Evolution Awards Race (09/03/2018)

Siamo vicini al rush finale di questa avvincente Regular Season, e nella nostra Evolution Awards Race le varie classifiche iniziano a delinearsi, almeno per quello che riguardo il podio. Nessun nuovo leader, qualche rientro e poco altro. Di certo, a parte il Rookie Of The Year, tutto è ancora molto combattuto.

MVP

1) Anthony Davis (NOP): Il momento spettacolare del lungo dei Pelicans è stato interrotto solamente da una caviglia distorta. E speriamo, per lui e per New Orleans, che la situazione sia facilmente risolvibile. Anche perché sarebbe brutto vederlo dover stare fermo ai box in un momento così entusiasmante della sua carriera. Meritatamente al #1.
2) James Harden (HOU): I Rockets continuano imperturbabili ad inanellare una vittoria dopo l’altra. Così come Harden continua a giocare una stagione da assoluto vincente. Sempre con l’idea che comunque potrebbe sempre alzare il livello del gioco.
3) LeBron James (CLE): Indubbiamente la strana stagione dei Cavs necessita di un James in modalità marce più alte del solito, rispetto agli standard delle sue annate precedenti. Ed il Re sta rispondendo presente, con un febbraio/marzo statisticamente da incorniciare.

R.O.Y.

1) Ben Simmons (PHI): Ha trovato continuità su alti livelli, e nel corso della stagione ha smussato alcuni angoli presnti nel suo gioco. Praticamente il vero leader dei Sixers, si fatica a capire chi potrebbe portargli via l’award.
2) Donovan Mitchell (UTA): Peccato per lui che c’è l’australiano da Philadelphia. I Jazz hanno ritrovato le vittorie, e si sono riavvicinati alla zona playoff, quando il ragazzo è tornato su alti livelli offensivi. Sorprendentemente senza paura quando la palla scotta, calcolando la poca pubblicità con cui è entrato nella lega.
3) Kyle Kuzma (LAL): Finale di stagione sui livelli dell’inizio per il #0 dei Lakers, che di sicuro si esprime meglio quando ha di fianco a lui un playmaker che fa girare bene la palla. Anche lui con poca di paura di gestire i finali punto a punto.

SIXTH MAN

1) Lou Williams (LAC): Anche per lui è difficile vedere all’orizzonte un rivale credibile. Ed adesso che la lotta diventa interessante sta tirando fuori dal cilindro anche partite in doppia doppia, inventandosi costruttore di gioco. Una vera arma in più dalla panchina per coach Rivers.
2) Dwayne Wade (MIA): In questa fase della stagione Wade sembra essersi dimenticato dell’età e degli acciacchi, e sta giocando da assoluto protagonista. Serviva uno che aiutasse gli Heat nello sprint finale, ed il veterano, che entra a partita in corso e diventa decisivo, è manna dal cielo.
3) Terry Rozier (BOS): Dopo una breve pausa di riflessione Rozier è tornato a giocare con grande intensità, e come prima sui due lati del campo. Abbiamo già detto che questa è sicuramente la sua miglior stagione da quando è entrato nella lega?

D.P.O.Y.

1) Al Horford (BOS): Come si è visto e si sta vedendo, le fortune dei Celtics nascono dalla difesa, soprattutto. Anche Horford ha avuto una pausa, ma adesso sembra essere tornato in forma perfetta, proprio quando serve. E la dietro ha ripreso ad alzare voce e non solo.
2) Rudy Gobert (UTA): Bentornato ragazzone! A Salt Lake City hanno sentito la tua mancanza, specie appunto sotto il proprio canestro. Adesso che ha risolto tutti i problemi fisici far canestro contro i Jazz è tornato ad essere difficile. Ma la presenza di Gobert in difesa va oltre alla mera intimidazione.
3) Draymond Green (GSW): Volete uno che sia decisivo su un sigolo possesso difensivo? Chiedete, ad esempio, agli Spurs la scorsa notta. Enciclopedico sull’uomo, negli switch difensivi ed in aiuto. Poi certo quel caratteraccio…..che comunque a volte aiuta.

M.I.P.

1) Victor Oladipo (IND): Si è ripreso il comando di questa classifica ed adesso sarà difficile scalzarlo da qui. I Pacers hanno un sogno: il quarto posto della Eastern, e magari qualcosa in più, e Victor è il loro profeta. E adesso si è messo anche a difendere.
2) Gary Harris (DEN): In questo momento di sbandamento dei Nuggets, Harris sta comunque dimostrando tutte le qualità che ha acquisito in questa stagione. Leadership, faccia tosta, aggressività offensiva. Alla fine potrebbero pagare, nella serrata lotta per un posto ai playoff della Western.
3) Clint Capela (HOU): Anche per lui una stagione continua, un moto perpetuo su e giù per il parquet, fondamentale per le giocate dei Rockets. Perfettamente a suo agio nel sistema D’Antoni, interpreta il ruolo di lungo con grande intelligenza, segno di crescita anche mentale.

C.O.Y.

1) Duane Casey (TOR): I Raptors proseguono nella loro marcia per la conquista della #1 nella Eastern alla fine della Regular Season. Coach Casey continua a valorizzare tutto il roster, senza dimenticarsi di avere due All Star in squadra. Ma si sa che le stagioni vincenti si costruiscono facendo sentire tutti importanti.
2) Brad Stevens (BOS): I Celtics sono tornati a giocare come ad inizio stagione. Coach Stevens è stato bravo nel rimotivare i ragazzi, nel cambiare qualcosa nelle rotazioni, e nel dare a tutti minuti per rendersi utili alla causa, anche ai nuovi arrivati.
3) Alvin Gentry (NOP): Al di là del #23 Gentry sta allenando con grande determinazione alcuni ragzzi con nomea di essere difficili da gestire. Ha dato chiare gerarchie anche in assenza delle stelle, e tutti quelli che giocano danno l’idea di sapere cosa fare quando serve.
Arrivederci alla prossima puntata

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati