Kyrie Irving e la (dura) vita dopo LeBron

La notizia è uscita ieri in serata ed è stata un mazzata per i tifosi dei Boston Celtics, Kyrie Irving (26 anni) si è operato al ginocchio e salterà il resto della stagione, recupero stimato tra i 4/5 mesi quindi in tempo per il Training-Camp, una tegola molto pensate da digerire per i Celtics dopo quella dell’Opening con Gordon Hayward (28 anni).

Boston al 99,9% chiuderà la Regular-Season al 2° posto grazie ad un superbo inizio di stagione condito da 16 W consecutive, Brad Stevens vincerà il “Coach Of The Year” e LUI è il vero motivo per cui anche senza Irving i Celtics rimangono un avversario ostico per tutti ma, in ottica futura, questo infortunio di Irving non fa stare sereni nessuno.

Come sapete vado sempre dritto al sodo e per me, questo infortunio di Irving, non è sfortuna ma la conseguenza di diversi eventi dal fatto che è, e mi dispiace dirlo, un INJURY PRONE; sin dai tempi di Duke (giocato solo 8 partite nel suo unico anno Blue Devil, ndr) era un giocatore acciaccato, primo anno a Cleveland ha saltato 31 partite, l’anno successivo 23, ma soprattutto il non aver più al suo fianco LeBron James (33 anni) gli è pesato molto sotto tutti gli aspetti.

Boston è un sistema stupendo, Stevens un coach formidabile, il roster è composto da giocatori ordinati, intelligenti, diligenti dai quali Stevens tira fuori il meglio (Rozier, Brown, Baynes, Tatum), difesa di ferro nei momenti che contano, un gioco bello da vedere…ma LeBron è oltre e Irving quest’anno lo ha testato sulla sua pelle perché LeBron ti MIGLIORA e ti PRESERVA.

Passare dall’essere il CLOSER di James ad essere il Go-To-Guy di una squadra e piazza ambiziosa cambia anche se sei un fuoriclasse assoluto come Irving; ti cambia la mentalità perché sai che con lui in campo puoi prenderti delle pause, sai che puoi avere almeno 5/6 tiri comodi a partita, sai precisamente quando avrai i tuoi momenti sapendo che la difesa non ti si chiuderà addosso perché hai Kevin Love e lui in giro, sai che NON devi giocare On-Fire per tutta la partita, sai che lui c’è sempre e, fuori dal campo, non sei mai esposto perché lui funge da parafulmine.

E voi, in quanto followers molto attenti, mi sottolineerete il fatto che Irving in maglia Celtics ha giocato 32′ di media contro i 35′ dell’anno scorso con Cleveland, d’accordo ma l’impatto su questi due minutaggi è notevolmente sbilanciato: 35′ a Cleveland ma quanti davvero giocati spingendo? A Boston, dopo il drammatico infortunio di Hayward l’attacco Celtics era TUTTO sulle spalle di Kyrie, poi chiaramente il sistema Stevens lo aiutava ma alla lunga quando andavano in RP (Rottura prolungata) tutti sul carro di “Uncle Drew“.

Vi ricordate la G1 delle NBA Finals quando, all’Overtime sotto 102-99 a 2’15” dalla fine Irving, in serata pazzesca, si accascia a terra e dice addio alle Finals col ginocchio KO? Irving è tornato, è tornato alle Finals, le ha decise con quella super tripla in G7 e ci è tornato anche l’anno dopo…Senza LeBron James al suo fianco non so se sarebbe lo stesso giocatore oggi.

Il padre degli esempi? DWYANE WADE!
Senza quei 4 anni da alfiere di LeBron a Miami la carriera di Wade era già finita molto tempo fa. Su questo non ci sono obiezioni o argomentazioni che tengano!
Wade, come Irving, aveva nel gioco di gambe, nell’esplosività nel corto l’arma che uccideva le difese per 48′ filati ma un gioco così alla lunga ti logora. Arrivato James Wade ha cambiato modo di giocare, si è ritagliato un ruolo definito, isolamenti ridotti dell’80%, più tiri comodi dai 5 metri, un impatto sulle partite silenzioso ma poi micidiale, 4 Finals e 2 titoli non a caso, e se oggi all’età di 36 anni con tutto quel chilometraggio su quelle ginocchia gioca e fa ancora la differenza il merito, oltre suo e della sua intelligenza, è anche del nativo di Akron che per 4 anni lo ha preservato.

Danny Ainge ha colto furbescamente l’occasione la scorsa estate rifilando un pacco scadente (a parte la 1^ scelta dei Nets) ai Cavs, si è assicurato uno dei Top 10 di questa Lega ma è un Injury Prone e questo lo deve far ragionare, la stella della tua squadra non può garantire una stagione tranquilla perché quel ginocchio NON sarà mai a posto e Irving dovrà giocarsi sopra sempre con la responsabilità che lui è LA STELLA della squadra e che non avrà LeBron alle spalle.
Hayward quando tornerà sarà un’arma importante nello scacchiere di Stevens, Horford è un giocatore fondamentale e Jayson Tatum sarà ancora più forte di quest’anno ma il Go-To-Guy è Irving e se il tuo Go-To-Guy tra le sue abilità non ha la voce DURABILITY…difficile pensare in grande.

Guardate San Antonio, prima dell’ascesa dei Warriors il miglior sistema dell’NBA, senza la sua stella (Leonard) da potenziale Top 3 dell’Ovest adesso rischia anche di non andare ai Playoffs, puoi avere il miglior gioco del mondo ma se la tua STELLA è acciaccata difficile andare lontano.

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B