Pagellone NBA 2017/2018

Stagione NBA che si è conclusa tra conferme, novità e dubbi sul futuro; Warriors campioni, KD con il secondo MVP delle Finals, almeno 5 squadre che puntano tutto sul Draft del 21 giugno, altrettante che aspettano solo l’apertura del mercato per rivoluzionare il roster. Ma questo è il futuro. Il presente è il Pagellone di NBA Evolution. Dunque, partiamo!

PAGELLONE NBA 2017/2018

Voto 0 ai Memphis Grizzlies: zero, nada, niente di positivo da questa stagione. Conley rotto, Gasol sottotono tutta la stagione o quasi, Evans che sembrava con le valigie in mano, poi no, poi qualche acciacco che lo tiene fuori dalle rotazioni; a completare il quadro da 22 vittorie e 60 sconfitte, una spazzolata di 61 punti contro gli Hornets (140-79), ecco la Lottery che regala una scivolata fuori dalla top 3. Reset e ripartire, nonostante il contratto di Parsons e svariate sfortune.

Voto 1 ai Dallas Mavericks: 24-58, meno infortuni ma lo stesso colpo di sfortuna di Memphis; anche i Mavs infatti scivolano fuori dalla top 3 del Draft, ma per lo meno hanno già una piccola base da cui ripartire in Dennis Smith Jr. O almeno è ciò che si augura Cuban.

Voto 2 a Bulls, Nets, Kings, Hawks e Magic: tutte sul fondo della classifica, tutte con un gruppo giovane, tutte che non hanno saputo trovare la giusta spinta per far bene. Tutte bocciate, riprovateci il prossimo anno.

Voto 3 ai Phoenix Suns: vanno peggio di tutte le sopracitate ma hanno più fortuna delle altre e avranno in mano il proprio destino. Molto si deciderà il 22 giugno in Arizona: Ayton? Doncic? Altro? “With the first pick in the 2018 NBA Draft, the Phoenix Suns select…”

Voto 4 agli Oklahoma City Thunder: Big 3 di qua, Big 3 di là, Championship come obiettivo lanciato da Russ in un’intervista di fine stagione regolare e poi? A casa 4-2 con i Jazz di Mitchell e Rubio? Squadra assemblata male e messa in campo peggio, con Melo che di utile ha fatto ben poco, con Westbrook che ha deciso di fregarsene dei due All Star al suo fianco e con PG che è stato l’ultimo a mollare. Ed ora tutti alla finestra per vedere da che città George farà il dito medio all’ex MVP e a tutti i Thunder.

Voto Come Burro ai Portland Trail Blazers: ottima stagione, carichi a pallettoni per i Playoff e poi… un momento, chi è questo che fa sembrare Lillard un Mario Chalmers qualunque? Lillard ti presento Holiday. Vedi quello strano aggeggio che ha in mano? E’ una scopa. Buone vacanze Blazers. Sweep 4-0. Sciolti come burro, senza quasi provarci. E ora? Che si fa?

Voto 5- ai Denver Nuggets: rimontano e vanno a giocarsi l’ultima gara disponibile a casa dei T-Wolves e ci perdono solo al supplementare. Bene, è un peccato non aver centrato i Playoff, ma provare a non buttare via qualche partita prima tipo contro Memphis o contro i Lakers?

Voto 5 ai Minnesota Timberwolves: Playoff! Wow! Incredibile! ‘Occhio a Minnesota e al suo talento!’ ‘Con anche Butler sono i veri anti-Warriors!’ Ecco, poi al dunque, ovvero con l’infortunio di Jimmy, hanno rischiato di restar fuori dalla Post Season, acciuffata all’ultimo proprio contro i Nuggets. ‘#8 ma daranno filo da torcere ai Rockets’. Quasi. 4-1 e camminare, i Lupi tornano a leccarsi le ferite.

Voto Q.B. ai Los Angeles Lakers: quanto basta. Stagione da 35W, in miglioramento rispetto alla precedente e che è né più né meno quello che serviva ai Giallo-Viola per poter approcciare la Free Agency con argomentazioni concrete per convincere qualche Free Agent di lusso -coff coff-Paul George-coff coff- a sposare il progetto Lakers ed essere il traghettatore per un ritorno in Post Season. Ora l’inizio della lunga estate caldissima ad Hollywood, con tutto il futuro nelle mani di Magic.

