colpi, a stendere il campione in carica, finendo esso stesso a terra. Nella concitazione del momento il nostro eroe riusciva ad alzarsi ad un secondo dal gong finale e ad essere proclamato Campione del Mondo dei Pesi Massimi. Quel personaggio era Rocky Balboa, underdog da Philadelphia (ricorderete tutti la scena in cui finisce di fare footing su per la scalinata del Philadelphia Museuum of Art), e il suo avversario era il Campione in carica Apollo Creed.

E come nella favola di Rocky, anche i Philadelphia Eagles coronano il loro lunghissimo inseguimento al Superbowl centrandolo al terzo tentativo e vendicando sportivamente la sconfitta dell’edizione del 2004 quando proprio Brady&Belichick avevano battuto i bianco verdi in un altro match tiratissimo (altra analogia con Rocky). Il 41-33 finale racconta in pieno il continuo batti e ribatti cui hanno assistito i tifosi inchiodati alla tv. Destro e sinistro, gancio e montante per Balboa&Creed, corse e lanci per Foles&Brady. Ne è uscita una partita divertente in cui le due squadre si sono rincorse, riprese e superate per tutta la partita mettendo quasi alla berlina le due difese avversarie (1,151 le total yards accumulate dalle due partecipanti). E, ovviamente, è stata una delle poche “giocate” difensive della partita a risultare come uno dei fattori decisivi per la vittoria degli Eagles.

La cronaca del match è una litania infinita di giocate e ricezioni da urlo dei ricevitori delle due squadre, touchdown in serie, errori dei rispettivi kickers, quarti down convertiti nelle situazioni più surreali, che han prodotto un mix di emozioni culminate in un finale di partita pirotecnico.

Sotto per la prima volta nella partita per 33-32, Foles ricama un drive eccellente che, complice la conversione di un quarto down, regala il nuovo vantaggio agli Eagles: la segnatura di Zach Ertz viene ritenuta valida e Philly si riporta avanti 38-33. C’è però un problema: il cronometro regala ancora più di due minuti a Tom Brady e al suo attacco per poter ribaltare definitvametne la situazione. Tempo, ricevitori, andamento della partita fanno supporre l’ennesimo happy ending e tutto sembra apparecchiato per l’ennesimo drive vincente della carriera del Fenomeno #12.

Nella seconda metà di gara gli Eagles non hanno praticamente mai fermato la macchina offensiva di New England e proprio quando ci si prepara all’inevitabile, arriva il momento che cambia la partita.

Proprio ad inizio drive Patriots, uno dei veterani di questi Eagles, il DE Brandon Graham, buca la linea offensiva di New England provocando uno strip sack ai danni di Brady (con successivo fumble recuperato da Derek Burnett). E’ la giocata della partita; l’ovale torna a Philly che, allungato con un field goal sul 41-33 e mangiato altro tempo sul cronometro, riesce a resistere al disperato assalto finale dei Patriots, conquistando finalmente il Vince Lombardi Trophy.

Detto di questa azione, bisogna togliersi il cappello di fronte alla partita di Nick Foles, MVP della partita. Della sua storia abbiamo detto in fase di presentazione e il coronamento di questo viaggio è una performance d’altri tempi con una striscia da 28 su 43 per 373 yards e 3 touchdown, che racconta solo in parte la freddezza e l’abilità dell’ex QB di Arizona .

Foles si toglie anche l’uzzolo di segnare lui stesso un touchdown, ricevendo l’ovale dal TE Trey Burton al termine di un coraggiosissimo trick play a fine secondo quarto su un 4&1 da infarto.Gira voce che lo stesso schema fosse stato usato dal’QB biancoverde ai tempi…della High School!

E bisogna fare i complimenti all’intero coaching staff di Philadelphia che, nonostante l’assenza del proprio leader e QB Carson Wentz, ha saputo organizzare la fase offensiva della propria squadra in maniera perfetta superando le difficoltà date dal dover far fronte ad una difesa enigmatica come quella dei Patriots, nota per saper fare aggiustamenti e correzioni in corso d’opera annullando per lunghi tratti gli attacchi avversari.

