Playoffs 2018: analisi Finale Western Conference

L’aspettavamo da gennaio, la miglior squadra della stagione 2017/18 contro quella che ormai è l’Armata NBA per eccellenza, Houston e Golden State si giocheranno il biglietto per le NBA Finals nella finale Western Conference 2018.

Finale Western Conference - Logo - 2018

Houston Rockets (#1) – Golden State Warriors (#2)

Lo sweep dei Pelicans ai Trail Blazers e l’Upset dei Jazz a Russell Westbrook sono state delle belle sorprese in una Western Conference che era scritta da gennaio, Houston e Golden State sono sempre state due gradini sopra a tutte nella loro conference e finalmente, a roster completi, si daranno battaglia in una serie che vede per forza di cosa Golden State favorita ma attenzione che Houston arriva col vento in poppa, il fattore campo e il fuoco negli occhi delle loro stelle.

LA SERIE

Vien da sorridere perché i Warriors sono il completamento, il risultato finale, l’esecuzione perfetta di quei Phoenix Suns di Steve Nash allenati proprio da quel Mike D’Antoni che dovrà sfidarli in questa serie, sa come affrontarli ma questa serie non è una questione di schemi, tattica, ma di singoli; Houston è una squadra equilibrata, ha la stella nonché miglior giocatore di questa stagione James Harden che affiancato da Chris Paul è ancora più letale in quanto privo di responsabilità di leadership, Clit Capela si è rivelato e poi confermato essere la vera arma letale dei Rockets in grado di consentire al Barba e CP3 sempre una valida opzione nei giochi rotti, chiedere al povero Rudy Gobert che se lo vedeva sbucare da tutte le parti, la difesa è sempre stata la falla della carriera di Mike D’Antoni ma quest’anno, grazie anche all’innesto di P.J Tucker, c’é e le due vittorie consecutive a Salt Lake City contro i Jazz con quarti disarmanti hanno lanciato un messaggio ben chiaro.
La second Unit guidata da Eric Gordon fa sempre la sua porca figura con Gerald Green mina vagante in grado di poter realizzare 15 punti in una frazione, il tutto col tiro pesante vero ago della bilancia.
Houston è un’ottima squadra e questo è il problema…essere un’ottima squadra NON BASTA contro Golden State che senza stare qui a masturbarci troppo è nemica di se stessa e la serie contro i Pelicans è stata l’ennesima conferma; se non si impegnano perdono (Gara3) se decidono che giocano ti rovinano (Gara4). Sono troppi e letali, la sfida tra Chris Paul e Steph Curry è affascinante e l’ex Clippers ha le capacità di dare fastidio allo Chef anche perché essendo la sua prima finale di Conference darà tutto, ma Kevin Durant chi lo tiene? Ma mettiamo anche caso che D’Antoni riesce a creare una “gabbia” per limitarlo, il #11 nonché il giocatore tecnicamente più ammagliante della Lega nonché il vero killer dei Warriors che risponde al nome di Klay Thompson? E chiudo, il playmaker è Draymond Green e in questa serie non avrà un corpo imponente e All-Around come quello di Anthony Davis con cui aver a che fare.

Non me ne è mai fregato niente degli arbitri però in questa serie la Lega deve stare molto attenta, il trattamento di favore di cui gode James Harden contrapposto al mirino che ha sulla schiena (perché se l’è voluto lui, ndr) Draymond Green rischiano di essere le chiavi della finale della Western Conference 2018, non mancheranno colpi proibiti, falli duri, fischi dubbi, fischi regalati, trash talking…Houston è stata creata col solo scopo di battere i Warriors e farà di tutto per farcela, Golden State dovrà essere brava a giocare sui nervi degli avversari.

PLAYERS MATCH-UP

Chris Paul (HOU): raggiunte le Conference Finals per la prima volta vietato rilassarsi. C’è chi parla di Finals anticipate, chi aspetta questa serie da tutta la stagione regolare e chi vuol vedere se i Rockets sono effettivamente pronti per provarci. Ecco, per tutto questo Harden sarà fondamentale ma la vera chiave sarà la tenuta mentale, fisica e nervosa di CP3. Vera chiave e tassello aggiunto, perfettamente calato in questo ruolo da inizio stagione, ha retto ed è salito di colpi in Gara 5 contro i Jazz nonostante un terzo quarto leggendario di Mitchell e una partita decisamente sottotono del Barba. Nulla di meno per battere i campioni in carica: 41 punti non sono replicabili, ma reggere alle ondate dell’attacco Warriors sarà fondamentale e CP3 ha la testa per reggere.

Stephen Curry (GSW): è tornato alla stragrande contro i Pelicans e sarà la chiave anche contro i Rockets. Con lui in campo Golden State acquisisce sicurezza, ritmo e quel pizzico di incoscienza in più necessaria in una sfida che si preannuncia tosta. Certamente il contributo difensivo di Klay sarà fondamentale, ma Curry è chiamato a togliere i punti di riferimento alla difesa di Houston; la sua corsa sui blocchi, le sue transizioni con tiri da 9 metri e le sue scorribande dentro l’area sono punti cardine per dare il via alle ondate offensive dei Guerrieri della Baia. Aspetto da non sottovalutare saranno tuttavia le sue percentuali al tiro, specialmente da dietro l’arco, che potrebbero influenzare negativamente una partita e forse danneggiare un ingranaggio che sembra senza difetti e senza punti deboli.

-Simo-

PRONOSTICO

I Warriors sono perfidi, sono spietati, sono sadici perché questa cosa che qualcuno, giustamente, crede nei Rockets e che i Rockets stessi si sentono favoriti li motiva, li stimola ad essere diabolici, il fatto poi di non avere il fattore campo e quindi motivo d’entusiasmo dei Texani è uno stimolo in più. Hanno cazzeggiato da ottobre, adesso inizia la loro stagione e l’ultima cosa che vuoi è affrontare i Warriors motivati e sani, per Houston non è fondamentale ma è vitale vincere le prime 2, non ci sono cavoli, tornare ad Oakland sull’1-1 o peggio (0-2) non dico che ucciderebbe la serie ma poco ci manca.
Il cuore vorrebbe una Gara7, la testa mi dice che se va bene avremo 5 gare.

SCHEDULE

Gara Data Match
1 14/5 HOU-GSW
2 16/5 HOU-GSW
3 20/5 GSW-HOU
4 22/5 GSW-HOU
5* 24/5* HOU-GSW*
6* 26/5* GSW-HOU*
7* 28/5* HOU-GSW*

SONDAGGIO

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B