Perché SI, Perché NO: Kemba Walker

Tornano i riflettori di NBA Evolution e oggi è il turno di Kemba Walker, leader degli Charlotte Hornets, alla disperata, e quasi impossibile, ricerca dell’ultimo posto disponibile per i Playoff in una Eastern Conference ancora incerta nella griglia per la post season.

PERCHÈ SI, PERCHÈ NO

Walker, arrivato in NBA da assoluto protagonista della cavalcata collegiale di UConn, si è trovato subito in una situazione abbastanza particolare, leader dopo poco di una squadra in via di definizione come Charlotte. Gli Hornets a guida Kemba Walker sono riusciti via via a trovare una propria identità responsabilizzando sempre di più il numero 15 e trovando due volte la post season, senza però essere mai riusciti a sfondare lo scoglio del primo turno. La mancata qualificazione della passata stagione e i modesti risultati dell’anno in corso, hanno portato il front office della franchigia del North Carolina a valutare di scambiare Kemba, finito sul mercato in prossimità dell’ultima Deadline; nessuna offerta è stata ritenuta degna di nota e ciò ha prolungato la convivenza tra gli Hornets e Kemba almeno fino al termine di questa stagione. Ma quali sono le reali possibilità che questa convivenza abbia un più roseo futuro? Può essere Walker il punto di riferimento di questa franchigia? Proviamo a capirlo.

✅ SI ✅

•Leader offensivo della squadra e gran realizzatore in generale: 22 punti abbondanti di media.
•Ottima visione di gioco che gli permette di essere sia pericoloso individualmente sia di mettere in ritmo i compagni. Leader anche negli assist con quasi 6 di media.
•Estremamente abile nel concludere al ferro, nonostante la scarsa altezza: sfrutta la sua straordinaria rapidità e il suo eccellente ball handling per guadagnare vantaggio e concludere prima degli aiuti.
•Uno dei migliori nel tiro dal palleggio nel mid-range; capacità atletiche che gli permettono uno step-back mortifero, al resto pensa la mano estremamente educata.
•’Cardiac Kemba!’ gli urlavano al college, qualità che ha perfezionato anche al livello superiore. Nei finali di partita lo vuoi sempre come compagno e mai come avversario: letale nelle partite tirate che si risolvono verso il suono della sirena.

🚫 NO 🚫

•Percentuali non sempre eccellenti causate da alcune pessime scelte di tiro.
•Difensivamente scarso: nonostante 1.2 palloni rubati a partita troppo spesso viene battuto in uno contro uno.
•Piccolo in una NBA sempre più fisica, difensivamente paga molti mismatch, in particolare durante i Playoff quando si cercano gli anelli deboli delle difese avversarie.
•Prestazioni troppo spesso altalenanti soprattutto a livello di risultati di squadra.
•All Star ma manca ancora qualcosa per ritenerlo davvero tra i migliori della lega.

CONCLUSIONE

Uno di quei giocatori un po’ indefiniti: forti, talentuosi, capaci, ma che sembrano sempre incompleti. Ecco, iniziamo a mettergli di fianco qualche giocatore veramente da All Star e non solo i Batum e gli Howard. Proviamo a vedere come potrebbe comportarsi con affianco il McCollum, il Beal, il DeRozan di turno che fornisce una vera alternativa offensiva alla squadra, perché fino ad ora Walker è stato davvero molto solo in quel di Charlotte.
Il contratto per il prossimo anno è davvero invitante, 12Mln, e svariate squadre potrebbero decidere di puntare su di lui sacrificando magari scelte al Draft per una corsa alle posizioni importanti: squadre come Indiana, Denver, Detroit, San Antonio e New Orleans che hanno bisogno di un qualcosa in più e lo potrebbero certamente trovare proprio in Kemba. Da solo non ti risolleva una franchigia ma con qualcuno con cui spartirsi il compito diventerebbe veramente interessante; resta da vedere se gli Hornets di MJ riusciranno a puntare su un vero All Star in questa free agency o se la prossima estate perderanno un vero talento come Kemba perché non sono riusciti a dargli una squadra degna di questo nome. Tieni duro, Kemba!

APPUNTAMENTI PRECEDENTI
Khris Middleton
Victor Oladipo
DeAndre Jordan
Marcus Smart
DeMar DeRozan
Isaiah Thomas
LaMarcus Aldridge
Nikola Jokic
Andre Drummond
• Damian Lillard
Devin Booker
Marco Belinelli
Andrew Wiggins
D’Angelo Russell

Simone

Simone

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi. Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation. Nickname: Simo T.