Kawhi Leonard, il prossimo Kyrie Irving?

Nello sport il campo è l’unico giudice e quello che dice è che i San Antonio Spurs malgrado la pesante assenza della loro stella Kawhi Leonard (25 anni) sono sempre li nelle zone nobili della Western Conference con Gregg Popovich che sta tirando fuori il meglio da tutti i suoi ragazzi…ma la questione Leonard inizia ad essere una spina fastidiosa o meglio un gran punto interrogativo al quale si fatica a trovare una risposta.

Dopo la pausa All Star Game è arrivata la tegola, i medici dei San Antonio Spurs hanno dato luce verde al #2 ma lui, dopo aver passato 10 giorni tra New York e Los Angeles consultando tutti gli specialisti del caso sul suo infortunio al quadricipite, decide che NON VUOLE tornare e arrivati a questo punto della stagione al 99,9% non rivedremo “The Klaw” in campo.

Leonard non parla.

Facciamo un salto indietro, verso novembre/dicembre di colpo la ESPN (ok che non è nuova a sparate) se ne esce dicendo che Leonard sarebbe scontento degli Spurs sia sotto l’aspetto medico per come hanno (e stanno) gestendo il suo infortunio che sotto l’aspetto manageriale visto la scarsa Free-Agency che non gli ha portato un Top Player in aiuto per combattere i Warriors.
Jalen Rose a “First Take” rincara la dose dicendo che addirittura Leonard NON vuole più giocare negli Spurs, nel giro di neanche 24 ore il giocatore fa sapere, ripeto, FA SAPERE che è tutto falso e si va avanti nel più classico degli stili Spurs…però il tarlo è nella testa di molti anche perché ci si chiede come certi rumors siano usciti conoscendo la segretezza che regna a San Antonio, o la gente è impazzita o forse qualche fondamento c’è. Contando che dal 2000 ad oggi non ci sono mai stati scoop o notizie shock dall’Alamo.

Leonard non parla.

Ritorniamo alla notizia di settimana scorsa, soprattutto alle dichiarazioni freddine di coach Gregg Popovich quando gli è stato chiesto della situazione del suo leader oltre a quelle sul futuro degli suoi in questa stagione

Gli Spurs devono giocare per se stessi

Tradotto: “Questi siamo e con questi ci giochiamo la stagione“, stando a quel vecchio volpone di Adrian Wojnarowski la situazione Leonard ha provocato un forte stress all’interno della franchigia e incrinato il rapporto con Popovich, al giocatore quelle 9 gare giocate quest’anno (da fantasma praticamente) non erano volute causa una problema di comunicazione tra lui e franchigia, ricordiamoci che i dottori nero-argento, professionisti che lavorano con Popovich da anni e dei quali lui si fida, hanno dato l’OK a Kawhi e che è stato LUI a dire no.
Tanto per cambiare Popovich oltre alle parole parla con i fatti, San Antonio di fatto senza Leonard oggi è 36-25 al 3° posto ad Ovest e ieri ha demolito i Cavs a Cleveland, perché a San Antonio SYSTEM COMES FIRST e Popovich non guarda in faccia nessuno. Tradotto: “No Leonard, no problem“.

Abbiamo fatto un salto indietro, abbiamo parlato del presente e adesso vi chiedo di fare un salto avanti a luglio 2018, cosa succede il 1° luglio 2018? Si, comincia la Free-Agency e Kawhi Leonard entra nel suo ULTIMO anno di contratto con i nero-argento, un contratto che recita $20 milioni con $21 milioni di Player Option per la stagione 2019/20 e tutti, anche chi segue sporadicamente l’NBA, sanno che NESSUN giocatore entra nel suo ultimo anno di contratto senza trattare il rinnovo soprattutto se è un Top 5 assoluto della Lega. Vi ricordate che quando firmò l’estensione da 5 anni per $94 milioni non fu una trattativa lampo anzi…

Leonard non parla.

La Free-Agency 2018 ha due nomi su tutti che spiccano, Paul George e LeBron James, ma cosa è successo nella scorsa? Quale è stato la trattativa shock? Kyrie Irving (25 anni), NON un Free-Agent, che vuole l’indipendenza e saluta Cleveland andando a Boston; i Cavaliers sono la squadra (chissà per quanto) di James, i Warriors sono i Warriors, Boston è la squadra di Irving, Houston è la squadra di James Harden, Oklahoma City è la squadra di Russell Westbrook, San Antonio è la squadra di…Gregg Popovich e chi veste l’uniforme nero-argento è un soldato di Popovich.

Kyrie NON voleva più essere il “Closer” o “Alfiere” di LeBron, che Kawhi forse NON voglia più essere un soldato di Popovich e voler la SUA indipendenza? Magari Leonard, come Kyrie con Cleveland (situazione contrattuale James), ha capito che difficilmente gli Spurs porteranno rinforzi pesanti in estate? Popovich su questo è molto simile a Bill Belichick, se qualcosa non ti va bene, è irrilevante chi tu sia, la porta è quella perché SYSTEM COMES FIRST.

È un attimo che il GM RC Buford alza la cornetta e ha mezza Lega che gli offrirebbe di tutto per aver Leonard, Lakers in primis.

Ricapitolando:
• Infortunato
• Deluso dalla Free-Agency
• Deluso dai medici Spurs
• Problemi di comunicazione
• La squadra entra nella fase finale della stagione, ha bisogno di te, i medici dicono “Si” ma tu dici “No”
• Popovich e franchigia delusi
• La squadra malgrado la tua assenza vince
• Ultimo anno di contratto nella prossima stagione

Se c’è una franchigia che può gestire nella tranquillità una situazione scomoda questa è San Antonio e lo farà come sempre lavando i panni in casa, ma la domanda che sta emergendo è: la situazione è recuperabile o la frattura creata il 22 febbraio è stata definitiva?

E poi

Leonard non parla.

 

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B