To Live Or Die With Brodie, Russell Westbrook!

Oggi, lunedì 19 marzo, Russell Westbrook sta viaggiando a 25.2 punti, 9.7 rimbalzi, 10.2 assist, 22 Triple-Doppie all’attivo (1° nella Lega) di cui le ultime 5 consecutive e sono 102 in carriera, i Thunder sono in striscia positiva da 6 gare e al 4° posto ad Ovest. BENE, parliamone.

Se il FOCUS di qualche settimana fa su LeBron James (CLICCA QUI per leggere) non fu così difficile da buttare giù questo qualche complicazione ce l’ha perché la stagione degli Oklahoma City Thunder non è facile da decifrare, troppi altissimi e troppi bassi per la franchigia allenata da coach Donovan che malgrado tutto oggi è dove vuole e dove pensavamo arrivasse prima dell’inizio della Regular-Seaosn 2017/18.
Ad inizio stagione, esattamente il 1° dicembre mentre i Thunder affrontavano le prime difficoltà, scrissi che se OKC voleva puntare ad essere la terza incomoda tra Warriors e Rockets doveva seguire la velocità del suo leader (CLICCA QUI per leggere), stare al passo di Westbrook perché i fatti parlavano chiaro, se Russ si mette a fare l’ecumenico cercando di far segnare i suoi due nuovi alfieri per accontentarli la squadra non va da nessuna parte, non sono un caso le tante sconfitte nella prima parte di stagione con brutte percentuali dal campo di tutte e tre le stelle ma soprattutto partite tirate dove Russ si caricava la squadra sulle spalle cercando di vincerla da solo…come l’anno scorso.

VIOLINI

Paul George sta giocando un’ottima stagione da 2° violino come prevedibile, gioca a modo suo come ai tempi di Indiana, si prende i suoi tiri, i suoi momenti e fa quello che ci si aspettava, poi alla voce “Miglior Kombo” su 100 possessi della Lega lui e Westbrook sono al 145° posto…e non sorprende per chi ha visto giocare i Thunder quest’anno.
Poi c’è il discorso Carmelo Anthony dove mi espongo in sua difesa, commovente Melo! Questo ha passato l’intera carriera tra Denver e New York ad essere la prima punta, lo scorer, ad avere i suoi giochi e quest’anno si accontenta delle briciole…e lo fa, senza lamentarsi. Per uno scorer puro come lui è molto difficile, non ha quasi mai la possibilità di prendere ritmo a differenza ad esempio di Chris Bosh a Miami dove il 1° quarto era il suo momento, spesso è costretto a tirare dopo in situazioni dio gioco rotto e a freddo, i suoi numeri parlano chiaro però il suo contributo lo sta dando. Westbrook ci ha capito poco sul come giocarci.

Alla pausa All Star le critiche a Westbrook non sono mancate sia per quello scritto sopra ma soprattutto sulla sua leadership, OKC aveva esattamnet una sconfitta in meno rispetto la passata stagione, giocatori che giocavano con lui l’anno scorso quest’anno, lontani da OKC, stanno disputando una signor stagione: Victor Oladipo da oggetto del mistero 2016/17 oggi è in lizza per il M.I.P, Domantas Sabonis ha numeri migliori come d’altronde Enes Kanter, Kevin Durant non fa testo visto il contesto in cui è finito.

Westbrook fenomeno da record e statistiche ma pessimo leader e compagno di squadra?

IL BRODIE

Come si può valutare uno come Westbrook? Questo passa da notti in cui spacca i ferri con 9/30 dal campo, si incaponisce con azioni senza senso e poi ti spara 5 Triple-Doppie consecutive con ottime percentuali dal campo e tanti canestri cruciali (e ben scelti) nei finali di partita oltre a sparare tiri decisivo come il Buzzer-Beater a Sacramento.
L’anno scorso non fa testo, primo anno senza KD, squadra di medio livello e infatti è stato un Russ Show per tutto l’anno, 42 Triple-Doppie, Tripla-Doppia di media stagionale, partite vinte da solo, squadra arrivata ai Playoffs e titolo di MVP meritato.

Questa stagione è la sua prova del 9, con Durant è arrivato a 10′ dal buttare fuori i Warriors ai Playoffs 2016, da solo ha portato una squadra mediocre ai Playoffs con numeri da urlo, adesso ha gli alfieri DIMOSTRI che è un leader e porti la squadra a competere.
Si gioca tanto il prodotto di UCLA quest’anno, sia a livello individuale che di squadra, nessuno chiede ai Thunder il titolo, Golden State e Houston sono ancora un gradino abbondante sopra, però al #0 si chiede proprio di dimostrare di essere un LEADER che al posto di caricarsi la squadra sulle spalle e giocare da solo (come l’anno scorso) la prenda per mano.

Soprattutto da dimostrare e convincere Paul George e gli altri Free-Agents 2018, che restare/venire ad Oklahoma City è un affare per poter puntare al titolo.

Il punto e che ti fa incazzare. Perché è capacissimo di fare il Leader, basta guardare ieri a Toronto, su un campo infernale contro una squadra che arrivava da 11  W consecutive ha giocato benissimo, preso i tiri che gli competono, tirato bene (15/22, 68%) e nel finale l’ha vinta senza forzare con ottime scelte (🎥).

Lo vedi così così e ti innamori, poi lo vedi a Portland nello scontro diretto contro i Trail Blazers, match con posta in palio molto importante e tira 12/31 perdendo la bussola nel 4° periodo…e ti incazzi.

DIVISION BUSINESS

Oklahoma City è stata anche ad un passo dal baratro (8° posto) ma in un’Ovest così equilibrata sotto il duo Warriors-Rockets tutto è aperto e infatti oggi i Thunder sono al 4° posto, posizione di tutto rispetto che ci si aspettava ad inizio stagione, sotto però ai nemici di Division di Portland in striscia positiva da 12 gare con tanto di scontro diretto vinto che oggi pesa un macigno perché ha portato la serie stagionale sul 3-0 Rip City!
Il calendario dei Trail Blazers non è semplicissimo ma sono in un momento di forma pazzesco, OKC un pochino meglio ma entrambe si affronteranno di nuovo, stavolta alla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City il 25 marzo, ultimo scontro diretto della stagione che potrebbe ancora aiutare i Thunder ad agguantare il 3° posto ma allo stesso tempo farli perdere posizioni visto i cagnacci (Jazz, Spurs, T-Wolves, Pelicans) davvero in un non nulla.

Mancano 10 partite alla fine della Regular Season dei Thunder, hanno lasciato giù partite da mangiarsi le mani, hanno strappato referti rosa pesanti e malgrado tutto sono dove loro si auguravano, adesso arriva il difficile! Adesso devono davvero dimostrare solidità ed attributi perché mai come quest’anno nei Playoffs di questa Western Conference la posizione finale è importante, tra un 3° posto e un 5° cambia tutto e i Thunder non possono più permettersi passi falsi.

Tutto come sempre, volente o nolente, nelle mani e nella testa del Brodie.

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F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B