NBA Finals 2018: Players Match-Up

Atto conclusivo della stagione NBA, quarto atto della saga Cavs-Warriors, secondo di quella LeBron-KD dal ritorno a casa del primo e dal ‘next chapter’ del secondo. Eccoci dunque ad analizzare i tre match-up chiave per queste Finals.

PLAYERS MATCH-UP

LeBron James (CLE): cavalcata leggendaria della Eastern Conference, con record infranti e prestazioni mostruose che hanno permesso al Re di portare alle Finals il peggior supporting cast di sempre, numericamente parlando, e di inanellare l’ottava presenza consecutiva. Ecco, ora l’Everest sportivo da scalare; inutile girarci intorno, serviranno medie intorno ai 40 punti, 10 rimbalzi e altrettanti assist, insomma una serie di prestazioni come le ultime tre gare delle Finals 2016. Certo, allora c’era anche Irving…
Kevin Durant (GSW): ottimi playoff anche per KD e gara 7 di eccellente livello, ora si chiederà un leggero step in più: all’attacco, sempre strepitoso, dovrà aggiungersi la difesa proprio sul Re, soprattutto in contumacia Iguodala. Dall’uno contro uno alle rotazioni, dagli aiuti ai cambi difensivi, il lavoro di Durant indirizzerà da subito la serie, esattamente come lo scorso anno.

Abbandoniamo il paradiso cestistico per analizzare un altro match-up, forse un po’ più umano: J.R. Smith & Kyle Korver-Klay Thompson.
J.R. Smith & Kyle Korver (CLE): sono le Finals e tutti giocano sull’anello debole della difesa avversaria ed eccone addirittura due per la non brillantissima difesa Cavs; sia J.R. che KK dovranno limitare i danni il più possibile ed essere veri mattatori in attacco. Da dietro l’arco dovranno viaggiare con ottime percentuali, molto più vicine al 45% che al 30% se vogliono avere almeno una piccola speranza di impensierire la corazzata Warriors, altrimenti è notte fonda per tutta Cleveland.

Klay Thompson (GSW): il killer silenzioso dei Warriors, più in disparte, più lontano dai riflettori della partita che saranno tutti per KD, Curry e Green, avrà il compito di distruggere ogni chance che proverà a costruirsi Cleveland punendo ogni qualvolta la difesa commetterà un errore. Difensivamente sempre ottimo e dovrà limitarsi a togliere dai tre punti i tiratori dei Cavs, lavorando bene sui blocchi e spingendo dentro in palleggio verso gli aiuti difensivi.

Infine forse il match-up più suggestivo di tutti, perché si gioca solamente all’interno della testa di un giocatore: Draymond Green vs Draymond Green.
Emotivamente l’importanza dell’ex giocatore di Michigan State è forse superiore a quella tecnica dei vari Curry e Durant: un Green concentrato sulla partita è un All Star e un facilitatore di primissimo livello; un Green deconcentrato, sufficiente e sempre in rotta con gli arbitri sarà sicuramente un’arma in più per i Cavs. Insomma, Steve Kerr avrà un bel da fare per tenere la spina di Green sempre collegata in modo da averlo dalla propria parte senza doversi preoccupare di qualche sua trovata geniale che potrebbe costargli anche l’esclusione da qualche partita della serie.

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Simone

Simone

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi. Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation. Nickname: Simo T.