Playoff 2018: Player Match-Up (West)

Playoff. Partite che si giocano sui dettagli. Serie che si decidono sugli aggiustamenti tattici. Le Superstar scaldano i motori ma da sole non andranno lontano. Ecco allora l’analisi sui Match-up chiave nella Western Conference.

PLAYERS MATCH-UP

Houston Rockets (#1) – Minnesota Timberwolves (#8)
Clint Capela (HOU): compito arduo per lo svizzero che verrà impiegato soprattutto per compiti difensivi, sia sulla star dei Lupi Karl Anthony Towns, sia in aiuto per scoraggiare le scorribande in area dei vari Butler, Rose, Wiggins e dello stesso Towns. L’altro aspetto fondamentale per la serie sarà punire la scarsa attitudine difensiva dei T-Wolves sfruttando i lob di Harden e CP3. Pe concludere, nemmeno da dire, sarà fondamentale il suo apporto a rimbalzo: quasi 11 a partita in stagione regolare, ma in questo KAT sarà un cliente davvero difficile.
Andrew Wiggins (MIN): non può accontentarsi di essere spettatore non pagante se Minnesota vuole avere qualche possibilità contro i Razzi del Texas; non inserito a pieno nelle manovre offensive, spesso un po’ ignorato non può che far cambiare idea partendo dalla difesa, dove per altro presenta grandi lacune. In attacco saranno importanti le scelte di tiro più che le percentuali in sè: dimenticarsi del 33.1% da dietro l’arco e del 43.8% dal campo e avere fiducia nel proprio tiro sarà fondamentale per lui e per tutta Minnesota.

Golden State Warriors (#2) – San Antonio Spurs (#7)
Draymond Green (GSW): testa e sangue freddo è quello che verrà chiesto all’Orso Ballerino. Sì, perché quando Green è con la testa nella partita Golden State diventa davvero ingiocabile, anche senza Steph Curry. Rimbalzi, assist e tanta difesa saranno le chiavi per Green e per tutti i Warriors contro degli Spurs davvero imprevedibili. 7.3 assist da far quadrare con quasi 3 palloni persi a partita, il buon Green contro il deleterio Green. Dr. Jekyll e Mr. Hyde.
LaMarcus Aldridge (SAS): non nascondiamoci dietro ad un dito, Ginobili, Gay, Parker, Mills e Danny Green saranno importanti in questa serie ma tutto passa dalle mani della star della squadra a tutti gli effetti. 23 punti in stagione regolare ma appena 2 assist, Aldridge dovrà essere molto bravo a capire i momenti in cui essere offensivo producendo per se stesso e quando esserlo scaricando il pallone sul perimetro per i tiratori. Questa serie inizia e finisce con LaMarcus e il suo approccio alle partite, sia offensivamente che difensivamente. E Leonard…?

Portland Trail Blazers (#3) – New Orleans Pelicans (#6)
Jusuf Nurkic (POR): compito davvero complesso quello del bosniaco che dovrà letteralmente mettere il corpo tra Davis e il suo canestro. Probabilmente la marcatura del ‘Monociglio’ verrà affidata ad Aminu o a Ed Davis ma il lavoro di Nurkic sarà importantissimo in rotazione, in aiuto e a rimbalzo. Offensivamente non gli verrà chiesto nulla di diverso dal suo solito lavoro in prossimità del ferro, concedendo magari qualche extra possesso, 2.4 rimbalzi offensivi a partita, a Lillard e McCollum.
Rajon Rondo (NOP): altro caso da Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Rondo ha qualità, capacità ed esperienza per essere davvero fondamentale in questa serie, sia in attacco, con 8 assist abbondanti a partita, sia in difesa, con un pallone rubato a gara e buone capacità per reggere in 1vs1 contro ogni esterno. Il suo vero problema sarà la voglia o meno di scendere in campo con le scarpe allacciate, e quindi di aiutare Davis e Mirotic rifornendoli di palloni importanti.

Oklahoma City Thunder (#4) – Utah Jazz (#5)
Paul George (OKC): compiti offensivi e difensivi per l’ex Pacers che dovrà contribuire all’attacco Thunder non solo ‘off the ball’ ma anche attaccando dal palleggio e macinando gioco per non lasciare Westbrook troppo solo e quindi rischiare che inizi un circolo vizioso in cui Russ, sentendosi non supportato dai compagni, si isola sempre di più con risultati catastrofici per OKC. Importante anche la percentuale da 3 punti, intorno al 40% in stagione ma con molte, troppe flessioni; servirà costanza e fiducia nel proprio tiro. Difensivamente potrebbe essere uno degli indiziati nel marcare il Rookie meraviglia Donovan Mitchell, mostrandogli la differenza di intensità tra stagione regolare e Playoff.
Rudy Gobert (UTAH): Westbrook sarà la vera chiave per i Jazz; sì, perché la difesa di coach Snyder dovrà concentrarsi sull’isolare il playmaker dei Thunder marcando i tiratri sul perimetro. Una volta isolato Russ ecco l’importanza di Gobert come ‘rim ptotector’: quasi 2 stoppate di media a partita e un +/- difensivo di +4.6. Fisico, tempismo e organizzazione difensiva per portare Westbook contro gli aiuti di Gobert. Altrettanto fondamentali i rimbalzi contro Adams. Non una serie leggera per il lungo francese.

Simone

Simone

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi. Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation. Nickname: Simo T.