Voto 6 ai Milwaukee Bucks e agli Washington Wizards: tante belle parole spese prima e durante la stagione, il Greco e Beal mattatori e ad altissimi livelli e finalmente sembrano aver intrapreso la strada giusta. Sembra, appunto. Buona stagione ma fuori entrambe al primo turno. Appena sufficiente ma un po’ deludente.

Voto Bipolarismo ai Toronto Raptors: Regular Season pazzesca da 59W, primato nella Eastern Conference e in NBA dietro solo ai Rockets. Playoff da 3 in pagella che finiscono al secondo turno. Regular Season con Lowry e DeRozan migliori amici. Playoff con Ibaka che litiga con tutti. Regular Season con Coach Casey che fa giocare i Raptors benissimo sia in attacco che in difesa. Playoff con Coach Casey che non sa più che pesci prendere. Regular Season da “Questo è il nostro anno”. Playoff da ” Piacere, sono LeBron e voi siete stati spazzati via”. Oliva nel Martini? Coach Casey licenziato. Consigliamo Xanax, molto riposo e una visita psicologica.

Voto 7 agli Indiana Pacers e agli Utah Jazz: Oladipo e Mitchell guidano le rispettive franchigie, uno da probabile MIP e l’altro da quasi ROTY. Due stagioni di riscatto, alla faccia di chi le dava per fallite con l’addio delle loro stelle. Due stagioni che devono essere un trampolino di lancio per il futuro, alla ricerca di conferme.

Voto 8 ai Philadelphia 76ers: giovani e spregiudicati, chiudono terzi ad Est e danno una sonora lezione agli Heat. Poi si scontrano contro i più organizzati, anche se rattoppati, Celtics e si devono arrendere. Ma il futuro sorride al Process e speriamo per loro anche la fortuna negli infortuni.

Voto 9 ai Boston Celtics: cosa chiedere di più ad una squadra che ha perso una stella dopo 5 minuti di stagione e il leader offensivo proprio prima dei Playoff? Solo un po’ più di fortuna. Il gruppo è ottimo, i giovani, Tatum e Brown su tutti, sono di ottimo livello, Horford è perfetto per il sistema e il Coach è uno dei più preparati del panorama NBA. Serve davvero un pizzico in più di fortuna.

Voto Steven Bradbury ai Cleveland Cavaliers: non sanno nemmeno loro come sono arrivati alla quarta Finale consecutiva, o meglio, lo sanno tutti molto bene, ed è dipeso solo e soltanto da LeBron. E da Indiana che non approfitta delle pessime scelte difensive dei Cavs per chiudere la serie, da Toronto che implode alla vista di James e da Boston troppo giovane per una Gara 7 contro LeBron. E quindi eccoci alle Finals, dove tutto finisce e si schianta contro il muro Warriors, anche grazie a 4.7 secondi alla J.R. di J.R. Ad un passo dall’Oro i Bradbury Cavs cadono e rischiano di rimanere orfani di colui il quale li ha portati lì. The Decision 2.0 is coming.

Voto 9+ agli Houson Rockets: avete presente quando in estate preparate tutto l’occorrente per l’anno scolastico e vi dite che quest’anno studierete sempre? Ecco, questi sono stati i Rockets. 65W, record di Franchigia, #1 seed, probabile MVP per il Barba e carichi per affrontare i Playoff. Benissimo la prima interrogazione sulla fauna del Minnesota, impeccabile anche quella sui Mormoni che ti porta all’esame finale: 7 domande per essere il migliore della scuola. Ma alla fine della sesta col punteggio in parità ti blocchi. Arrivi all’ultima senza il tuo compagno di studi di tutto l’anno e vedi svanire il sogno. Ad un passo dal battere i Warriors CP3 cede e Houston saluta la contesa con una delusione cocente, che non cancella tutto ciò che di buono è stato fatto.

Voto 10 ai Golden State Warriors: semplicemente i più forti. Di nuovo. Tra infortuni, falli tecnici, 82 partite, una battaglia in finale di Conference e un po’ di fortuna per superare Houston, nelle Finals fanno terra bruciata. Sweep e tutti a stappare lo Champagne. Di nuovo.

Simone

Simone

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi. Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation. Nickname: Simo T.