Playoff 2018: Player Match-Up (East)

Playoff. Partite che si giocano sui dettagli. Serie che si decidono sugli aggiustamenti tattici. Le Superstar scaldano i motori ma da sole non andranno lontano. Ecco allora l’analisi sui Match-up chiave nella Eastern Conference.

PLAYERS MATCH-UP

Toronto Raptors (#1) – Washington Wizards (#8)
Kyle Lowry (TOR): 16 punti e 7 assist in stagione, vero motore dei Raptors; storicamente nella post season tende a mettersi più in proprio e diventeranno fondamentali le %: quasi il 40% da 3 punti rappresenta un dato positivo ma attenzione a non sprofondare in prossimità del 30% altrimenti la situazione può complicarsi.
Bradley Beal (WAS): mattatore da 23 punti di media a partita con il 38% da 3 e il 46% dal campo. Grande mole di tiri, 18 a partita, che sarà estremamente vincolata alle %: buone scelte di tiro generano percentuali migliori e maggiori possibilità di indirizzare la serie.

Boston Celtics (#2) – Milwaukee Bucks (#7)
Jayson Tatum (BOS): in contumacia Hayward ed Irving, chiavi in mano al rookie. Quasi 14 punti di media con appena 10 tiri a partita, dato che dovrà crescere anche a discapito delle percentuali (47.5% dal campo e 43.4% da 3). Banco di prova molto complesso subito per il 20enne ex Duke.
Khris Middleton (MIL): 20 punti, 5 rimbalzi e 4 assist, perfetto secondo violino alle spalle di Giannis; dovrà impegnare la difesa sul perimetro, anche da scarico, per lasciare campo a Giannis contro la difesa organizzata dei Celtics che spingerà il Greco a scaricare molti palloni.

Philadelphia 76ers (#3) – Miami Heat (#6)
Dario Saric (PHI): impegnato anche da 5, più per necessità che per scelta tattica, Dario dovrà riuscire a reggere fisicamente contro Whiteside e Olynik. 14.5 punti e quasi 7 rimbalzi per partita saranno il modo migliore per impegnare i lunghi degli Heat; aprire gli spazi a Simmons e ad Embiid, sperando nel suo rientro già nel primo turno, è un must per Phila e Saric è il lungo giusto per svolgere questo compito con quasi il 40% da 3.
Hassan Whiteside (MIA): con Embiid in dubbio, o comunque non al 100%, lo sforzo di Whiteside dovrà essere doppio; 14 punti e 11 rimbalzi della stagione regolare non bastano se il tuo avversario non potrà schierare un lungo vero contro di te e, qualora ci fosse Embiid, Hassan non dovrà accontentarsi di difendere in aiuto e lasciar tirare Joel, ma dovrà piegare le gambe e lottare per dare un vero contributo.

Cleveland Cavaliers (#4) – Indiana Pacers (#5)
Kevin Love (CLE): inutile girarci intorno, Kevin sarà la chiave per tutti i playoff dei Cavs; dalla sua voglia in difesa, ai rimbalzi e al tiro pesante passa la stagione dei Cavs. Turner non è un rimbalzista fenomenale e Love dovrà lavorare soprattutto a rimbalzo offensivo per garantire extra possessi. In più, in quanto secondo violino di LeBron senza mezzi termini, dovrà prendersi più responsabilità oltre a tirare, e bene, 41.8% da 3, sugli scarichi del Re.
Domantas Sabonis (IND): fondamentale contributo in uscita dalla panchina e fondamentale il suo impatto fisico nella lotta a rimbalzo, anche lui come Love chiamato ad una vera e propria battaglia sotto le plance, dove la serie potrà prendere una direzione. Offensivamente con 11 punti abbondanti di media gli verrà richiesta costanza e buone scelte di tiro, 51.4% dal campo in stagione, per assistere Oladipo nel tentativo di punire la non irresistibile difesa Cavs.

Simone

Simone

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi. Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation. Nickname: Simo T.