La prova della linea offensiva degli Eagles è stata positiva al di là di qualsiasi aggettivo (Foles non ha subito alcun sack) e questo ha consentito all’attacco biancoverde di avere buon gioco anche in situazione di terzo down (ben tredici quelli convertiti, cui van sommati anche due quarti down). La sicurezza e la consapevolezza dei propri mezzi ha consentito al team di cooach Doug Pederson di non lasciarsi abbattere una volta finiti in svantaggio e di ribaltare la situazione nella maniera migliore (con il sopracitato td di Zach Ertz).

E i Patriots? Il giudizio va diviso nettamente fra attacco e difesa. Al di là del fumble sul drive decisivo, New England ha giocato una partita offensivametne quasi perfetta con lo stesso #12 a trovare costantemente i suoi ricevitori. Le 505 yards (cinquecentocinque…e record stabilito per un Superbowl) lanciate da Brady, l’ottima performance dei vari ricevitori (Gronkowski, Amendola e Hogan hanno accumulato almeno 116 yards a testa…) e i trentadue punti messi sul tabellone (non considerando un field goal e un pat sbagliato) sono la produzione che solitamente garantisce al team di coach Bill Belichick di vincere qualsiasi partita.

Non ieri, quando la difesa coordinata da Matt Patricia (prossimo head coach dei Detroit Lions) ha purtroppo fatto acqua da tutte le parti: detto dei tanti terzi down convertiti dagli Eagles, va sottolineata anche l’impossibilità di generare pressione di qualche tipo su Foles (protetto da una linea offensiva da urlo) o di creare qualche turnover. Lo stesso intercetto di metà secondo quarto è stato quasi casuale e non lo specchio di quello che sarebbe dovuto essere.

La vittoria degli Eagles è sostanzialmente meritata e, in quel di Philly, i festeggiamenti andranno avanti molto a lungo con la tanto attesa parata prevista per i prossimi giorni. Lo stesso futuro nella “città dell’amore fraterno” sembra più che roseo: il ritorno in cabina di regia di Carson Wentz forzerà probabilmente gli Eagles a cedere proprio quel Nick Foles, eroe ed MVP di questo Superbowl. Wentz ha mostrato, in queste due stagioni, di avere quei numeri che possono garantire a Philly un florido futuro e tradare Foles potrebbe portare agli Eagles un prezioso 1st o 2nd round al prossimo draft.

Qualche incognita invece avvolge il futuro dei Patriots. Entrambi i Coordinatori lasceranno dopo alcuni anni per prendere in mano due ruoli da head coach (Patricia, il DC, a Detroit e Mc Daniels, l’OC, a Indianapolis) e si vocifera di un potenziale ritiro di Rob Gronkowski. A questo va aggiunta la querelle su Brady-Belichick-Kraft che porebbe avere un’appendice in questa off season.

Un’altra spettacolare stagione NFL va in soffitta e, come ogni anno, comincia la lunghissima offseason che obbligherà tutti gli aficionados ad aspettare Settembre per rivedere le squadre in azione. In questi mesi di “astinenza” da ricezioni, corse, placcaggi e touchdown, cercheremo di tenervi aggiornati su movimenti di mercato, draft e novità in genere provenienti dalla mondo della palla ovale a stelle e strisce.

Chiudo con un caloroso ringraziamento da parte mia e da parte dell’intera redazione di Nba Evolution per averci seguito numerosissimi anche quest’anno!

Stay tuned!

Fabio G

Fabio G

Anconetano doc, seguo da anni gli Sport Americani e la NFL in particolare, con un occhio di riguardo per i Detroit Lions. Da poco collaboro con NBA-Evolution come redattore per la sezione NFL. Nickname: Fabio G