Perché SI, Perché NO: Marco Belinelli!

La nostra rubrica oggi si tinge d’Azzurro e parla ancora più italiano, voliamo da Marco Belinelli, infatti, neo acquisto dei 76ers dopo aver giocato una buona prima parte di stagione con gli Atlanta Hawks.

PERCHÈ SI, PERCHÈ NO

Dopo un inizio di stagione più che valido con i modesti Atlanta Hawks, il minutaggio del Beli è andato via via calando anche in seguito a prestazioni non sempre di livello; certo, come lui stesso ha dichiarato dopo essere arrivato a Philadelphia, ad Atlanta non è che le ambizioni fossero elevatissime e si può quindi comprendere che non fosse facile dare sempre il massimo, ma ora deve riallacciarsi per bene le scarpe e lottare per conquistare la Postseason con ‘The Process’. Quanto e come inciderà Marco? Riuscirà a far bene? Andiamo a scoprirlo.

✅ SI ✅

• Perfettamente calato da sempre nella definizione di ‘Role Player’, Belinelli sa sempre come entrare in punta di piedi in una nuova squadra per trovare la sua dimensione.
• Ha esperienza da vendere in un contesto molto giovane: insieme a JJ Redick potrà aiutare i giovani ad affinare alcuni aspetti del gioco per le partite chiave in ottica Playoff.
• Giocatore perimetrale ma molto migliorato nel gioco senza palla anche in avvicinamento a canestro e trova in Simmons un gran playmaker da cui ricevere ‘assistenze’ da concretizzare.
• Molti minuti fin da subito e spesso ben sfruttati: le statistiche si riferiscono soltanto a 5 partite, ma Belinelli sta viaggiando a 12 punti di media con buone percentuali uscendo dalla panchina.
• Complementare a Covington e un giocatore perfetto per sostituire Redick mantenendo l’equilibrio della squadra in campo. Phila spesso cerca di affiancare ad Embiid e Simmons buoni tiratori per aprire il campo e lasciar spazio alle due stelle della squadra.

🚫 NO 🚫

• La difesa è sempre stata un suo punto debole e a Phila non trova un sistema difensivo così organizzato in cui nascondere i suoi limiti.
• Copia quasi speculare di Redick che non fornisce una vera alternativa in chiave di cambio di ritmo dalla panchina, fatto che alla lunga i 76ers pagheranno a caro prezzo.
• Potrebbe ricoprire un ruolo importante nei finali di partita tirati e in questo, nonostante un titolo NBA, non è sempre stato coinvolto nel corso della sua carriera, almeno non in partite veramente calde per la stagione.
• Il calo fisico, alla lunga, finirà per limitarne il minutaggio.
• Le percentuali da tre sono buone, ma sotto il 40%, non abbastanza per fare davvero la differenza. L’ultima stagione da oltre il 40% da dietro l’arco è terminata con un titolo NBA, da allora mai sopra il 37% in squadre mediocri: giova di un sistema valido in cui prendere solo i tiri corretti, sistema che a Phila non c’è.

CONCLUSIONE

Marco Belinelli NON è un giocatore finito, ma allo stesso modo NON è più un giocatore da Contender. Attenzione, per una squadra che lotta per un piazzamento ai Playoff è un eccellente innesto, ma non dobbiamo farci trascinare da un patriottismo sfrenato: i limiti fisici gli impediscono di essere efficace in difesa sulle guardie e subisce troppo in termini di peso contro le ali. Ha bisogno di una piazza che creda in lui, di un sistema in cui possa fare lo specialista, e di giocatori che gli tolgano pressione e gli liberino spazio in campo: Philadelphia per questi tre punti è il luogo ideale per Marco arrivato a questo punto della sua carriera.
Potrebbe rientrare ancora nel progetto anche il prossimo anno, anche con qualche ambizione di squadra in più, accontentandosi del minimo a livello di stipendio. Ma questo è il futuro, per ora l’obiettivo sono i Playoff e le carte in regola ci sono: concentrazione nelle partite chiave e un po’ di sano entusiasmo sono le migliori armi per una squadra dalle buone prospettive future. Trust the Process, Marco!

APPUNTAMENTI PRECEDENTI
Khris Middleton
Victor Oladipo
DeAndre Jordan
Marcus Smart
DeMar DeRozan
Isaiah Thomas
LaMarcus Aldridge
Nikola Jokic
Andre Drummond
• Damian Lillard
Devin Booker

Simone

Simone

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi. Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation. Nickname: Simo T.