NBA Finals 2018: preview G3 & G4!

Le Finals si spostano in Ohio con Golden State sul 2-0. Riusciranno i Cavs ad invertire la tendenza con l’apporto della Quick and Loans Arena, o questi Warriors chiuderanno la pratica?

Golden State Warriors (#2) – Cleveland Cavaliers (#4) 2-0

Certo arrivare avanti 2-0 dopo le prime due partite alla Oracle Arena, era un obbiettivo abbastanza preventivabile per Golden State. Interessante è vedere come ci si è arrivati. Soffrendo, e con un pizzico di fortuna, in gara 1, con grande tranquillità e (ri)trovando quella leggerezza offensiva e quell’aggressività difensiva in gara 2. Sarebbe fin troppo facile dire che coach Steve Kerr dovrebbe ripartire proprio da gara 2, cercando di motivare i suoi ragazzi a mantenere quell’intensità sui due lati del campo. Invece i Warriors dovrebbero valutare bene l’andamento di gara 1, perché gara 3, che sarà ovviamente decisiva per le sorti della serie, potrebbe essere una gara dove soffrire diventerà decisivo. Rientrerà Andrè Iguodala, uomo che oltre ad allungare le rotazioni è sempre risultato decisivo, nelle Finals vinte dalla squadra della baia, in difesa, specie nel limitare James, che anche in attacco.
Coach Kerr potrà così schierare il quintetto con cui è abituato a chiudere le partite. Il controllo del ritmo e dei tabelloni risulterà essere decisivo per i Warriors, ed in questa serie sono tornati di moda i lunghi nella baia, con minuti per Javale McGee e David West, che hanno risposto presente, così come ha sorpreso, almeno in gara 1, Kevon Looney. A Draymond Green si chiede soprattutto tranquillità.

Certi suoi atteggiamenti sarebbe bene, almeno in trasferta, evitarli, per non accendere avversari e pubblico. In gara 2 ha solo pensato a giocare ed è andata bene così. Poi chiaro che ci si affiderà al trio Stephen Curry, Klay Thompson, che nella baia hanno risposto presente, e, soprattutto in trasferta, Kevin Durant. Durant ha attirato su di se poca luce dei riflettori alla Oracle. Difficile che questo possa capitare per tre partite di seguito. Poi ci sarebbe Shaun Livingston, chissà se riuscirà a sbagliare il primo tiro delle Finals e se riuscirà a prendere l’opzione sbagliata per la prima volta sul campo. Infine interessante sarà vedere come deciderà di difendere Golden State sul Re, vista la diversità di scelte fatte nelle due gara in California.

Anche qui sarebbe troppo facile dire che tutto passa da quell’incredibile giocatore che sta dimostrando ulteriormente di essere il ragazzo con il #23. LeBron James sta tentando di fare qualcosa che, se dovesse succedere, dovrebbe essere definita epica. Appunto troppo facile dire che tutto deve passare attraverso lui. Ma che il Re possa fare una partita da 50 anche 60 punti ci sono pochi dubbi. Ma troppe domande si addensano sul futuro dei Cavs in queste Finals. Intanto siamo curiosi di vedere se verrà impiegato con la stessa continuità delle prima, ma soprattutto della seconda gara. Perchè se in gara 1 qualche minuto di riposo se l’è preso, in gara 2 è rimasto sempre in campo, almeno fino a che Curry non ha messo la tripla del +18, che ha virtualmente messo i titoli di coda alla partita. Fosse rimasto in equilibrio la partita avrebbe giocato 48 minuti, al 99,9%.
E personalmente non so quanto questo giovi a lui ed ai suoi compagni. Perchè sia in gara 1 che in gara 2, LeBron è parso ovviamente stanco in alcuni momenti della partita, magari omettendo il lavoro in difesa, o a rimbalzo. Da qualche parte deve prendersi delle pause, è umano anche lui, oddio a volte non sembra però. Da chi sarà stata decisa questa cosa? Non deve essere facile gestire questa cosa per coach Tyronn Lue. Anche perché in gara 1 con lui in panchina la squadra non aveva reagito male, anzi. E la seconda domanda è riuscirà il cosiddetto supporting cast ad essere realmente di supporto in maniera costante a LeBron. Perchè fino adesso nessuno degli utilizzati da coach Lue è riuscito ad essere continuo, a dare un apporto positivo per più di qualche estemporanea situazione. A George Hill si chiede di più, specialmente in difesa, essendo stato preso anche per questo. Da J.R. Smith si chiede di più, più aggressività offensiva, un minimo di voglia difensiva, imbarazzante quello visto nelle prime due gara, e movimento sulla linea del tiro da tre.
Anche dai Tristan Thompson, rimbalzi, intimidazione, aggresività, dai Kyle Korver, assolutamente non pervenuto nella baia, ci si aspetta di più. Ma soprattutto quel qualcosa in più, e tanto, lo deve dare Kevin Love. Certo due partite in doppia doppia, ma troppi, tanti passaggi a vuoto, sia offensivamente, con tiri da tre aperti sbagliati malamente, vedi inizio gara 2, che soprattutto difensivamente. Love è un altro giocatore che deve imparare a soffrire, a gettarsi oltre l’ostacolo, oltre i propri limiti altrimenti…..Altrimenti le speranze dei Cavs saranno destinate ad andare presto a sud. Coach Lue dovrebbe provare, comunque, a cambiare qualcosa, nelle rotazionie nei quintetti.

Perchè non dare minuti a Rodney Hood, possibile che abbia perso tutta la verve offensiva fatta vedere anche negli scorsi playoffs in maglia Jazz? E perché non utilizzare Cedi Osman, ragazzo che ha sicuramente voglia, e che potrebbe dare qualcosa alla voce energia. Perchè abbiamo visto che puntare su Jordan Clarkson non è che ha portato tanta fortuna, anzi. A salvarsi un po’ più degli altri è stato Larry Nance Jr., che ha usato le sue doti fisiche nel miglior modo possibile. Ma se gli altri non si adegueranno al livello, sarà troppo poco.

PRONOSTICO

È tutto dalla parte dei Warriors. Certo si gioca alla Quick and Loans Arena, ed il pubblico si farà sentire. E ci si aspetta un James che vorrà vendere cara la propria pelle cestistica. Ma questi Warriors, per come stanno giocando, con un Stephen Curry finalmente grandissimo protagonista delle Finals, sembrano troppo anche per lui. Speriamo di tornare nella baia, si tornasse sul 2-2 sarebbe un vero miracolo a cui si fa fatica credere.

T-SHIRT #13 DI NBA-EVOLUTION DISPONIBILE ORA 👇 SULLO SHOP!

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati